[Il caso] Un milione e mezzo di euro investiti e soldi in fumo: Zucchero alla guerra contro Mps

Quindici anni di battaglie legali del musicista contro il gruppo bancario che gestiva i suoi risparmi. La Cassazione ribalta gli altri gradi di giudizio. Una sentenza che fa ben sperare migliaia di piccoli investitori

Zucchero Fornaciari. A destra, la sede centrale di Montepaschi
Zucchero Fornaciari. A destra, la sede centrale di Montepaschi
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Diconsi un milione e mezzo di euro. Ripetuto in cifre: 1.500.000. Affidati da Zucchero Fornaciari agli investimenti curati da Monte dei Paschi di Siena. Con perdite consistenti. Inizio di una guerra legale fra il cantante e la banca che solo da poco ha avuto un finale che per i più sarebbe insperato. Che cosa pretendi se hai investito denaro e lo hai affidato ai giochi di Borsa e ai saliscendi dei listini finanziari? Questo si potrebbe ribattere, con buona ragione, alla richiesta di danni da parte di Fornaciari. Ma l'artista ha denunciato Mps non tanto per l'esito dei suoi investimenti quanto per cattiva condotta, fatta di false o incomplete informazioni, operazioni compiute senza informarlo e addirittura firme false. 

Quindici anni di battaglie in tribunale

La controversia tra Fornaciari e Montepaschi risale al 2004, quando l'autore di Per colpa di chi e Con le mani era già all'apice della carriera, con buona risonanza internazionale, e la banca senese non era ancora stata colpita gravemente dal disastro di Antonveneta, dagli investimenti nei derivati Alexandria e Santorini e dalle inchieste chiuse e riaperte sulla morte del responsabile della comunicazione, David Rossi, volato dalla finestra del suo ufficio nel capoluogo toscano. Zucchero affidò al gruppo bancario 1,5 milioni di euro da investire, vide moltiplicarsi le perdite. Denunciò operazioni compiute senza il suo consenso e perfino irregolarità nelle firme apposte sui mandati. In primo grado perse contro Mps, il Tribunale di Massa difese l'operato della banca. Altra sconfitta in Appello, in quel grado di giudizio le ragioni dell'artista vennero ridimensionate dal fatto che comunque aveva riscosso quanto fruttato da polizze e cedole e spostato soldi da gestioni patrimoniali. Poi la sentenza definitiva.

Vittoria in Cassazione

Viste le carte, i giudici della Corte di Cassazione hanno riconosciuto le firme false sui documenti e l'assenza di documentazione verso il cliente in vista degli investimenti. Essere un investitore ricco e propenso al rischio non attenua quindi le responsabilità di Montepaschi. Ora la palla ripassa all'Appello e apre uno scenario di cui potrebbero approfittare con soddisfazione miglaia di investitori sul piede di guerra: le richieste di danni stanno attorno al miliardo e mezzo di euro, a queste si aggiungono 2.600 rivalse sul fronte civile. Zucchero potrebbe essere un apripista dei risarcimenti chiesti e finalmente ottenuti da Mps, il cui capitale è ora al 70% dello Stato.