[Il ritratto] "Mi hanno tolto vetri dalla faccia per anni. Gli uomini mi temono? Affari loro". Turci più grande della paura

Nuovo tour per la cantautrice e romanzo in arrivo. Ventisei anni fa il terribile incidente che ha restituito un'altra donna. Bellissima da fare imbarazzo

Paola Turci, cantautrice e prossimamente romanziera
Paola Turci, cantautrice e prossimamente romanziera
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Nel corso degli anni lo ha raccontato più volte. Quel tremendo incidente d'auto che nel 1993 ha minacciato di distruggerle vita e carriera. Ci è tornata anche di recente, a quel giorno, Paola Turci. Donna ritrovata, di una bellezza che non è distante da quella di prima, è diversa, speciale. Temuta dagli uomini. "Per due anni mi hanno tolto pezzi di vetro dalla faccia. Stavo andando dalla Sicilia alla Campania  per un concerto e guidavo io. L’unica volta in trent’anni di carriera. Il tour manager era molto stanco. Ero in un momento molto infelice della mia vita, ma mi sentivo onnipotente, invincibile". La strada in quelle condizioni diventa un agguato costante.

Il momento in cui tutto cambia

A tradire la cantautrice romana fu l'uso imprudente del cellulare: "A un certo punto ho guardato il telefono cellulare, avevo chiamato tutti quel giorno. Il telefono si spegneva spesso, la presa era staccata ho provato a rimetterla e mi sono distratta. Ho visto il guardrail che stavo per sfiorare, ho sterzato immediatamente, a destra ho visto un fosso ma non c’era il guardrail. Non dovevo finire nel fosso quindi ho pensato: vado a sinistra, andavo a 120 orari, faccio sbattere la macchina al guardrail, si fermerà. Invece la macchina non si è fermata. Nell’impatto ho chiuso gli occhi e lì è successo tutto, la macchina si è accartocciata, e poi ha cappottato. Non ho più aperto gli occhi, sono rimasta dentro la macchina. Mi sentivo tutta la faccia aperta, come sotto la doccia. Avevo questi zampilli in orizzontale, sentivo questa sensazione e mi sono detta subito 'calmati', o sarei impazzita". Da lì per Paola Turci è iniziata una nuova vita: "Ho avuto tredici operazioni, 12 solo nell’occhio e una sulla guancia, oltre 100 punti. E parliamo solo di un pezzetto di viso". Una lunga ricostruzione che ce l'ha restituita di una bellezza speciale, e sempre con il solito fisico invidiabile. Ma l'amore, quello vero solido, partecipe, complice, non è arrivato.

La paura degli uomini

Paola Turci, artista e autrice realizzata e rispettata, è una donna che non riesce ad innamorarsi. Perché non trova uomini che le si accostino senza timore, e non certo per il suo aspetto fisico, spettacolare a 55 anni. In una recente intervista poco prima del tour di dodici date che sta affrontando, e mentre completa il suo primo romanzo, dice: "Non ho più paura di mettere paura. Prima mi facevo mille scrupoli, soprattutto con gli uomini. Pensavo di essere sbagliata, di dover essere più dolce altrimenti li spaventavo. Ma io lo sono sempre stata. Se l'uomo si spaventa il problema è suo, non mio. La chiave di volta è stata la mia insofferenza nel nascondermi dopo l' incidente, facendo finta di non farlo. A un certo punto ho mollato, ho imparato ad accettare me e le mie cicatrici". 

La violenza subita, un altro trauma vinto

Di coraggio e grinta, Paola Turci ne ha avuti su più fronti. E' una delle pochissime artiste italiane a mostrarsi nuda (in modo artistico, non gratuito) nella copertina del suo album Ragazze che fece scalpore. E ha parlato del percorso afrontato per superare i segni di una violenza subita da ragazzina: "Avevo 13 anni. Se io tornassi indietro e sapessi di poter andare in un centro antiviolenza, in un posto dove mi ascoltano, mi proteggono e mi difendono, ci andrei subito. La canzone Fiori nel giardino racconta un abuso sessuale. In quel periodo facevo analisi e ho tirato fuori quello che avevo sepolto negli anni". L'uomo che abusò di lei: "E' morto, perché era già grande". E sull'etichetta lesbo che le viene appiccicata da tempo da certa stampa senza vergogna? "Dicono di me che sono lesbica e non è vero, ma non mi dispiace. Mi piace essere un'icona lesbo ma sarebbe ora che i giornalisti smettessero di titolarci su queste cose. Ma mi spiace, a me piacciono gli uomini". E avanti così, oltre la paura e i pettegolezzi mediocri, dentro la vita.