Venditti: "Quella notte folle a Trastevere con Paolo Rossi, Tardelli e i tassisti"

Quando hanno riportato la Coppa del Mondo in Italia eravamo a cena a casa di Gianni Minà. Erano già le tre e mezza del mattino e non eravamo tanto per la quale... A un certo punto prendo Paolo Rossi e Tardelli e li carico sopra la mia macchina..."

Un ragazzo come noi. Sono bastate quattro parole ad Antonello Venditti per dipingere per sempre Paolo Rossi, il campione gentile, il calciatore dal fisico minuto e fragile che ci ha insegnato a sognare in grande perché se ci metti il cuore tutto diventa possibile. Antonello Venditti lo ha voluto ricordare sui suoi canali social postando un'immagine che li ritrae insieme abbracciati e usando come didascalia quella frase scolpita nella musica che appartiene al testo di una delle più belle canzoni di Venditti, "Giulio Cesare".

Ma c'è poi un altro omaggio, davvero straordinario che Venditti ha voluto fare a Paolo Rossi e a tutti quelli che lo hanno amato. Si tratta di un video tratto da uno dei suoi concerti del 2017 quando Pablito salì sul palco. I due diedero vita a un dialogo sul filo dell'emozione e raccontarono alcuni aneddoti davvero incredibili. Ecco Antonello venditti che scherza così su quel verso di "Giulio Cesare": "Negli anni da Paolo Rossi sono passato a Francesco Totti. Ma il vero unico titolare di questa canzone è lui". Gli applausi accompagnano Paolo Rossi che svela: "Questo ragazzo con il quale sono cresciuto e sento i suoi pezzi da quando avevo 15 anni ci ha anche portato fortuna durante il mondiale del'82. Io ero in camera con Cabrini e avevamo una sola cassetta ed era di Venditti: per 40 giorni abbiamo ascoltato Antonello. Una cosa che accomuna gli sportivi e i grandi artisti come Antonello è che regalano emozioni e lui ce ne ha regalate tante".

Poi è il turno di Antonello Venditti a raccontare un aneddoto e quello scelto è davvero gustoso: "Quando hanno riportato la Coppa del Mondo in Italia eravamo a cena a casa di Gianni Minà. Erano già le tre e mezza del mattino e non eravamo tanto per la quale... A un certo punto prendo lui (Paolo Rossi, ndr) e Tardelli e li carico sopra la mia macchina. Allora avevo una Golf Gti turbo truccatissima e in 5 minuti facciamo il giro di Roma per arrivare a Travstevere. Ci fermiamo sotto casa mia. Proprio lì c'è una stazione di taxi e c'erano dei tassisti che giocavano a pallone. Così io, lui e Tardelli siamo scesi e ci siamo messi a giocare a pallone con i tassisti. Questo succedeva il giorno dopo aver vinto il Mondiale. E poi mi ricordo che verso le quattro e mezza è arrivato l'edicolante. Vede Paolo Rossi, Marco Tardelli, Antonello Venditti e i tassisti che giocavano a pallone e fa: "Ma vaff....". Risate generali mentre Venditti commenta ancora: "Ecco, Paolo Rossi il primo simbolo italiano che ha portato l'Italia nel mondo. Grazie campione".

La canzone "Giulio Cesare" dedicata a Paolo Rossi