Marco Mengoni show a San Siro, tra lacrime e monologhi da brivido

Il cantautore ripercorre tutto il suo repertorio muscale e con la sua eleganza e sensibilità manda la folla in delirio

TiscaliNews

Canta, passeggia tra i suoi fan, emoziona e si emoziona. Ma non poteva essere altrimenti per Marco Mengoni nel suo debutto a San Siro. Sulle note di 'Cambia un uomo' dall'ultimo album 'Materia (Terra)' si compie il suo "ripartire dal pubblico", come aveva promesso. Per la sua tappa milanese di '#Marconeglistadi' Mengoni sceglie il mood dei grandi raduni musicali degli anni '70. La folla al suo passaggio si richiude. Un urlo liberatorio lo consacra all'adorazione del pubblico. Poi un solo 'grazie' commosso prima di attaccare con "Esseri umani" che si rivela un vero e proprio duetto con la folla, che la canta assieme a lui dall'inizio alla fine. "Sono passati due anni, sei mesi e un giorno dall'ultimo concerto" dice. "E oggi sono qui". Boato.

Uno spettacolo di musica, colori e balli

Poi l'invito ai fan: "Visto che abbiamo cantato si potrebbero fare due passi di dance". È qui che parte 'No stress', l'ultimo singolo, inno alla libertà, in vetta alle classifiche radiofoniche dall'uscita dello scorso 6 maggio, le luci si spengono e a ballare, con i sei ballerini sul palco, è tutta San Siro. Un ritmo crescente sfocia nelle note di 'Voglio'. Tutto diventa rosso e fiamme alte dieci metri sbuffano dal palco. Cronometri e countdown scandiscono 'Mohammed Alì': "Qui si vince o si perde in un attimo" indicano, come canta Mengoni. Luci psichedeliche trascinano dal punk di 'Psycho Killer' al rock di 'Credimi ancora' fino a scivolare verso il funky con l'arrangiamento live di 'Mi Fiderò' e 'Solo due Satelliti'. Lo stadio viene catapultato nel 1972: "Dimenticate di essere a Milano nel 2022" dicono due presentatori - entrambi interpretati da Mengoni - mentre gli schermi suggeriscono: 'Live from seventies'. E dopo un medley tutto anni '70 affidato alle coriste appare Mengoni, illuminato da un solo faro, per cantare 'Luce'. Arrangiamenti ad hoc per 'Proteggiti da me' e 'Parole in circolo' conducono a 'L'Essenziale', canzone che valse all'artista la vittoria a Sanremo nel 2013. Grazie all'organo, si passa quasi al gospel con 'Non passerai', per poi arrivare alla tribale 'Onde'.

Il monologo sulle parole

Dalla musica alle parole, alle quali Mengoni dedica il suo monologo: "Dipende da chi dice una parola e da come la dice, ma quella che a me fa più male è indifferenza. Anche razzismo. Ho pensato alla parola, al come porsi all’altro, soprattutto dopo questi due anni. Ho cercato quelle parole che vorrei togliere dal vocabolario perché sono collegate a gesti e atti. L’idea è arrivata dopo aver visto un’intervista in cui Goran Bregovic diceva che nella sua lingua la parola tolleranza non esiste. Io conto non fino a dieci ma fino aventi prima di parlare. Sui social invece c’è la tendenza a sparare proiettili verbali che arrivano alla sensibilità degli altri". Poi Mengoni parla del rapporto con l'altro e della necessità di non giudicare ma di mettersi sempre nei panni altrui prima di farlo: "L’esperienza dovrebbe impedirci di infliggere a qualcuno la sofferenza che abbiamo subito. Mi sa che la vita è solo tempo per provare a capirci qualcosa, io non so se sono a buon punto, ma per la prima volta non mi fa paura".

Finisce quasi sottovoce l'interpretazione di 'Hola'. "Grazie, grazie, grazie" dice lui, lasciando il posto a un applauso che non finisce. Sono molti i momenti in cui Mengoni si ferma e guarda a sua volta il suo spettacolo: il pubblico acclamante.  Sfilano una dopo l'altra 'Ti Ho Voluto Bene Veramente', 'Duemila Volte', 'Come Neve', 'Venere e Marte', 'In Un Giorno Qualunque', in uno show che si trasforma sempre più in una festa di colori, coriandoli e festoni.

La commozione, l'impossibilità di trattenere le lacrime

"Emotivamente sensibile questa sera" confessa di essere Mengoni, senza trattenere le lacrime: "Qualunque sia la vostra passione auguro a tutti voi di provare quello che sto provando io stasera" dice al pubblico con voce rotta prima di intonare 'Guerriero'. La festa culmina con una tripletta tutta da ballare: 'Ma Stasera', 'Pronto a correre' e 'Io Ti Aspetto'. E in un attimo, Mengoni saluta i fan con il brano che è il suo augurio: 'Buona vita', "Buona vita Milano".

Dove tutto è cominciato

Ospite d'onore del concerto è il team di X-Factor 2022, la trasmissione che ha siglato la carriera artistica di Marco Mengoni, dalla sua vittoria nel 2009: Fedez con Chiara Ferragni, Dargen D'Amico, Rkomi, J-Ax e Ambra Angiolini.