"La peggiore immondezza che potessimo fare": i Pink Floyd e la nascita dell'album con la mucca

"Atom Heart Mother" usciva nel 1970. Non avevano la minima idea di che fare, la storia di come nacque è un misto di tragedia e di commedia

I Pink Floyd negli anni Settanta. A destra, la celebre mucca in copertina di 'Atom Heart Mother'
I Pink Floyd negli anni Settanta. A destra, la celebre mucca in copertina di "Atom Heart Mother"

A testimonianza di quanto gli album dei Pink Floyd siano iconici, un amico di chi scrive questo articolo li chiama con nomignoli come 'a recchia (Meddle), 'o prisma (The Dark Side Of The Moon) e 'a mucca (Atom Earth Mother) manco fossero personaggi di Gomorra. A quasi 52 anni di distanza dall'uscita dell'album con la mucca in copertina, su Atom Heart Mother ci si divide nettamente. Molti lo considerano un disco sinfonico, ambizioso, lo snodo definitivo fra il primo periodo acido-psichedelico e le atmosfere più "spaziali", levigate e grandiose degli album successivi. La grande preparazione a Dark Side, insomma, uno degli album più venduti nella storia della musica. Altri lo bocciano senza pietà, giudicandolo un pasticcio senza capo né coda e meno che mai coraggioso. A far divertire sono i giudizi degli stessi Pink Floyd e gli aneddoti di come nacque la mucca. Ne scriviamo mentre la band annuncia di aver pubblicato 12 bootleg ufficiali di altrettanti concerti del periodo 1970-71

Ummagumma: e mo'?

Reduci dal loro periodo all'acido lisergico, prima dominati da Syd Barrett poi segnati per sempre dalla sua follia e dall'abbandono del gruppo, i Pink Floyd arrivarono alle sessioni di registrazione di Atom Heart Mother dopo il disco doppio Ummagumma, quello che ha in copertina un bellissimo David Gilmour ritratto in prospettiva in modo da moltiplicarsi all'infinito. Non erano la band dei grandi successi ma un gruppo già molto rispettato nella scena sperimentale e underground inglese. E non avevano la minima idea di cosa fare. Non c'erano brani strutturati, meno che mai una strategia. Quello che venne fuori fu un pasticcio totale e se si riuscì a dargli forma fu solo per l'intervento di un amico dei Pink Floyd, Ron Geesin.

Da sinistra: Wright, Gilmour, Waters, Mason. I Pink Floyd

"Se oggi mi dessero un milione per suonarlo risponderei: ma vaff..."

I fan entusiasti, religiosamente devoti e perennemente in estasi dei Pink Floyd si mettano il cuore in pace. Sono gli stessi autori della mucca a considerarlo il baratro della loro carriera (ma forse si sono dimenticati quel che è venuto fuori da A Momentary Lapse Of Reason in poi). Le prove? Eccole. Roger Waters, sempre puntuto in un'intervista alla Bbc: "Se uno oggi mi dicesse, ecco un milione di sterline, ora va e suona dal vivo Atom Heart Mother, risponderei: vaff....ehi...tu stai scherzando". David Gilmour, di solito più pacioso, nell'intervista del 2002 a Tolinski, Perna e Kitt: "Un cumulo di immondezza. Eravamo davvero a terra in quel periodo, stavamo raschiando il barile. Avevamo forse una buona idea ma il modo in cui la sviluppammo è stato terribile". L'album intitolato alla madre dal cuore atomico usciva il 2 ottobre 1970.

Alla fine arriva Ron

Allarmati dal cumulo di brani inconcludenti messo su in studio e dalla totale mancanza di strategia su come mandare avanti il progetto, i Pink Floyd conobbero Ron Geesin che fu loro presentato da Sam Cutler, allora tour manager dei Rolling Stones. Geesin era un maestro nel taglia e cuci, nella manipolazione dei nastri, aveva formazione e cultura da musica d'avanguardia e sapeva scrivere musica per orchestra. Fu dal suo maquillage, a cui aggiunse le parti orchestrali e i potenti corali, che il disco prese forma. Tutta la prima facciata non esisterebbe senza di lui che disse: "Era un disastro, nessuno dei Floyd sapeva leggere la musica, a parte, forse un po', Rick Wright". La seconda facciata contiene una manciata di canzoni come Summer Of '68 e If (una delle cose migliori, non a caso firmata da Waters) e poi un gran finale di nuovo psichedelico e rumoristico intitolato Alan's Psychedelic Breakfast.

Ron Geesin, il salvatore dei Pink Floyd

Fu il tributo al trapianto avveniristico su una donna

L'album uscì con il titolo dovuto a un articolo dell'Evening Standard che dava conto di un trapianto di cuore effettuato su una mamma con tecniche all'epoca avveniristiche. E' il disco che non piace ai rocker (troppo complesso) agli avanguardisti ("i Pink Floyd tornino a fare rock") e ai fan del prog rock ("troppo semplice e dilatato: via!"). Ma questo non gli impedì di debuttare al primo posto in classifica nel Regno Unito. E di attirare l'attenzione di un certo Stanley Kubrick che chiese ai Floyd di usare le musiche dell'album nella colonna sonora di Arancia Meccanica. I quattro risposero picche. Due decenni dopo Roger Waters ebbe la pessima idea di chiedere a Kubrick parti di 2001: Odissea nello Spazio per un videoclip che lanciava il suo album solista. E si prese picche delle dimensioni di un monolite. 

Vedi anche: "The Wall", il disco che trasformò i Pink Floyd. E li distrusse