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Lacrime a comando: tutti i segreti del pianto sul set e l'esempio di Cate Blanchett: "Disposta a tutto"

Un viaggio nel mondo delle emozioni sul set e le tecniche utilizzate nel cinema per evocare lacrime realistiche

Maria Elena Pistuddidi M.E.P.   
Lacrime a comando: tutti i segreti del pianto sul set e l'esempio di Cate Blanchett: 'Disposta a tutto'
Massimiliano Caiazzo, Cate Blanchett

Immaginate di essere al cinema. Ad un certo punto ecco che la scena diventa drammatica: il protagonista, sconvolto da una terribile perdita, scoppia in un pianto inconsolabile. Le lacrime scorrono copiose sul suo viso, la sua voce si spezza, il dolore è palpabile. Ma come si fa a piangere a comando - vi state chiedendo - quando la telecamera è accesa? E' chiaro che gli attori professionisti non sono maghi, ma utilizzano diverse tecniche per evocare lacrime realistiche sul set. Ebbene, alcune di queste tecniche sono sorprendentemente semplici. Vediamole

Ricordi dolorosi

Un metodo efficace consiste nel rievocare un ricordo doloroso o commovente. L'attore si concentra su questa esperienza passata, rivivendo le emozioni associate per far emergere lacrime autentiche. È come se aprisse una ferita ancora aperta, permettendo al dolore di riaffiorare in superficie.

L'immaginazione è la migliore alleata

Immaginare una situazione che suscita tristezza o dolore può essere altrettanto potente. L'attore crea nella propria mente una scena vivida e dettagliata, innescando una risposta emotiva che si traduce in lacrime. È come se vivesse in prima persona un dramma inventato, dando vita a emozioni reali.

Lacrime artificiali

In alcuni casi, si ricorre a lacrime artificiali o "tear stick". Applicate sotto gli occhi, queste sostanze creano un effetto realistico di lacrimazione senza il bisogno di provare emozioni intense. È una sorta di trucco cinematografico che permette di ottenere un risultato realistico senza dover soffrire realmente.

Gocce di mentolo

Un metodo più casalingo consiste nell'utilizzare gocce di mentolo negli occhi. Il mentolo provoca una sensazione di bruciore e lacrimazione, creando un effetto simile al pianto naturale. È un metodo un po' più "artigianale" ma che può essere efficace in determinate situazioni.

La recitazione resta l'ingrediente fondamentale

Al di là delle tecniche specifiche, la chiave per un pianto credibile rimane la buona recitazione. L'attore deve calarsi completamente nella scena e trasmettere le emozioni del personaggio con sincerità e profondità. Se non c'è verità emotiva, le lacrime saranno solo un artificio scenico, privo di impatto sul pubblico. 

Poi c'è chi utilizza un metodo tutto suo: Cate Blanchett

Cate Blanchett è una delle attrici più ammirate al mondo, ma non si accontenta del suo talento naturale. Per calarsi al meglio nei suoi ruoli, è disposta a tutto, anche a farsi male. Lo ha rivelato lei stessa qualche anno fa, mentre era ospite della serie YouTube Hot Ones, dove le celebrità mangiano alette di pollo piccantissime.

 

Il trucco del il peperoncino

L'attrice australiana durante l'intervista si è resa conto che il piccante delle alette l'aveva fatta lacrimare. Fu un'illuminazione per lei. Da quel momento, Cate Blanchette ha capito di avere un nuovo asso nella manica: un po' di salsa piccante sul dito l'avrebbe aiutata ad evocare lacrime di dolore o di commozione.

E quello dei peli del naso

L'altro escamotage utilizzato dall'attrice lo ha appreso da un collega "della vecchia scuola" che le insegnò a tirare i peli di una narice per stimolare le lacrime. Un metodo efficace, come dimostra la sua carriera costellata di premi, tra cui due Oscar. Insomma, va bene calarsi nei panni di qualcun altro, ma talvolta il trucco puo' essere necessario.

Maria Elena Pistuddidi M.E.P.   
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