"Sally è già stata punita": Vasco, la nascita della canzone capolavoro e lo strano omaggio di Dylan Dog

Il brano più amato del "Komandante" e la sua genesi. Un testo che fa da base alla storia speciale a fumetti, che però divide parecchio gli appassionati

Dylan Dog e Vasco Rossi: dalla canzone all'albo speciale 'Sally'
Dylan Dog e Vasco Rossi: dalla canzone all'albo speciale "Sally"

Lo sa anche lui che quando magari non ci sarà più e si dovrà fare una retrospettiva di tutta la sua carriera, non si potrà che partire dalla sua canzone capolavoro: Sally. Vasco Rossi ha sempre inseguito l'ambizione di mettere assieme la sua anima rock con l'amore per i cantautori. Francesco De Gregori su tutti. La prova è anche nel modo in cui sono arrangiate le sue "ballad". E in Sally, specie nella versione live, la parte di introduzione di piano sgrana tre note in rapida successione di semitono esattamente come accade nella intro di La donna cannone e in quella di Notte prima degli esami di Venditti. Questi sono preziosismi da critico e da musicista che sa sezionare un brano, ma a colpire ed emozionare di Sally è soprattutto il testo. Un ritratto femminile intenso, vibrante, dilaniato. Diventato questo mese dylaniato, perché è in edicola l'attesissimo albo di Dylan Dog in cui la canzone di Vasco fa da base a tutta la storia, e la protagonista è proprio lei: Sally.

Nascita di un capolavoro

Sally uscì nel 1996 all'interno dell'album Nessun pericolo...per te, che contiene altre gemme come Gli angeli e anche la rabbiosa e ironica Mi si escludeva. Nessuno se l'è più dimenticata, perfino i detrattori del Komandante la amano. Quando scrivi un pezzo che parla al mondo, e non solo ai tuoi fan storici, le barriere cadono, i sentimenti si sprigionano e Sally diventa lo specchio in cui molti di noi si possono rivedere, con addosso i lividi di una vita, la stanchezza dell'esperienza e in fondo al buio la luce di una speranza da cui ripartire: Sally ha patito troppo/Sally è già stata punita/Per ogni sua distrazione o debolezza/Per ogni candida carezza/Data per non sentire l'amarezza. Un turbine di sentimenti, di ricordi, la dignità indomabile di una persona che ne ha subite e si è rialzata, ritratta mentre viene come accarezzata dalla pioggia: Senti che fuori piove/senti che bel rumore. Ma siccome Vasco è uno che sa smitizzare ogni cosa e ha sempre i piedi per terra, ha ricordato con quanta spontanea semplicità è nato questo capolavoro della canzone italiana: "L'ho scritta in un quarto d'ora, una notte in barca al largo di Saint Tropez. Con "la chitarra per sfogarmi, la mia amante". Vasco tornava con amici da una serata in cui era stato immerso nella frizzante mondanità della Costa Azzurra, con "quelle bellissime ragazze che ballavano sui tavoli". Potere della femminilità, indomabile appunto. Da lì è Storia, e ora una storia. Una delle più attese, dentro l'albo numero 418 di Dylan Dog. Funziona tutto?

No, ed ecco perché

Nell'operazione editoriale che andrà a comprendere tre ritratti di "donne di Vasco" che diventeranno altrettanti personaggi della saga dell'indagatore dell'incubo presentato all'esordio nel 1986 da Bonelli Editore, Sally è il primo atto. Affidato a due degli autori più suggestivi e immediatamente riconoscibili della casa editrice di fumetto più amata in Italia: Paola Barbato e Corrado Roi. La Barbato è una penna eccezionale capace di scavare negli aspetti più misteriosi, oscuri e morbosi dell'essere umano, ogni tavola di Roi è un viaggio onirico. La storia viene da un'idea di Tiziano Sclavi, papà di Dylan Dog, che ha incrociato le lame con Vasco Rossi lasciando poi sviluppo e dettagli alla Barbato. Ma perché il mix non funziona? Nonostante la sapienza narrativa e grafica, Sally resta un episodio riuscito a metà, che fa discutere e divide. La donna cantata dal Blasco qui è una diafana e sofferente bellezza reduce da un amore finito malissimo. Tanto da non sentire più niente, come anestetizzata nell'anima. Di più: morta. A Dylan Dog il compito di scoprire chi l'ha uccisa anche se lei è di fronte a lui e gli parla, dandogli l'incarico. Il tipico paradosso a cui ci ha abituato il personaggio di Sclavi. Ma è proprio la parte di thriller soprannaturale, con assassino geniale nel manipolare sostanze chimiche e psicologie, che appare di troppo. Le pagine più riuscite, e che vibrano di mistero, dolore e vitalità, sono quelle dedicate all'interiorità di Sally, con visionari e delicatissimi richiami al battersi con la depressione e i demoni interiori. Sarebbe bastato quello, come il testo di Vasco insegna. Il resto è pioggia: Senti che bel rumore

"Sally", la storia su Dylan Dog