[L'intervista] Ultimo: "Io che faccio la vittima per trovare ispirazione. La vita personale? Anestetizzata"

Il giovanissimo vincitore di Sanremo Giovani riempie i palasport più importanti d'Italia e annucia il terzo disco in poco più d un anno:"Il trucco è fare le cose che ti fanno stare bene"

[L'intervista] Ultimo: 'Io che faccio la vittima per trovare ispirazione. La vita personale? Anestetizzata'

Talentuoso, inarrestabile e controcorrente. Ultimo non è più una promessa della musica italiana, ma una realtà fatta di record e di sold out che si susseguono implacabili insieme con la notizia di ogni nuova data, di ogni nuovo tour. I tempi da “Ballo delle incertezze”, il brano con cui ha vinto a Sanremo Giovani lo scorso febbraio, sembrano definitivamente finiti. A ballare ora sono i risultati. Eccone alcuni: i prossimi 2 e 3 novembre al Palalottomatica di Roma e il 4 novembre al Mediolanum Forum di Milano, tre sold out dichiarati tre mesi fa, Ultimo con i suoi 22 anni sarà l’artista più giovane ad esibirsi nei palazzetti più importanti d’Italia. Non solo. Proprio ad appena un anno dall’uscita dal suo primo album di inediti, “Pianeti”, e a pochi mesi dall’uscita del secondo album di inediti “Peter Pan”, da cui a settembre è stato estratto il terzo singolo “Cascare nei tuoi occhi", Niccolò Moriconi, questo il suo vero nome, ha annunciato che a breve uscirà un nuovo disco di inediti. Lo ha fatto durante il primo appuntamento di questa stagione di Radio2 Live, programma radiofonico condotto da Carolina Di Domenico e Pier Corradini che mette insieme musica dal vivo e piacevoli chiacchierate con gli  artisti. Insomma, non si può certo dire che Ultimo sia succube delle strategie discografiche che ultimamente vanno in direzione opposta e prediligono l’uscita con il contagocce di singoli, piuttosto che di album. Ed è proprio da questa considerazione che comincia l’intervista con Niccolò, reduce da quel live che lo ha visto timido e quasi inconsapevole bersaglio dell’adorazione di tanti giovanissimi.

Tre dischi, contando il prossimo che hai appena annunciato, in poco più di un anno. Come mai questa scelta?
“Per fortuna faccio parte di una piccola etichetta, la Honiro, che mi lascia grande libertà artistica. Decidiamo insieme con tranquillità. E d’altra parte ho diversi pezzi pronti”.

Che effetto ti fa pensare a “Pianeti”, il tuo primo disco? Ti rappresenta ancora?
“In ogni mio lavoro c’è una parte di me. È come una linea che continua, un filo che unisce. E “pianeti” sarà sempre un disco speciale. Ma sono certo che anche il terzo disco mi rappresenterà. Lo definirei un disco interiore”.

Nelle tue canzoni racconti soprattutto l’amore “problematico”, le incomprensioni, le differenti aspettative di un rapporto a due, gli sguardi non coincidenti. Sono situazioni che vivi?
“Un po’ le vivo e un po’ le auto-provoco. Nel senso che ho vissuto diverse vicende nelle quali mi sono sentito vittima anche se non lo ero realmente. Ma ho scoperto che il sentirsi bersagliato ti dà un pretesto per scrivere. E quindi a volte mi autoconvinco. È un po’ lo stesso processo che raccontava Luci Battisti in “Emozioni” quando diceva “prendere a pugni un uomo solo perché è stato un po’ scortese sapendo che quel che brucia non sono le offese”.

Il successo ti sta cambiando?
“No. Il trucco è cercare di rimanere se stessi e di fare le cose che ti fanno stare bene, quello che ti va di fare. Senza importi dei comportamenti e senza cercare la felicità in chissà quali sogni. Le piccole cose servono di più”.

E la tua vita personale è cambiata? So che mantieni gli stessi rapporti di amicizia, la stessa ragazza…
“Gli impegni professionali vanno ad anestetizzare la vita privata anche se il tempo per viverla in modo tranquillo ce l’ho. Il fatto è che dopo che stai fuori tre o quattro giorni è difficile riuscire a resettare tutto e a goderti le tue cose. Rischi di immergerti nel lavoro e di scordarti le cose importanti. Io sto cercando di trovare un equilibrio. In quanto all’amore, sono convinto che bisogna impegnarsi tanto. Comunque fondamentalmente mi circondo delle stesse persone di sempre”.

Abiti ancora nel quartiere di San Basilio, dove sei cresciuto?
“Mi sono trasferito da poco in un altro posto, ma non mi sono allontanato di molto”.

Che effetto ti fa l’idea che il Palalottomatica sarà stracolmo per te?
"Direi che è un bellissimo attestato di stima. Do molta importanza al live. Per me è la dimensione più bella e più vera”.

Oltre la musica hai la passione per il calcio che hai anche praticato. Ti piacerebbe giocare nella Nazionale cantanti?
"Avrei dovuto giocarci qualche mese fa ma poi ho avuto un problema e non ho potuto. Ma forse non mi piacerebbe più. Dire che volevo fare il calciatore appartiene un po’ alle cose dette da piccolo, quegli impulsi che ti fanno dire che vuoi diventare astronauta. Ma non è un vero desiderio”.

E un vero desiderio invece qual è?
“Mi piacerebbe andare a vivere in Islanda. O in Svizzera, o in Austria. In una casetta sperduta in mezzo al verde, magari vicino a un lago dove fare passeggiate. Ho bisogno di calma”.

La canzone tra quelle che hai scritto che ti descrive meglio?
“Direi Giusy, anche se l’ho scritta quando avevo 15 anni”.