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All'Eje dove anche i non udenti riescono ad ascoltare la musica, e al Massimo dove succede di tutto

Si è conclusa con il grande concerto di Joshua Redman l'edizione 2023 del festival, ma al teatro cagliaritano gli eventi si susseguono. Con novità

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   
Gabrielle Cavassa e Joshua Redman nel concerto di chiusura dell'Eje 2023 (foto dal profilo Fb del Jazz Expo)
Gabrielle Cavassa e Joshua Redman nel concerto di chiusura dell'Eje 2023 (foto dal profilo Fb del Jazz Expo)

Il pubblico c'è, risponde numeroso e dentro e attorno al Teatro Massimo va completandosi, mese dopo mese, un interessante mosaico di incontri, seminari, premi musicali, concerti e didattica aperta anche ai bambini. E' da tenere d'occhio l'ecosistema sonoro, potremmo chiamarlo così, che Sardegna Concerti (anche con il supporto dell'altrettanto ricco cartellone Cedac) sta continuando ad arricchire. E che dal jazz alla musica etnica anche nelle sue forme più tradizionali, ora si riapre anche al pop. Ma andiamo con ordine e ripartiamo dal main event degli scorsi giorni: l'European Jazz Expo.

Le mille voci della tradizione

Il concerto del grande sassofonista americano Joshua Redman, insieme alla cantante Gabrielle Cavassa e ad una band di grande classe, ha chiuso il programma dell'Eje 2023. E non poteva esserci chiusura più emblematica di questa, affidata a un quintetto che nella sua nuova fatica discografica Where Are We rilegge in chiave blues-jazz grandi canzoni, dalla Street Of Philadelphia di Springsteen a Hotel California degli Eagles, senza dimenticare in una intensa parte centrale di tornare verso Coltrane in una drammatica rievocazione di Alabama, il cui tema ricorda uno dei peggiori massacri di afroamericani da parte di suprematisti bianchi. I generi tornano a toccarsi e mescolarsi, e se da un po' i jazzisti saccheggiano i musicisti di ambito rock e pop (Hancock che usa i Nirvana per i suoi New Standards, Mehldau che reintepreta Soundgarden, Radiohead e Jeff Buckley) significa che gli steccati stanno di nuovo felicemente saltando, e che quando si parla di grandi melodie il jazz sa dove rivolgersi. Ma non è tutto.

"La musica che gira intorno", i laboratori musicali per i bambini (foto dal profilo Fb del Jazz Expo)

Perché durante l'Eje 2023, dai Rymden di Bugge Wesseltoft con il loro carico di elettronica nordica e di kraut rock mescolato col jazz, fino ai più canonici Chris McBride e Kenny Barron, chi c'era ha potuto fare un viaggio caleidoscopico fra le mille voci di una tradizione che si rinnova nella varietà. A comprendere le produzioni originali come Nur Bisu di Matteo Muntoni o Dunia di Mauro Sigura. E citiamo solo alcuni esempi eloquenti di un programma piuttosto ricco. Poi c'è una grande novità, almeno dopo anni: l'apertura.

Il ritorno del pop e la musica anche per i non udenti

L'evento forse più originale ed emozionante dell'Eje 2023 è stato l'apertura con il concerto di musica contemporanea Silent, progettato e composto da Gabriele Marangoni. Uno studio attento sui materiali, sulla loro capacità di condurre vibrazioni, sulle frequenze che possono andare oltre i limiti fisici, come quelli di chi è nato ò è diventato non udente ma che per mezzo di frequenze e vibrazioni accuratamente studiati potevano percepire tutto quello che veniva prodotto sul palco, in un Teatro Massimo di Cagliari tutto esaurito. Un bel segnale di come attorno a questa nuova "base" della musica che va ad arricchirsi di appuntamenti nel capoluogo (dal Premio Parodi, al Premio Isio Saba fino ai seminari per bambini di Francesca Romana Motzo) si riaprano spazi per i suoni che non sono etnici né jazz.

Camilla George, fra le star dell'Eje (foto dal profilo Fb del Jazz Expo)

A cominciare dal pop, con una nuova serie di incontri seguiti da concerti con grandi firme della canzone, da Mogol a Laura Valente, cantante, moglie dello scomparso Mango e madre della nuova stella musicale amata dai giovanissimi, Angelina Mango. Un segnale importante, questa nuova apertura che seguiremo nei suoi sviluppi. Commentata così da Massimo Palmas: "Ci siamo resi conto che era arrivato il momento di dare spazio a generi ultimamente un po' sacrificati, che spesso sono i più vicini al grande pubblico. Per questo, oltre al club Jazzino dedicato a questo stile musicale, ce ne sarà presto un altro con programmazione più varia". Aggiunge Michele Palmas, che con Massimo è al centro di tutte queste iniziative: "L'attenzione verso altri generi musicali, oltre al jazz, c'è sempre stata. Ma ora, con il teatro Massimo, abbiamo trovato una casa stabile per la musica e lo consideriamo il centro di una serie di iniziative più ampie che non lasciano indietro nessuno, anche se si muove in generi diversi dal jazz o dalla world music, e continueremo ad avere un occhio di riguardo per chi fa la propria musica, le produzioni originali".

Il pubblico in movimento al Teatro Massimo (foto dal profilo Fb del Jazz Expo)

 

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Cagliaritana, studi classici, giornalista pubblicista, ha intrapreso la carriera...

Cristiano Sanna Martini

In passato ha scritto per L’Unione Sarda, Il Sole 24 Ore, Cineforum, Rockstar...