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"Pronto a riformare tutto": Sgarbi alla Cultura nomina Morgan alla Musica. La strana coppia del governo Meloni

Il nuovo sottosegretario dell'esecutivo di destra-centro pensa al cantante e opinionista e quello si dice "prontissimo". La sua idea di rivoluzione e una domanda: dureranno?

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   
Vittorio Sgarbi (Shutterstock) e Marco 'Morgan' Castoldi (Ansa)
Vittorio Sgarbi (Shutterstock) e Marco "Morgan" Castoldi (Ansa)

Cominciamo dalla fine, e la fine sono le dichiarazioni tutte adrenalina ed entusiasmo di Marco "Morgan" Castoldi dopo aver appreso di essere in procinto di nomina come responsabile del Dipartimento Musica del ministero della Cultura di cui è stato nominato sottosegretario Vittorio Sgarbi. Dice Morgan a tutta stampa: "La musica è cultura; e la canzone, come forma della musica, è la forma d'arte più diffusa al mondo in assoluto, la più importante perché presente ovunque nel mondo moderno: è praticamente il nostro nutrimento quotidiano". E sul Corriere della Sera ribadisce: "Con lui discuto del tema della cultura da più di vent’anni, e lui come me è convinto che la musica abbia un ruolo determinante. C’era bisogno di una visione luminosa come la sua per mettere a frutto questo progetto in realtà molto semplice: promuovere una rinascita culturale attraverso tutto quel patrimonio non valorizzato che abbiamo e che invece va promosso". Tutto è pronto per la coppia più imprevedibile e originale che si possa immaginare in tema di tutela del patrimonio culturale, ed è anche questa una delle scommesse del governo Meloni.

"Se sei di destra non lavori"

C'è un vecchio adagio mai sopito secondo cui cultura, musica, arte sono appannaggio della gestione di personaggi legati alla sinistra. Un modo di fare "sistema" che ha inciso profondamente, in modo virtuoso, su questa parte del patrimonio italiano, ma che avrebbe escluso graniticamente gli artisti non legati a quella parte politica. Se Vittorio Sgarbi è da sempre un uomo di centrodestra, non si è ancora ben capito Morgan che tipo di indirizzo politico abbia. In piena campagna elettorale si parlò di lui e dell'interlocuzione avuta con la candidata premier Giorgia Meloni, che a dire del musicista e poi giudice di X Factor e ancora opinionista tv, avrebbe suggerito alla presidente del Consiglio (come vuole essere chiamata) di fare attenzione a certi temi e al modo in cui parlarne in tv. Ancora sul Corriere, Morgan sostiene di essere "super partes", perché "la cultura non va collocata politicamente", però poi aggiunge che "Enrico Letta non mi avrebbe mai chiamato, ma questo perché la sinistra non ha il briciolo di un’idea da dopo Bertinotti. La destra fa più cose di sinistra della sinistra, la sinistra ormai è tutta orientata al mercato. Franceschini è stato un ministro spento, culturalmente, bisognava trovare il tasto “on". 

La rivoluzione di Morgan e la domanda: quanto durerà?

Sulla decisione di creare un dipartimento ad hoc della Musica interno al ministero della Cultura e affidarlo a Morgan, Vittorio Sgarbi aveva detto: "E' un uomo di grande intelligenza, è un uomo libero, non si nasconde dietro la retorica degli slogan fascista/antifascista". Il musicista parla già di rivoluzione, come riporta l'AdnKronos: "Serve una riforma di settore che comprenda tanti temi, compresi il Festival di Sanremo o i talent show. Parliamo di grandi interessi economici, che non sono mai stati tenuti insieme". Il piano rivoluzionario di Morgan, nelle intenzioni, comprende un migliore insegnamento della musica nelle scuole, più risorse per i Conservatori e il restauro delle grandi canzone italiane come si fa per i monumenti, "come ha fatto Ivano Fossati con le canzoni di Giorgio Gaber, ma va fatto a livello istituzionale".

Due anarco-narcisisti che non sanno gestire nemmeno se stessi

A monte di tutto, la domanda che si fanno in molti: quanto dureranno assieme due personalità vulcaniche come Sgarbi e Morgan? Se lo è chiesto anche Massimo Gramellini sul Corriere della Sera, e il giornalista in precedenza è stato piuttosto maltrattato da Sgarbi: "La competenza di Morgan è fuori discussione, così come la sua inadeguatezza ad amministrare cose e persone, a cominciare da se stesso. Vale anche per il suo superiore: Morgan e Sgarbi sono due anarco-narcisisti di notevole cultura, discreto talento e scarsissimo autocontrollo". Tutti ricordano come andò a finire alla coppia Morgan-Bugo a Sanremo. E per paradosso, si parla del ruolo politico di Morgan negli stessi giorni in cui volano indiscrezioni su un suo ritorno come giudice a X Factor. In tempi di politica-spettacolo e di realtà spettacolarizzata, va così. 

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   
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In passato ha scritto per L’Unione Sarda, Il Sole 24 Ore, Cineforum, Rockstar...