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Ghemon: "Mandali affa...". Cosa sta distruggendo Sangiovanni, e molti altri giovani artisti

Il cantautore sta male e deve fermarsi, il rapper entra a gamba tesa nella questione e svela il ritacarne cui sono sottoposti molti talenti

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Sangiovanni, e Ghemon (entrambe le immagini dai loro profili ufficiali su Instagram)
Sangiovanni, e Ghemon (entrambe le immagini dai loro profili ufficiali su Instagram)

Sangiovanni non ha retto. Alla pressione, alla delusione per il risultato sanremese, alle sue stesse ombre interiori. E lo ha detto chiaramente: non può più far finta che certe cose non esistano. Quindi si ferma. La notizia del crollo del giovane cantautore uscito da Amici e promosso poi anche come attore da Verdone nella serie tv Vita da Carlo fa eco. E da lì parte Ghemon, non citando direttamente la vicenda di Sangio ma facendo intendere che il suo scritto su Instagram ne tiene conto per svelare le dinamiche che tritano, schiacciano e spesso sputano via un sacco di giovani talenti.

"A rimetterci sono un sacco di ragazzi e ragazze"

Così scrive Ghemon sul suo Instagram: "L’industria musicale attuale promuove un modo di pensare ed agire inquinato dal culto dei numeri e dei sold out che sta determinando più danni di quelli che il pubblico può vedere. Risultati prodotti in batteria e riempiti di estrogeni che danno l’illusione di grandi abbuffate ma che nascondono un mondo di bugie e false aspettative in cui purtroppo a rimetterci sono un sacco di ragazze e ragazzi". Poi il primo affondo: "Di mezzo comunque ci sono le vite delle persone. Nella musica poi ci conosciamo tutt* ed è un attimo che se sollevi un problema o chiami fuori quell* che lo causa, te l* ritrovi due mesi dopo a gestire il tuo contratto. Sistematiche nel mondo da cui provengo sono pratiche e frasi volte a smontare pezzo pezzo (se non distruggere) l’autostima dell’artista, per poterl* ridurre a materia senza certezze e perciò più plasmabile. “Facciamo come dite voi, probabilmente lo saprete meglio di me”.

Una spirale dalla quale è difficile uscire

Secondo Ghemon c'è una omologazione nel pop e nella trap che sta levando, pezzo dopo pezzo agli artisti la loro identità: "Secondo la società della performance l’unico modo per esistere è stare al gioco indossando l’abito che è stato scelto per tutt* perché quello funziona già. Sacrifichi la tua identità perché l’uniformità rassicura il cliente e il conto economico". Non è un caso che i brani si somiglino sempre più fra loro, che le note delle melodie siano sempre più povere e standard, come se i pezzi fossero scritti con l'algoritmo.

"Ti verranno la pancia, i capelli bianchi e i numeri saranno un lontano ricordo"

Ghemon procede: "Se non si fa in un certo modo non si sta nel supermercato. Se non sei nel supermercato, il pubblico cambia anche la percezione che ha di te e tu stai davanti al tuo schermo nel costante confronto non con il/la collega più brav*, ma con dei numeri esagerati meglio. Ti do una notizia: ci sarà sempre qualcun* con numeri più grandi dei tuoi. Non puoi lottare contro numeri costruiti da un sistema". E qual è la novità, diranno alcuni? ll mondo dello spettacolo è sempre stato così. Ma evidentemente la stretta è più dura che mai e non lascia respiro alla diversità personale, anche quando la usa per pura comodità di marketing. Per questo Ghemon da un po' è uscito dal grande gioco e fa da sé: produce, promuove, controlla la sua musica. Sangio è dentro il sistema, nelle mani di altri e non regge forse perché il meccanismo complessivo amplifica le sua fragilità di carattere. Il collega chiude senza mezze misure: "Ogni giorno si ricomincia da capo, a tutt* verrano i capelli bianchi, la pancia, i reumatismi e i numeri saranno un lontano ricordo. Rimarrà quanto sei riuscit* a restare te stess* attraverso i cambiamenti e non quanto ti sei adattat* a quel sistema. Stammi a sentire, mandali affan..."

Leggi anche: l'annuncio di Sangiovanni, "Stop a disco e tour, mi devo fermare"

 

 

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