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Tony Hadley in tour italiano. Erano bellissimi e new romantic: quello che resta degli Spandau

Dal 22 al 28 novembre l'ex voce e frontman della band è in Italia. L'occasione per riascoltare le hit della band anti Duran Duran. E ritrovare vecchie emozioni

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   
Tony Hadley oggi (da Instagram). A destra, gli Spandau Ballet al top della fama (da Listal)
Tony Hadley oggi (da Instagram). A destra, gli Spandau Ballet al top della fama (da Listal)

Cosa ricordiamo di Tony Hadley nei tempi recenti? Forse la cosa più eclatante è la sua partecipazione a Goodbye Malinconia di Caparezza e con Arisa a Sanremo in Mi sento bene, il singolo sull'Italia insopportabile da cui "se ne vanno tutti". In Italia Tony Hadley torna in tour dopo essere stato in Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Filippine. Dai fan degli Spandau Ballet il bello del new romantic pop anni Ottanta tornerà con la sua nuova The Fabulous TH Band, il 22 novembre a Torino (Teatro Colosseo), il 23 a Milano (Teatro Arcimboldi), il 24 a Ferrara (Teatro Comunale), il 26 a Firenze (Tuscany Hall), il 27 a Udine (Teatro Nuovo Giovanni da Udine), il 28 a Bologna (Teatro Duse). E naturalmente il suo show torna a più riprese sugli anni d'oro in cui la religion war era rigorosamente Spandau Ballet contro Duran Duran.

Cosa resta dei "bellissimi" bistrati 

Oggi Hadley è un 62enne che presta il suo timbro vocale a brani che sconfinano nello swing e nel soul. Quarant'anni fa era il leader, frontman e bello tra i belli per ragazzine della tribù degli Spands. Opposta a quella che adorava Simon LeBon e John Taylor nei Duran Duran. Erano gli anni dello stile New Romantic, cioè l'evoluzione dell'evoluzione del punk ovvero la new wave ripulita, bombata con la lacca nei capelli, gli occhi bistrati, le spalline larghe, le camicie di raso nere o con colori accesissimi, i monili a chiudere i colletti. L'aspetto da signorotti ottocenteschi ibridati con le invenzioni fashion postmoderne mentre la videomusica conquistava il mondo. Durò pochissimo, brillò tantissimo però, bastò il periodo 1980-1988 per lanciarli tutti, per innestare furbamente la lotta Spands contro Duran, conquistare il cuore dei teenager e il portafogli delle loro famiglie. Sparita la rabbia, la protesta studentesca, spariti gli anni di piombo, restava la voglia di divertirsi, comprare abiti alla moda, atteggiarsi in modo disimpegnato.

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Quel che resta degli Spandau

Ultimi nipotini degeneri dei Roxy Music, gli Spandau Ballet si sono sciolti e rifondati nel 2009 per un'ultima avventura con Hadley alla voce. Poi ciascuno per contro proprio, ovvero Hadley a fare il solista e il gruppo a proseguire col cantante Ross William Wild. Che se n'è poi andato nel 2019. Che fanno ora gli altri, tutti variamente segnati dal tempo? Il chitarrista Gary Kemp fa cover dei Pink Floyd assieme al loro batterista Nick Mason, il sassofonista Steve Norman vive a Ibiza e presta il suo strumento in produzioni di elettronica e alla band Cloudfish. Il bassista Martin Kemp, fratello di Gary, è soprattutto un attore e regista. Il batterista John Keeble ha denunciato Kemp per mancato pagamento di diritti d'autore. Persa la causa, è tornato per un periodo negli Spandau e poi ha fondato la band Play Rock. Ma queste sono beghe fra ex bellissimi diventati signori attempati, e un filo imbolsiti. Restano gli inni degli adolescenti anni Ottanta: Gold, Trough The Barricades, True, Only When You Leave. Da cantare a squarciagola tornando ragazzini per una notte. Che poi l'indomani si va a lavorare. 

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   
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