LP: "Io, mutante del pop che lotta contro il patriarcato e per i pari diritti di genere"

Intervista alla cantante e autrice, tornata in scena con il nuovo singolo e uno speciale concerto multimediale. Dall'album in arrivo alle battaglie LGBTQIK

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In questo consiste essere una 'mutante', nella vita come nell'arte: un giorno scrivi un successo di Christina Aguilera, quello successivo ne regali uno a Rihanna. Scrivi per Florence & The Machine e collabori con Morrissey. E mentre la Samsung usa la tua Strange per i suoi spot, tu ti lasci ispirare da David Bowie, Lou Reed e Leonard Cohen mentre piazzi in classifica hit come Other People e Lost On You. E siccome tu, LP, sei energia pura, non ti lasci fermare dal Covid-19 che paralizza le tournée: torni col nuovo singolo The One That You Love e offri un concerto online (lo scorso 1 agosto) con contenuti esclusivi, backstage e presa audiovideo multicam e con 80 canali audio. Perché bisogna amare il pubblico, bisogna amare chi ama la musica e l'arte, specialmente in tempi strani come questi. Ma Laura Pergolizzi (questo il suo vero nome) è anche una testimonianza vivente della lotta per i pari diritti nella comunità gender fluid. E dunque questa intervista si è spostata anche su temi oltre la musica.

A proposito del tuo nuovo singolo The One That You Love: tu canti "cerco di essere il fuoco per te, il sole, cerco di essere la tua casa e il posto in cui tornare. Tesoro, guardo il mondo intero e lo metto nelle tue mani. Ci sto davvero provando ma non capisco come posso essere la persona che ami". Sembra una canzone che parla di perdita, di parti mancanti, di un malinteso. E' così?
"Non si tratta necessariamente di qualcosa che manca o che si è perso. Ma mi capita di entrare in questo stato d'animo in cui mi sento come se dicessi a me stessa: "Che ci faccio qui?" anche se non mi sto trovando proprio di fronte alla fine di una relazione. Ma restano i sentimenti di cui mi preoccupo, e allora non posso che indirizzarli in modo totalmente emozionale. Perciò scrivo canzoni e musica come se fosse una sorta di terapia". 

Scrivi musica anche per altri artisti. Come affronti questo tipo di lavoro, c'è un metodo che segui sempre? O ti focalizzi sul diverso artista volta per volta?
"Dipende. Se scrivo assieme all'altra persona, mi focalizzo su chi ho a fianco, cerco di capire cosa gli sta a cuore e cosa sente. Ma diverse canzoni che vanno ad altri artisti sono semplicemente state scritte per me stessa, che ho poi scelto di darle ad altri". 

Questo singolo appena uscito è il preludio ad un nuovo album? Puoi anticiparci qualcosa?
"Beh, penso proprio di sì, arriverà un nuovo album anche se ascoltando soltanto il singolo ora nelle radio non credo sia possibile cogliere tutto il lavoro che sto facendo. Penso che come diversi dei miei brani precedenti, ci saranno parecchie parti sui sentimenti, le emozioni. Tutto questo mi eccita. E credo proprio, sul nuovo materiale musicale che sto sviluppando, di aver come 'offuscato' il mio genere, se mai ne ho avuto uno. E giocherò ancora di più a rinnovarlo e a sfidarlo, andando oltre le definizioni troppo chiare".  

Un'altra questione interessante è: come riesci ad armonizzare la tua visione artistica quando lavori con altri?
"Non saprei esattamente che dirti, sai? E' una cosa che deve avvenire con naturalezza, senza sforzo. Come in una buona relazione, è facile farlo con chi hai a fianco. Credo che per me certe canzoni aprano possibilità per altre canzoni ancora. E' come se fosse una scalata, un percorso. E in quel percorso, con me ci sono altri autori, come Mike Del Rio". 

Ci fai tre nomi di nuovi artisti che ti hanno appassionato di recente?
"Impazzisco per questo ragazzo che si chiama Tamino, è belga. E' come se le vibrazioni di Jeff Buckley e Leonard Cohen si sommassero in lui. E' egiziano e libanese, e nella sua musica usa un po' di scale arabe che danno ai suoi brani un sapore speciale, sono bellissimi da ascoltare. Mi piacciono molto le ultime cose che ha fatto Billie Eilish. Molto interessanti. E mi piace parecchio Caroline Polachek, accattivante, divertente e con una grande sensibilità pop. E' bravissima a trasmettere emozioni in modo affascinante, un modo pop ma con stile". 

Laura Pergolizzi-LP insieme a Lauren Ruth Ward, sua compagna. Il matrimonio fra le due è stato finora smentito

A proposito della lotta per i giusti diritti delle persone indipendentemente dal genere e dall'identità sessuale: stiamo andando nella giusta direzione secondo te? Diverse persone scrivono e dicono che il principale problema è il patriarcato, che deve essere semplicemente distrutto. Dal mio punto di vista è più una questione di come gestire il potere che una persona ha, indipendentemente dall'essere uomo, donna, etero o LGBTQIK. Che ne pensi?
"Vorrei dire che sono d'accordo con te, che il patriarcato non è il solo problema. Ma penso che il tutto cominci proprio da quello. E' basato sulla disuguaglianza, e quella mancanza di pari dignità passa dalla questione sessuale a quella razziale e di certo colpisce la gente gay. Vedo che il patriarcato si sente particolarmente minacciato dalle donne trans, ancora di più dalle donne trans di colore, quasi come se si trattasse di un affronto personale. Tale è il danno che il patriarcato ha causato, ma credo che ci stiamo avvicinando ad una società che non sia più basata sulla forza bruta. Ma bisogna averci a che fare, se guardo alla situazione del mio Paese (gli Usa, ndr), dove la violenza viene usata dal governo federale per influenzare la cosiddetta 'gente normale'. Credo che tutti noi siamo costantemente assaliti da mentalità e punti di vista antiquati. Perciò, più saremo attenti a quanto accade, più potremo fermare il perpetuarsi di queste abitudini arretrate. Quindi, tutto ciò che tiene aperto il dibattito, compreso l'uso della parola "patriarcato", permette alla gente di continuare a pensare a questi temi così importanti. Credo proprio che sia un mezzo potente per accelerare il cambiamento".