Genio, assassino e miliardario: la fine di Spector e l'eredità milionaria di un re della musica

In ballo ci sono 50 milioni fra denaro, titoli e proprietà. E un tesoro enorme derivante dal diritto d'autore. Ritratto di un "mostro" richiesto da tutti

Phil Spector agli inizi della sua carriera. Al centro, in tribunale accusato dell'omicidio di Lana Clarkson (a destra)
Phil Spector agli inizi della sua carriera. Al centro, in tribunale accusato dell'omicidio di Lana Clarkson (a destra)

"Le canzoni che produco io suonano come piccole sinfonie wagneriane". Ed è vero, quel suono, il wall of sound che inventò andando contro tutte le regole di "buona procedura" in voga all'epoca, fruttò milioni e milioni di dischi venduti e ha spedito nella storia pezzi che non hanno tempo. E che oggi sono mitologia. Il genio della produzione sonora, l'eccentrico in tutti i suoi atteggiamenti, l'egomaniaco e il padre e genitore "mostro" diventato poi un assassino. E finito dal Covid-19 ad 81 anni. Ci sarebbe da girare più di un film su Phil Spector, e in effetti è stato nientemeno che Al Pacino a impersonarlo in una produzione tv che ripercorre la sua vita folle e traumatica. Morto lo scorso 16 gennaio mentre scontava la condanna per omicidio, lasciando agli eredi un patrimonio stimato con una base di 50 milioni di dollari a cui si aggiunge uno dei più ricchi tesori di rendite da diritto d'autore. Un crescendo alla Wagner, la sua vita, con caduta brusca e rovinosa che comincia con un assassinio. Era il 2003.

"E' lei che ha baciato la pistola"

Il 3 febbraio 2003 Phil Spector accompagnava l'attrice Lana Clarkson nella sua residenza californiana ribattezzata Castello dei Pirenei, 35 stanze arredate in uno stile che piacerebbe moltissimo a Tim Burton: mobili elaborati e rococò, arredi vintage e kitsch, i sette nani e Biancaneve ad accoglierti nel parco privato, uno studio di registrazione, sale per i divertimenti, un banco-bar ricco e finemente intarsiato, pareti e tavoli disseminati di dischi d'oro, foto con i big della musica, foto dei famosi che hanno lanciato o rilanciato le loro carriere grazie all'estro di Spector, strumenti musicali, juke box d'epoca. La residenza ora è in vendita. Da quell'incontro la Clarkson non uscirà viva. La troveranno, statuaria e bellissima, con i segni di un colpo di pistola alla bocca. Un angelo biondo imbrattato di sangue, il corpo adagiato su una poltrona.

Phil Spector sosterrà che giocando con la sua pistola, l'attrice se la sia messa in bocca e che il corpo sia partito per caso. Quella pistola se la portava appresso da molto tempo, imparando a usarla dopo essere stato bullizzato e umiliato (i teppisti della scuola che frequentava arriveranno a malmenarlo e poi a urinargli addosso) e abituandosi a sventolarla in faccia agli altri nella vita di tutti i giorni, inclusi quelli trascorsi in studio con star della musica e collaboratori. Prima liberato contro il pagamento di un milione di dollari di cauzione, Spector è stato poi condannato a 19 anni di carcere per omicidio.

Il suono che non esisteva e la guerra in famiglia

Nella sua travagliata vita sentimentale, Phil Spector ha avuto cinque figli: i primi tre (Donté, Louis e Philip) adottati ai tempi della sua relazione con Ronette Spector, già cantante delle Ronettes. Gli altri due, avuti dalla sua successiva compagna Janis Zavala: Nicole Audrey Spector e Phillip Spector Jr., quest'ultimo poi mortio di leucemia nel 1991. Sia i tre figli adottivi che Ronette hanno raccontato di anni terribili trascorsi a casa con lui, sempre più minato da sindrome bipolare, incline alla violenza e ai bruschi cambiamenti d'umore.

Ronette Spector scrisse di anni di prigionia domestica e abusi, i figli aggiunsero dettagli su giornate trascorse come "animali chiusi in gabbia e poi liberati per i divertimenti del padre", che comprendevano pratiche sessuali con le compagne di lui. Quanto ci sia di vero e quanto sia frutto di risentimento non lo si saprà mai del tutto, di certo Phil Spector era tanto geniale nella produzione sonora quanto megalomane e incontrollabile nella quotidianità. Fra gli eredi parte la gara a mettere le mani sull'eredità.

Quell'incidente d'auto che lo sfigurò

Il "muro del suono" inventato da Spector consisteva nell'uso potente del riverbero e nel fare registrare le stesse parti strumentali più volte e a diversi musicisti, come se fossero sezioni di una orchestra sinfonica. Fece scuola e spedì molti successi in cima alle classifiche di tutto il mondo: chi ascolta Be My Baby delle Ronettes (che apre il film Mean Streets di Scorsese ma è anche al centro di Dirty Dancing) ha un'idea precisa del wall of sound.

Chi ascolta Unchained Melody nel film Ghost è di fronte alla firma sonora di Spector, chi mette nel lettore o sul giradischi l'album Let It Be dei Beatles sappia che quel disco si fece perché fu il produttore geniale e disturbato a prendere pezzi di registrazioni di una band ormai prossima ad esplodere, e a dar loro coerenza e successo. E così via, da George Harrison a Leonard Cohen, dai Righteous Brothers di You've Lost That Loving Feeling fino ai Ramones, a Ike & Tina Turner e a Imagine di John Lennon, sono stati in molti ad arrampicarsi sul muro del suono eretto da Spector. Che aveva già perso se stesso molti anni prima, e si era sfigurato (indossando poi improbabili parrucche) in un grave incidente stradale nel 1974