Mazza (Fimi): perdite per un miliardo nel settore della musica

di Askanews

Roma, 22 apr. (askanews) - Il coronavirus ha spento la musica in Italia e nel mondo. Lo afferma Enzo Mazza, presidente di Fimi, federazione che rappresenta circa 2.500 imprese produttrici e distributrici in campo musicale e discografico. Sale di registrazione chiuse, mancate uscite discografiche, concerti live annullati, forse fino a fine anno, artisti bloccati, assieme a tutti i lavoratori di un indotto gigantesco. Le perdite sono consistenti: "Tra live, si parla solo di 300 milioni per la musica live e 600 milioni di indotto, poi parliamo delle perdite per i diritti d'autore, e diritti connessi, che ammontano almeno a 200 milioni, sono i primi dati della Siae, ma poi c'è anche il tema delle perdite del settore discografico, almeno 100 milioni, dovuti alla mancanza delle vendite dei prodotti fisici, anche se lo streaming sta funzionando, anche se sicuramente non è in grado di compensare il declino. E poi tutto l'indotto di attività come discoteche o musica suonata in luoghi pubblici andiamo a sfiorare il miliardo, sicuramente alla fine dell'anno".Fimi, assieme alle principali associazioni che rappresentano la filiera imprenditoriale della musica (AFI, Anem, Assomusica, FEM e PMI), ha inviato al premier Giuseppe Conte (e ai ministri Dario Franceschini e Roberto Gualtieri) un documento che contiene 10 proposte di interventi urgenti per rilanciare il settore, tra le quali: "L'esigenza di liquidità, quindi un intervento a fondo perduto per le aziende per permettere loro di svolgere la loro attività primaria, poi il rinvio delle scadenze fiscali almeno fino alla fine dell'anno, poi ci sono aspetti che riguardano i voucher, la possibilità di spenderlo passando da 12 a 18 mesi per i biglietti dei concerti, poi c'è il tema dell'iva, di ridurre la fiscalità, anche sulla musica registrata, che ha un'iva al 22%, portarla al 4, potrebbe aiutare anche il rilancio dei consumi. Un bonus per le famiglie, quello che oggi viene fatto per i 18enni potrebbe essere esteso per rilanciare i consumi una volta finito il lockdown", ha spiegato. Dal punto di vista del parlamento abbiamo sicuramente molti gruppi parlamentari attenti a queste istanze e quando partirà il decreto di aprile le faranno presenti. Ci auguriamo di essere ascoltati e di trovare qualche ipotetica soluzione anche per questo settore", ha aggiunto. "Chiaramente tutto il settore industriale è in affanno, però ricordiamo che la musica è un aspetto importante della cultura di questo paese e anche è una grande compagna degli italiani, lo abbiamo visto in questi giorni, quello che è accaduto con la messa a disposizione anche degli artisti per fare iniziative di charity", ha ricordato.