A Milano il romanticismo radicale di Valentino

A Milano il romanticismo radicale di Valentino
di Ansa

(ANSA) - MILANO, 27 SET - Non un palazzo del centro ma una fabbrica dismessa e invasa di fiori, non modelle e modelli ma 66 persone prese dalla strada, ognuna con la sua fisicità e individualità per il romanticismo radicale di Valentino, che sfila per la prima volta a Milano anziché a Parigi. Una scelta dettata dal Covid ma che per Pierpaolo Piccioli ha significato anche "l'opportunità per far vedere Valentino da una prospettiva diversa". Se Valentino è un marchio noto nell'immaginario collettivo, come "un paesaggio collettivo che tutti conoscono", "il mio lavoro come designer - riflette Piccioli - è mostrarlo dal mio punto di vista, mantenere i suoi codici dando loro un nuovo significato". E per farlo, il creativo ha voluto "lavorare con persone che rappresentano il mondo", scelte attraverso uno street casting, per raccontare "cosa significa il romanticismo oggi". E non si parla tanto di estetica, quanto di "individualità e libertà di espressione, di un approccio alla vita emozionale e non oggettivo". Un nuovo romanticismo libero e personale che si appropria dei codici espressivi della maison per proporli in modo nuovo, adatto all'oggi: così il pizzo macramé passa dalla sera al giorno, per T-shirt e ciclista, per lui e per lei, o su giacche over portate su camicie altrettanto ampie che sono uguali, persino nella taglia, per uomo e donna, che indossano anche gli stessi shorts. (ANSA).