Mastandrea, in nostra società tanta voglia di medioevo

Mastandrea, in nostra società tanta voglia di medioevo
di Ansa

(ANSA) - ROMA, 06 AGO - Un medioevo fantasioso e scalcinato, dove l'arrivo in un piccolo borgo del Marconte Berlocchio (Lino Musella), venuto a reclamare con la moglie, appena sposata, Bernarda (Viviana Cangiano) il feudo ricevuto dal suocero, innesca una lotta tra nobili improvvisati, soldati straccioni e contadini che non accettano soprusi. Uno scontro tra fame e lotta per un piccolo potere che suona quanto mai legata all'oggi. E' quello che mette in scena Francesco Lagi nella tragicommedia Il pataffio, adattamento dell'omonimo romanzo di Luigi Malerba (edito da Quodlibet), che debutta in prima mondiale come unico titolo italiano nel concorso principale dell'75/a edizione del Locarno Film Festival, con un'uscita in sala già fissata al 18 agosto con 01 Distribution. Nello straordinario cast del film (che ha la colonna sonora di Stefano Bollani), con Musella, ci sono, fra gli altri, Alessandro Gassmann nel ruolo di Frate Cappuccio, religioso dai sogni molto impuri; Valerio Mastandrea nei panni del contadino Migonei; Giorgio Tirabassi, Giovanni Ludeno, Vincenzo Nemolato, Daria Deflorian. "C'è tanta voglia di medioevo nella nostra società - sottolinea Valerio Mastandrea, parlando dell'attualità della storia -. Basti pensare a certe battaglie antiabortiste che sono tornate in auge". Impossibile non pensare, guardando Il pataffio all'Armata Brancaleone: "Ho sentito subito l'eco di di un cinema a cui ho voluto bene, sia per il film di Monicelli che per altri venuti dopo, ma è stata solo una suggestione iniziale, poi l'ho lasciata da parte'". Adattare il libro "era una sfida complicata. Ho cercato di fare mio il racconto, rispettando il suo mondo e la sua lingua, ma portandolo nell'oggi". Il pataffio "è una fiaba politica su personaggi portati a un'aspirazione sociale bieca. Il protagonista rappresenta tantissimi di noi che cercano solo di arrivare a una posizione in cui garantirsi". L'attore spera "che il film rimarrà in sala fino alle elezioni perché penso sia il più grande spot elettorale degli ultimi vent'anni" aggiunge sorridendo -. Mette le persone di fronte all'importanza e alle conseguenze della scelta che fai votando, o non votando". (ANSA).