[L'intervista] LP: "Canto la chiesa incisa nella nostra carne, e vi dico cosa penso dei Maneskin"

Il nuovo album di Laura Pergolizzi non ignora le battaglie di genere e per i pari diritti ma rivisita il concetto di "sacro" e "santo". Viaggio nel suo mondo

LP nella foto di Ashley Osborn apparsa anche su 'Spin'
LP nella foto di Ashley Osborn apparsa anche su "Spin"

Artista pluripremiata, autrice di successo per stelle pop come Christina Aguilera e Rihanna, incarnazione di tutto ciò che di questi tempi viene considerato fluido e "mutante" in termini di gender e necessario quanto a diritti della persona, Laura Pergolizzi in arte LP torna con un album nuovo di zecca che profuma di sacro. E della sua reinvenzione nella percezione personale. Si intitola infatti Churches, ne parliamo alla vigilia del suo ritorno in radio, in classifica e in tournée. 

Churches, chiese è il titolo del tuo nuovo album. E come tu hai detto, noi siamo tutti chiese. Che tipo di rapporto hai con i concetti di sacro e di santità?
Quelle sono bellissime parole per quanto mi riguarda sento come se ridefinissero il concetto, in un certo senso. Tutto ciò che è sacro e santo per noi, è ciò che lo diventa in generale. Fin qui questi termini sono stati usati per insegnare a qualcun altro quel che doveva considerare sacro e a quale chiesa rivolgersi. E in effetti anche questo aspetto esiste. Ma ci sono molte più cose sacre e ciascuno di noi ha la sua versione di esse. C'è molto di cui appassionarsi e da inserire nella propria dimensione della sacralità ed è una scelta personale individuarlo e includerlo".

Due anni di dura pandemia, una battaglia che ci coinvolge tutti in vario modo. Come hai fatto a resistere e a preservarti?
Avevo diverse cose in cui impegnarmi, la creatività mi ha permesso di scrivere materiale per più di un album. Ho mantenuto la concentrazione su questo e l'ottimismo. Non è facile vivere il cambiamento a ho visto che ci sono persone che affrontano cose peggiori di me, così ho cercato di adattarmi al rallentamento della vita cercando comunque di apprezzare quello che ho".

Tre brani del nuovo album che ami in modo speciale?
"Adoro Churches, When We Touch ed Everybody Is Falling In Love. Ma amo tutto l'album, non ho tre pezzi che mi piacciano davvero di più di tutto il resto".

Veniamo alla battaglia per la parità di diritti: quindi MeToo (eccessi inclusi), Black Lives Matter e così via. A che punto stiamo secondo te?
"Questi temi sono ancora urgenti e vivi. Non credo che le cose si risolvano di per sé, ma la cosa buona è che se ne parla di più, c'è più attenzione su queste battaglie e molta più gente ha avvertito che bisogna mantenere la pressione su queste battaglie e non sviare lo sguardo dal problema. C'è molto più dibattito e attivismo e questa è una buona cosa".

Di nuovo in azione col nuovo album e in attesa di ripartire in tour, dire che il tuo "congelamento" da pandemia va a terminare. Puoi indicare tre nuovi artisti che apprezzi? E tre delle tue grandi fonti di ispirazione?
"Ho tanti modi per ispirarmi dal punto di vista creativo, dalla musica classica al rock al jazz fino alle ultime novità. La lista è molto, lunga. Vediamo un po': amo Doja Cat, una gran bella scoperta. Hoshi è un'artista francese con cui di sicuro voglio fare qualcosa. C'è un'altra artista francese che che mi piace un sacco e ha una bellissima voce: Laura Cahen. Durante una mia giornata ascolto un sacco di roba diversa, il mio orizzonte sonoro è vasto".

Per concludere: che ne pensi dei nostri Maneskin?
"Mi piacciono molto. E' strano e divertente, perché il loro è una specie di retro rock and roll riproposto alla grande. ' interessante come le cose tornino ad essere attuali, loro sono affascinanti, intensi". 

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