[La storia] Il volo felice di Alex in sedia a rotelle sulla folla: un sogno che contiene una lezione

In una anno segnato da odio, razzismo, paura, caldo infernale, quanto accaduto in Spagna ci lascia una delle immagini più belle

La gioia di Alex e di altre migliaia di persone, colta dal fotografo Daniel Cruz
La gioia di Alex e di altre migliaia di persone, colta dal fotografo Daniel Cruz
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Ci sono momenti in cui l'odio, il nazionalismo, la discriminazione verso tutto ciò che è diverso, fragile, povero, migrante, si accartocciano su se stessi e diventano piccoli così. Momenti che restituiscono una delle più belle immagini di questo 2019 incattivito e reso più feroce dal caldo tremendo. E' il momento in cui il sogno di uno diventa il sogno di tutti. Perché tutti sapevano del più grande desiderio di Alex Dominguez, 19enne studente di Legge. Vedi tu a cosa servono i social quando vengono usati senza tirar fuori dalle gabbie i peggiori animali. E le migliaia di presenti al concerto della metal band svedese Arch Enemy hanno deciso di sollevare quel sogno per farlo volare. Alex volava, lui e la sua sedia a rotelle. Di mano in mano, di braccio in braccio, dentro la musica.

Bentornata, umanità

La paralisi cerebrale, pure quella, si è accomodata un un altro angolino. Mentre gli Arch Enemy picchiavano duro sulle chitarre e la batteria, il corpo di Alex ondeggiava, le braccia, per quanto costrette a stare ripiegate contro il petto, si muovevano. Il corpo era una scarica elettrica, e la carrozzina che andava su, oltre le teste, procedendo di braccio in braccio fino al parco, era un'astronave che non conosceva la gravità né la tristezza. Suonavano e pogavano gli Arch Enemy, commossi nel vedersi arrivare il ragazzo fino al palco. La musica catalogata come cattiva e "diabolica" per eccellenza era solo il motore, l'onda sonora che serviva a far surfare le ruote della sedia su cui stava Alex pazzo di gioia con addosso la maglietta degli Slipknot.

Mi sono sentito un dio, c'era solo gioia

In mezzo al pubblico il fotografo Daniel Cruz che ha saputo congelare la gioia in un click benedetto. E il ragazzo che diceva: "Mi sono sentito un dio. C'era solo gioia, felicità, adrenalina". C'erano sorrisi. Bentornata, umanità.