[Il ritratto] "Riesco a malapena a parlare": la salute tradisce Sting. Concerti annullati e fan in allarme

ll divo pop ha problemi di salute. Saltano date del suo tour condiviso con Shaggy. Fino a nuova comunicazione. Gli anni delle droghe, e quelli del salutismo

Sting, 68 anni
Sting, 68 anni
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Il comunicato sul sito ufficiale fa il paio con quanto scritto sul profilo Twitter dell'artista: "ordine dei medici", fermarsi. Annullato il concerto al Jazz Festival di Gand, così come quello a Monaco di Baviera, rimandato il live in programma al Masonic di San Francisco. Sting sta male e non è in grado di proseguire con il tour. Queste le ultimissime, in attesa di sviluppi. Lo stesso Gordon Matthew Sumner, questo il vero nome del "pungiglione" del pop rock, ha spiegato brevemente: "Riesco a malapena a parlare". Anticipando che lo show americano verrà rimandato a nuova data e scusandosi con tutti. Non è la prima volta che succede e i fan dell'ex stella dei Police, da molti anni apprezzato solista, vivono la notizia con comprensibile apprensione.

La riscoperta della salute

Malanno alle corde vocali? Stanchezza? Un'infezione? Per ora non si sa molto di più delle condizioni di salute di Sting, lui stesso scrive di non riuscire quasi a parlare. Può darsi sia afono. Le corde vocali sono un delicatissimo strumento di lavoro, lo strumento principale in una band con parti cantate. Se la "macchina" si inceppa inutile spingerla verso direzioni ancora più dannose. Stop ai concerti, dunque. Cose che capitano anche a un salutista convinto come il cantante inglese, che negli ultimi trent'anni ha letteralmente ricostruito da zero la sua forma fisica dopo essere arrivato al punto di non ritorno nella fase finale della carriera dei Police.

"Uso ancora droghe" ma non sono quelle di prima

Più volte, specie dopo l'uscita del suo primo album solista The Dream of The Blue Turtles, Sting ha parlato apertamente del duro lavoro (anche di analisi e psicoterapia) per uscire dal vortice in cui era precipitata la sua vita. Cinque anni fa, in occasione del lancio del suo disco forse più biografico, The Last Ship, in una intervista riportata da Rolling Stone, aveva parlato dell'uso di droghe. Ammettendo di fumare marijuana come atto creativo, perché lo rende rilassato e incline alla creatività quando si tratta di scrivere brani nuovi. Un uso non ricreativo e non pubblico della droga leggera, a suo dire Sting la fuma in privato quando è in ritiro creativo.

"Ero diventato un mostro"

Dieci anni prima era tornato sugli anni problematici, quelli in cui era la superstar dei Police, in preda alla cocaina fino a quasi arrivare alla psicosi. Anche in quell'occasione la sua onestà nel "processarsi" su notevole. Al settimanale Q raccontò: "Ero caduto preda della più patetica e folle droga in circolazione. Ero un vero mostro: arrogante, aggressivo e competitivo. La cocaina è il modo che Dio ha di ricordarti hai facendo troppi soldi. All'epoca dei Police non c'era giorno che non ci picchiassimo virtualmente, con le parole e gli atteggiamenti". E anche con veri e propri assalti fisici: "Ho avuto una costola fratturata durante uno scontro particolarmente acceso con il batterista Stewart Copeland". Poi la disintossicazione, la psicoterapia, il salutismo, lo yoga, il tantra, la produzione di olio e vino nella tenuta in mezzo al verde della Toscana. Ma ora la salute lo costringe a fermarsi. Fino a quando, si saprà fra breve.