"Sognando l'Arena", rassegna il 3 maggio nel segno della speranza

'Sognando l'Arena', rassegna il 3 maggio nel segno della speranza
di Askanews

Roma, 23 apr. (askanews) - La Fondazione Arena di Verona, in collaborazione con Classica HD, nel giorno che precede l'inizio di una nuova "primavera" per il nostro Paese, vuole mandare un messaggio di speranza e freschezza ai fan, agli artisti, ai lavoratori dello spettacolo, a tutti i protagonisti della grande musica trasmettendo una rassegna antologica, che coglie i fiori delle produzioni più amate dal suo vasto pubblico internazionale.Fondazione Arena, consapevole della responsabilità etica che comporta essere il più grande teatro lirico del mondo e tra i più amati, celebri e frequentati, sente l'avvicinarsi del momento delle grandi scelte per tutto il sistema della musica e non vuole arrendersi rinunciando alla propria innegabile ed immutabile vocazione dello spettacolo all'aperto.L'Arena di Verona è parte attiva della task-force voluta da A.N.FO.L.S., che anche alla luce delle esperienze attivate da Confindustria, Confcommercio e Istituzioni locali, sta redigendo un protocollo medico-sanitario che possa consentire una riapertura degli spettacoli all'aperto.Fondazione Arena è profondamente convinta che i grandi spazi areniani possano consentire, con adeguate misure, piena sicurezza ai complessi artistici, ai solisti e soprattutto al pubblico che ne costituisce l'anima e considera la creazione di questo protocollo un atto doveroso e deontologicamente necessario per dare una possibilità di speranza, bellezza e attenzione alla popolazione duramente provata da questi lunghi mesi di fermo delle attività, nonché un test importante su cui anche le altre istituzioni culturali del paese e del mondo potranno lavorare per creare i loro protocolli di uscita dopo la chiusura che ha imposto il fermo dello spettacolo dal vivo.La Sovrintendente e direttrice artistica Cecilia Gasdia, oggi più che mai artista che comprende i problemi e le preoccupazioni dei suoi compagni d'arte, dichiara: "Dobbiamo immaginare noi artisti e il nostro pubblico come una qualsiasi altra industria produttiva che si confronta con le norme di distanziamento, sanificazione e dotazione di presidi di protezione. Quest'anno siamo tutti operai della musica e dobbiamo modificare la catena di montaggio, ingresso ed uscita dalla nostra fabbrica-Arena, seguendo l'esempio delle grandi catene di montaggio, dei grandi impianti industriali in ripresa già da ora. Il loro esempio positivo ci rincuora, le loro ricerche ci sostengono. Le tecnologie ci sono, gli strumenti economici pure. Chi fa il mio mestiere è un operatore culturale e deve offrire bellezza, sollievo e gioia. Sarà un anno diverso, ma non sarà un anno silenzioso".