Ornella Vanoni, 84 anni di amori e "tranvate": "Con Francesco, 36 anni, dormiamo nello stesso letto"

La cantante, icona della musica italiana, si racconta in una lunga intervista e parla del suo modo di vivere l'amore. Anche a 84 anni

di M.E.P.

Non finisce mai di stupire Ornella Vanoni, icona della musica italiana e personaggio talvolta scomodo per i suoi interventi a gamba tesa e senza filtri. A 84 anni, con una carriera infinita ed una voce che rimane inconfondibile trova ancora le energie per mettersi a nudo e raccontare la sua vita, con un cenno particolare a quella sentimentale, travagliata e sofferta. "Da artista, sono felice della vita che ho avuto - rivela in una lunga intervista al Corriere della Sera. Ma dall’amore, sono così delusa che sono sola da vent’anni. A 60, ho preso una di quelle tranvate... Ho confuso la durezza con la forza. Non voglio neanche nominarlo, era arido e permaloso, io sono ironica, può immaginare il disastro".

Con Francesco, 36 anni dormiamo nello stesso letto

Quello che stupisce, nonostante tutto, di Ornella Vanoni è la voglia di ricominciare. Nonostante le "tranvate", come le chiama lei, oggi è innamorata. Una amore diverso da quello dei 20 anni e forse anche da quello dei sessanta." A 80 anni, il sesso non ti riempie il cuore e a convivere ti viene l’orticaria". E poi rivela: "Ho i miei vizi, voglio vedere Netflix fino all’alba”. “Non c’è sesso, ma un amore poetico e virtuale”. Lui ha 20 anni meno di lei, 64, e si tratta dello scrittore Pino Roveredo, , premio Campiello nel 2005 con 'Mandami a dire'. “Ci vediamo poco, lui sta a Trieste, io a Milano”, ammette. Accanto ad Ornella Vanoni c'è anche un altra presenza molto speciale che lei definisce "amico dell'anima". Si chiama Francesco Leto “ha 36 anni, dormiamo nello stesso letto per poter parlare di notte. Per esempio, cantavo a Parigi con Paolo Fresu, Francesco è venuto a trovarmi, abbiamo dormito insieme. Non cerco storie convenzionali". 

Se si parla di Ornella Vanoni e dei suoi amori, non si può non citare quelle con Giorgio Streheler e Gino Paoli, forse le più intense ma anche le più sofferte. “Mi tradiva in continuazione”, racconta riferendosi a Paoli con il quale condivise anche il dramma della perdita di un figlio. 

La depressione, l'ansia. "Mi ha salvato uno psichiatra"

Sin da quando esordì giovanissima, Ornella Vanoni era molto corteggiata per la sua bellezza ma estremamente insicura, oggi si direbbe con una scarsa autostima. "Ero bellissima, racconta, ma non mi amavo. È stata una fortuna: se no, perdi l’autocritica e fai errori. Dicevano che ero sensuale. Ma è perché, a 14 anni, avevo l’acne e la cicatrice e mandavo avanti il corpo, in shorts e zoccoli alti. A Paraggi pigliavo multe per oltraggio al pudore". Solare ma anche molto malinconica ed incline alla depressione, un'altra sua grande compagna di viaggio. "Mi ha salvato un grande psichiatra, che mi segue ancora, racconta. Chi butta gli psicofarmaci è pazzo. Sono sempre stata malinconica, oltre che solare. E fino al ’70, quando ho cantato "L’Appuntamento", non ero popolare e sentivo ansia, inadeguatezza. La mia patologia è semplice: soffro d’ansia, non dormo, dopo tre mesi che non dormo, cado in depressione. Ho fatto Sanremo due anni fa, poi ho avuto un anno vuoto ed ero triste, ora lavoro tanto e sono rinata".