Tiscali.it
SEGUICI

"Sono sopravvissuto a tre coma": il Vasco privato e la docuserie in cui svela davvero tutto

Per la prima volta il signor Rossi nazionale apre casa, ricordi e bocca per raccontarsi. Senza fare sconti sugli aspetti più eccessivi e dolorosi, ma è ancora qua

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   

C'erano una volta tre Vasco. Che sono diventati il signor Rossi nazionale, quello che a 71 anni si racconta come mai prima in una docuserie tutta per lui e si di lui. Il Blasco, il Komandante, è ufficialmente un Supervissuto. Il 27 settembre comincerà a spiegare perché, nella docuserie Netflix dedicata a una delle peggiori pecore nere che la musica italiana abbia mai avuto, diventato benestante e venerato autore di inni generazionali e concerti live titanici. E' passato qualche decennio da quando, in occasione della malferma esibizione a Sanremo, il critico Nantas Salvalaggio definì questo montanaro di Zocca tutto ironia, trasgressione e rock: "Un ebete, bruttino, con occhiali fumé". Oggi sappiamo tutti come sono andate le storie. Ma non è stato facile.

Video

Vasco 1: occhi azzurri famelici, timido e sfrontato

Lo ha detto più volte e fatto scrivere nei libri che hanno provato a raccontarlo fin qui, Vasco Rossi: "Ho un fisico robusto, da ragazzo di collina, a me è la mente che mi frega". Nel trailer di Supervissuto il Vasco di oggi descrive il Vasco 1, giovanissimo e affamato di vita, come "un indiano metropolitano". Erano gli anni di Punto Radio, dell'amore per i Led Zeppelin e tutto ciò che sa di elettricità, sudore, ragazze accaldate e ampli a valvole così roventi da rischiare di andare a fuoco. Quelli della coda lunga delle lotte studentesche, rossi contro neri, dei blindati nelle nostre città, degli attentati terroristici e dei morti ammazzati in nome di un'ideologia. "Quando c'erano gli anni di piombo, le Br, Lotta Continua e Potere operaio, mi sembravano matti quelli che si chiamavano Potere Operaio, erano studenti, poi tornavano a casa dai genitori e la Lotta Continua finiva lì". 

Vasco 2: il successo, la "roba", gli umori impazziti e i guai

C'è poi il secondo Vasco, quello che dopo Siamo solo noi e da C'è chi dice no in poi vola oltre pregiudizi e scandaletti moralisti e comincia a diventare quello dei grandi numeri, con grandi vizi e grandi dolori a seguire. "Sono sopravvissuto agli anni Ottanta, gli anni più stupidi del secolo ma anche i più divertenti". L'antidoto a tutto questo è ancora una volta la musica che salva la vita, a condizione che sia ad alto volume. Funziona ma ha un prezzo alto da pagare. La droga segna lui e il manipolo della Steve Rogers Band, e così il successo e il gonfiarsi degli ego nel gruppo. Sarà una festa selvaggia che finisce a brandelli.

Vasco 3: la famiglia, la depressione, le malattie mortali

Il terzo Vasco che compone il ritratto del 71enne che arriva fino a noi oggi è quello che vola altissimo e pare non fermarsi più, ma con crolli rovinosi. Se ne va Massimo Riva, muoiono o si ammalano amici cari, la vita spericolata presenta il conto e apre buchi nell'anima. Vasco mette su famiglia, Laura Schmidt sembra la donna perfetta per dargli "casa", qualcosa in cui sentirsi protetto e da non aprire a nessuno, lo sa bene pure Repubblica che per farsi raccontare un po' di privato da Vasco ha dovuto inventarsi una casa che non è quella di Zocca e nemmeno quella a due passi dalle due torri di Bologna dove il Komandante vive più di recente. Anni tremendi: "Tutti gli amici hanno cominciato a morire, io sono andato in depressione". A suo tempo aveva parlato del cocktail di farmaci che lo tenevano su permettendogli di andare oltre i saliscendi dell'umore, uno dei peggiori periodi in questo senso è stato quello di poco precedente al singolo Eh già, quando cominciò a pubblicare sui social i clippini in cui diceva peste e corna dei suoi colleghi eccellenti, da Pelù a Baglioni a Ligabue. "Sono sopravvissuto a tre malattie mortali nel 2011, quando sono andato in coma tre o quattro volte, preso per un pelo, fino al 2020" quando arriva il Covid-19. Morire di noia però no. Non se sei un Supervissuto e ora vuoi raccontare tutto. 

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   
Speciale Sanremo 2024
I più recenti
Celine Dion riappare in pubblico: ovazione e lacrime sue e dei fans
Celine Dion riappare in pubblico: ovazione e lacrime sue e dei fans
Antonello Venditti: Cosa accadde nella mia 'Notte prima degli esami'. Poi fa una sorpresa ai maturandi
Antonello Venditti: Cosa accadde nella mia 'Notte prima degli esami'. Poi fa una sorpresa ai maturandi
Le Rubriche

Andrea Giordano

Docente universitario, dopo 8 anni allo Ied Como, oggi insegna Cinematografia...

Emanuele Bigi

È cresciuto con la passione per il cinema che non lo ha mai mollato. È autore...

Cinzia Marongiu

Direttrice responsabile di Milleunadonna e di Tiscali Spettacoli, Cultura...

Maria Elena Pistuddi

Nata a Roma nel 1970, si è laureata in Scienze Politiche nel 1994. Dopo...

Camilla Soru

Cagliaritana, studi classici, giornalista pubblicista, ha intrapreso la carriera...

Cristiano Sanna Martini

In passato ha scritto per L’Unione Sarda, Il Sole 24 Ore, Cineforum, Rockstar...