[L'intervista] "Ho voluto far rivivere quella canzone meravigliosa di Andrea Parodi". E riparte il Premio dedicato a lui

Dall'8 al 10 novembre la undicesima edizione della manifestazione per cantautori emergenti e talenti della world music. Con ospiti internazionali

Due ritratti di Andrea Parodi, in fasi differenti della sua carriera
Due ritratti di Andrea Parodi, in fasi differenti della sua carriera
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Andrea, perché si fa musica? Soldi, egocentrismo, voglia di comunicare?
"E' una domanda difficile. Rispondendo secco direi che lo fai per te stesso. Ma così sembra una cosa egoistica. Allora dico che lo fai perché la musica ti permette di affrontare un percorso di ricerca di te stesso, quel te stesso che poi offri agli altri. E quelli, torno a dirlo, sono momenti di emozione unica. L'emozione, solo quella conta".

Questa risposta, Andrea Parodi la diede al termine di una intervista con chi ora scrive questo articolo. Era il settembre del 2006 e si preparava per il suo ultimo concerto.  Niente maschere, solo verità. Andrea non aveva tempo che per quella, e per cercare di esprimerla con intensità attraverso la musica. Nel giorno dell'inizio dell'undicesima edizione del Premio Andrea Parodi, festival e concorso dedicato al cantautorato e alla world music (8-10 novembre Auditorium di piazza Dettori, a Cagliari) uno dei brani più amati del cantante, allora voce dei Tazenda, torna in una versione nuova e intima. Pitzinnos in sa gherra, portato a Sanremo dalla band sassarese nel 1992, viene reinterpretata dalla cantautrice milanese Patrizia Cirulli, che l'aveva inserita nel suo album Sanremo d'autore arrivato nella cinquina finalista alle ultime Targhe Tenco.

Ne parliamo con la Cirulli, non prima di aver ricordato i protagonisti di questa edizione del Premio. I finalisti sono: Aniello Misto con "Aumm aumm" (cantata in napoletano); Ararat Ensemble Orchestra con "Nietaan" (in wolof); Dindùn con "L'amur" (in piemontese); Giuseppe Di Bella con "Ncucciarisi" (in siciliano); Feral Cor con "La Sajetana" (in genovese); Kor con "Albore" (in logudorese); La Maschera con "Te vengo a cerca' " (in napoletano e wolof); Monsieur Doumani con "Gongs" (in cipriota); Terrasonora con "Padre vostro" (in napoletano e swahili). Questi gli ospiti: Jorge Pardo & Francisco Rey Soto, il macedone Stracho Temelkovski, il Duo D’Altrocanto, dal Veneto, e Daniela Pes, vincitrice del Parodi 2017. In un corollario di dibattiti, tavole rotonde sul mestiere della musica e il diritto d'autore, e presentazione di progetti musicali oroginali. Tiscali è media partner dell'evento e in giuria. Ed eccoci all'intervista.

Patrizia Cirulli, com'è stato per una milanese cantare nella lingua sarda in cui si esprimeva Andrea Parodi?
"Bellissimo e preoccupante (ride). Amavo quella canzone dei Tazenda che ricordo al suo debutto sul palco di Sanremo, con Baudo e la Carlucci a presentare, ventisei anni fa. Pitzinnos in sa gherra diventava sempre più bella e importante nelle settimane successive al Festival, ed è rimasta un capolavoro che mi emoziona ogni volta. Ho voluto renderne la magia a modo mio. Cercando di rispettare il suono delle parole. Ha un testo bellissimo e importante: parla di infanzia negata, di armi finite in mano a bambini soldato. Della fine dell'innocenza".

La cantautrice Patrizia Cirulli

Una versione scarna e intima, per voce e corde acustiche.
"Sì, l'ho voluta così. Se una canzone è davvero bella, la sua magia si sprigiona nella versione più semplice: per voce e chitarra. In questo caso voce e bouzouki, suonato da Giorgio Cordini, già collaboratore storico di Fabrizio De André, che si è subito appassionato al progetto. Poi abbiamo girato il videoclip proprio in Sardegna, e le immagini, con il fascino ancestrale dell'isola e la bambina soldato sperduta in mezzo a questa natura che sembra abbracciarla, rendono Pitzinnos in sa gherra ancora più potente".

Guarda il video

Trascorsa la grande onda modaiola della world music, quanto spazio c'è a tuo avviso per i cantautori che decidono di esprimersi nelle molte lingue locali, e non in italiano?
"Gli spazi non sono molti, è una strada difficile ma importante. Sono altri modi di cantare il mondo, altri sguardi. E prima o poi trovano un loro pubblico appassionato. Costruirsi il proprio spazio è una battaglia quotidiana. Anche romantica, direi. Ma io sono così, dunque: avanti tutta". 

Guarda e ascolta la versione originale di Pitzinnos in sa gherra