Ci sono quelli che si dicono: "Guarda quanto sono bravo". Vadano a lezione da Jeff Ballard

In un mondo di atteggiati e di mossette social, il concerto del quartetto guidato dal batterista è una salutare secchiata d'acqua gelata. Vediamo perché

Jeff Ballard
Jeff Ballard

In un mondo di atteggiati social, di fenomeni capaci di mostrare su Youtube il brano che hanno imparato alla perfezione (solo quello però, che tanto basta per "tirare" i click, ma se li sposti un centimetro più in là l'asino casca proprio male) trovarsi di fronte al palco su cui sta Jeff Ballard è una salutare secchiata di acqua fredda. Perché rimette le cose nella giusta prospettiva. E quando si parla di musica, ciò significa studio, cultura, bravura coltivata e cesellata negli anni, capacità di leadership e di rapporto col pubblico. C'era tutto questo nel concerto del 58enne batterista californiano con la nuova edizione dei suoi Fairgrounds. Dove guida sicuro una formazione di grandissima qualità, a cominciare dallo straordinario chitarrista Charles Altura, fino a comprendere Ameen Saleem al contrabbasso e Logan Richardson al sax alto. Fra i migliori che l'ultima generazione di musicisti che oggi sta attorno ai 40 anni abbia espresso. Un quartetto che abbiamo visto e ascoltato al Teatro Massimo di Cagliari nell'ambito della rassegna Jazz Club Network che riporta in modo continuativo la grande musica dove è nato Jazz In Sardegna 42 anni fa. In collaborazione con Cedac Sardegna.

Dentro il luna park

Fairground è un campo di giochi, il posto dove si può trovare il luna park. E Ballard concepisce questa formazione come luogo dei suoi giochi ideali. Il repertorio spazia da accelerazioni bop a momenti più rarefatti, notturni, suadenti (i migliori perché più ricchi di sorprese). La bravura dei musicisti sul palco è tale da permettere di affrontare un viaggio fra autori diversi. Da Erato, gioiello a lungo nascosto di Andrew Hill al capolavoro Yeso di Guillermo Klein (forse l'apice del concerto per intensità), da Chronology di Ornette Coleman fino al Lunar Tune di Booker Irving che apriva il live. Senza dimenticare le incursioni nei brani originali, come Lone di Ballard e Unchanged di Altura. Niente pose, niente selfie, zero mossette o effetti speciali. Solo un distillato di grande bravura, di conoscenza profonda di ciò che si suona e di come va suonato. Ballard, già alla corte di Metheny, Corea, Brad Mehldau, sa essere leader e antidivo, potente e delicatissimo fra i tamburi, senza dimenticarsi di comunicare col pubblico in italiano. E' una lezione in tempi di tutti bravi. Serve altro?

I prossimi appuntamenti

Il cartellone del grande jazz sul palco del Teatro Massimo e degli altri che comprendono il Jazz Club Network in diverse località della Sardegna prosegue con questi appuntamenti: Marco Pacassoni con Horacio "El Negro" Hernandez e Lorenzo De Angelis il 22 e 26 marzo al Massimo, Flavio Boltro e Fabio Giachino (Poco Loco di Alghero il 1 aprile, il 2 al Vecchio Mulino di Sassari e il 3 al Teatro Massimo), Chiara Pancaldi in quartetto (7 aprile Vecchio Mulino - Ss, l'8 al Poco Loco di Alghero e il 9 al Teatro Massimo di Cagliari), Roosevelt Collier Band (14 aprile Vecchio Mulino, 15 al Poco Loco, 16 al Massimo). Fuori dalla rassegna del Jazz Club Network, il 15 aprile al Teatro Massimo torna una delle grandi signore del jazz, Dee Dee Bridgewater. Si riparte il 5 maggio con il quartetto della cantante Samara Joy: prima tappa al Vecchio Mulino, 6 maggio ad Aghero e il giorno dopo a Cagliari, stesse location. 

I Fairgrounds in azione (Foto di Sara Deidda)