Sergio Staino è il nuovo "presidente" del Club Tenco

Sergio Staino è il nuovo 'presidente' del Club Tenco
di Askanews

Roma, 20 feb. (askanews) - Il Direttivo del Club Tenco comunica che oggi, ricevute le dimissioni spontanee di Nino Imperatore, ha eletto come nuovo "legale rappresentante" il giornalista e vignettista Sergio Staino. La figura di Staino - si legge nella nota stampa - è stata scelta in prospettiva di un ruolo futuro che rappresenti il Club nelle relazioni nazionali e istituzionali, lasciando a Nino Imperatore e a Graziella Corrent la delega nel proseguire il lavoro di organizzazione generale, ricerca di finanziamenti, logistica e amministrazione generale.Fondato a Sanremo nel 1972 da un gruppo di appassionati per promuovere e sostenere la cosiddetta "canzone d'autore", il Club è notoriamente intitolato al grande cantautore italiano morto suicida nel 1967, con lo scopo di riunire tutti coloro che, raccogliendo il messaggio di Luigi Tenco, si propongono di valorizzare la canzone d'autore, ricercando anche nella musica leggera dignità artistica e poetico realismo."Credo che il Tenco mi abbia veramente dato molto - ha detto il neoeletto Staino - e se la mia satira, e il mio lavoro in genere, ha una sua leggerezza e una sua levità creativa, lo devo tanto anche alle amicizie che mi sono fatto grazie al Tenco, quell'arte dell'incontro che ha fatto del Tenco una delle strutture più affascinanti dell'Italia culturale contemporanea. Da un punto di vista quindi etico, affettuoso e culturale non cambia un bel niente, continuiamo tranquilli e indefessi sulla strada segnata da questo direttivo e dall'ottimo responsabile artistico Sergio Secondiano Sacchi"."Quello che cambia è il personaggio che si presenterà in pubblico e, soprattutto, alle varie istituzioni a nome del Tenco, il cosiddetto 'presidente'. In realtà, presidente per modo di dire perché l'esatta dizione della carica è 'responsabile legale'. Tuttavia, in ossequio ad una prassi consolidata e molto affettuosa, potete continuare a chiamarmi 'presidente', che è parola che almeno non evoca subito guai giudiziari", ha concluso con la sua proverbiale ironia.