Vialli chiama Fedez, il rapper: "Una telefonata che difficilmente dimenticherò"

L'ex calciatore ha voluto incoraggiare il rapper con cui condivide la lotta contro lo stesso male

TiscaliNews

Nessuno meglio di Gianluca Vialli può capire il difficile percorso che dovrà affrontare Fedez, dopo la diagnosi di tumore al pancreas. Ecco perché la telefonata ricevuta nei giorni scorsi, prima dell'intervento al San Raffaele, dall'ex calciatore ha avuto per il rapper un significato particolare, un gesto che lo ha colpito profondamente. "Fino a qualche giorno fa non ci conoscevamo nemmeno - ha scritto su Instagram il cantante - poi una telefonata pochi giorni prima dell'intervento che difficilmente dimenticherò". Fedez, dal canto suo, promette di essere altrettanto di conforto per altri che ne hanno bisogno. "Spero di poter dare un po' di supporto alle persone così come tu hai fatto con me. Grazie davvero, col cuore", scrive il rapper che condivide con Vialli la stessa battaglia contro un tumore al pancreas.

La lotta di Vialli contro il tumore al pancreas era iniziata 5 anni fa

L'ex calciatore, dopo una fase di remissione della malattia, un anno fa aveva parlato di recidiva. Ma non si è mai arreso e in questi anni ha sempre cercato di essere un esempio per tutti coloro che stanno affrontando un calvario come il suo. Come è successo con Fedez, a cui ha voluto dedicare subito un pensiero. "La malattia non è esclusivamente sofferenza, – ha detto Vialli a Una Semplice Domanda, il programma di Alessandro Cattelan su Netflix. Ci sono dei momenti bellissimi. La malattia ti può insegnare molto di come sei fatto, ti può spingere anche più in là rispetto al modo anche superficiale in cui viviamo la nostra vita. La considero anche un’opportunità.

Il chirurgo di Fedez: "Ci sono ottime possibilità di cura"

Intanto, Massimo Falconi il chirurgo che ha operato Fedez, asportando una porzione del pancreas dove era stato individuato il tumore è ottimista sulla guarigione. "Il messaggio da dare - ha spiegato a Repubblica, è che si tratta di un tipo di tumore che, rispetto all'adenocarcinoma pancreatico, ha fortunatamente maggiori possibilità di cura". Questo grazie al miglioramento delle tecniche diagnostiche. "Si tratta di forme relativamente rare, spiega Falconi, sebbene le diagnosi siano aumentate negli ultimi anni grazie al diffuso utilizzo di tecniche radiologiche e di endoscopia che permettono di individuare lesioni anche molto piccole. Vent'anni fa scoprivamo questi tumori solo quando erano diventati masse importanti e metastatiche: oggi, per fortuna, riusciamo a farlo prima".