Cosa significa essere schiave sessuali nel 2021. E se il tutto è molto pop, anzi rap

La condanna di R Kelly dopo anni di omertà, accuse e negazione, spalanca uno scenario di sottomissione, travestito da ammirazione per un divo

Alcune delle vittime di R Kelly: all'epoca dei fatti erano tutte minorenni (montaggio da 'Surviving R Kelly')
Alcune delle vittime di R Kelly: all'epoca dei fatti erano tutte minorenni (montaggio da "Surviving R Kelly")

Tre giorni fa è arrivato il verdetto: colpevole. Nove i capi d'accusa contro di lui, i più gravi sono sfruttamento, minacce e abusi sessuali, in molti casi su minorenni. Aggravanti: la manipolazione mentale, la costrizione dentro un'organizzazione che era al contempo una sorta di harem privato e una setta basata sulla capacità di fascinazione del totem al centro di quell'harem. R Kelly, superstar del soul e dell'hip hop, l'uomo che ha venduto milioni di copie, spianato la strada all'aggiornamento del canto melodico black e fatto invidia a Michael Jackson a cui ha dato la sua famosissima I Believe Can Fly rischia di finire il suo volo fra celebrità, delirio di onnipotenza e illusione di farla franca, in carcere. A vita. Una condanna come quella arrivata dalla giuria dopo un mese e mezzo di processo e 45 testimonianze contro configura la pena dell'ergastolo. Mentre un altro processo attende Kelly. E si scopre una storia di schiavitù sessuale e plagio della mente negli Usa del successo, dei gran soldi, dell'esposizione mediatica e della mitologia hip hop che non accenna a crollare rispetto ai suoi aspetti più dannosi. Quelli legati al machismo e al disprezzo delle donne. 

Il processo, le vittime, il documentario

Se parlano le schiave 

La fama, il successo, l'avvenenza fisica e la disponibilità economica sono state le "armi" usate da R Kelly per costruire il suo harem privato di ragazzine da usare a sfondo sessuale a seconda delle proprie voglie. "Questo caso non riguarda una celebrità che ama fare un sacco di festa, riguarda un predatore" ha detto durante il processo l'Assistente Procuratrice Maria Cruz Mendelez. Al processo hanno pesato le accuse delle schiave sessuali del rapper e cantante conteso da Lady Gaga, Celine Dion e Justin Bieber (che poi lo hanno rinnegato, facendo perfino cancellare i video fatti assieme a lui). Alcune di quelle donne, oggi adulte e all'epoca di fatti ragazzine, avevano già parlato e avevano mostrato la loro faccia nel documentario Surviving R Kelly che ha scosso l'America. La prima fu Reshonda Landfair, poco più che tredicenne quando lui (che aveva 36 anni) la filmò mentre facevano sesso. Il video terminava con lui che le urinava addosso. La giuria inorridì. Eppure lei non testimoniò e Kelly uscì assolto dal processo, era il 2008. La presunzione di essere inattaccabile ha fatto peggiorare il suo modo di agire. Sono tornate le storie di Lizette Martinez, Latresa Scaff e Rochelle Washington, della ex moglie dell'artista, Andrea Kelly, che ha denunciato una lunga serie di maltrattamenti. Ancora: di Cheryl Mack, Kitti Jones e Asante McGee, tutte unite da storie di abusi, controllo della volontà e sesso pervertito. Storie che si assomigliano nel loro orrore, mentre il giornalista Jim DeRogatis lavora per dimostrare come Kelly avesse messo su una specie di setta sessuale con minorenni costrette nelle sue proprietà in Illinois.

Kelly a processo. A destra, un fotogramma del video che per primo documentava le sue "gesta"

Violato il Mann Act e il processo per pedopornografia

Dal video del 2003 (definito in modo leggero sex tape, mentre si tratta di autentica pornografia con minorenne) R Kelly non si è più fermato. Una delle accuse, per associazione a delinquere, dipinge membri del suo staff organizzati per provvedere e facilitare incontri con le future schiave sessuali (ma si parla anche di ragazzini). Tra le violazioni di legge che gli sono state contestate, quella del Mann Act. Antica legge americana che proibisce il trasporto da uno Stato all'altro di esseri umani per scopi immorali. Già in carcere almeno per 10 anni, R Kelly arriverà a sentenza e condanna definitiva solo il prossimo maggio, e allora potrebbe scattare l'ergastolo, mentre è a processo anche per pedopornografia in Illinois. E oggi appare sotto una luce ancora più sinistra il suo matrimonio del 1994 con la cantante Aaliyah. Lui aveva 27 anni, lei 15 ma con documenti falsi per farla apparire maggiorenne. Se ne parlò moltissimo, ma lo scandalo fu velocemente derubricato a materia per gossip. La verità non si seppe mai: Aaliyah è morta in un incidente aereo alle Bahamas nel 2001.