Elio: "Ho un figlio autistico e lotto per i diritti di queste persone abbandonate dalle istituzioni"

Il cantante parla della sua esperienza e del suo ruolo di testimonial perché gli autistici non vengano più lasciati alle sole cure dei familiari. I numeri dei casi sono in aumento in tutto il mondo, in Italia sono circa 500 mila

Elio, vero nome Stefano Belisari
Elio, vero nome Stefano Belisari
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Basta funambolismi musicali, stop a travestimenti, ai testi irriverenti e surreali. C'è un altro Elio oltre a quello delle Storie Tese ormai a fine corsa, e al variopinto ex giudice di X Factor. C'è un Elio che è soprattutto Stefano Belisari, questo il suo vero nome, ed è genitore di due figli gemelli, Dante ed Ulisse. Uno di loro è autistico. Il cantante sa bene di quel che parla, quando ne parla anche a nome del comitato Uniti per l'autismo, per cui si era già speso comparendo come testimonial in un video, accettando poi di promuovere la petizione su Change.org perché si attuino le norme di legge per l'assistenza agli autistici attese da centomila famiglie. Si comincia dalla Lombardia, servono 150 mila firme e si è già oltre quota 140 mila. Potrebbe essere il "pilota" per un movimento di attivismo e opinione nazionale che renda più sensibili le istituzioni.

"Disabili lasciati totalmente alle loro famiglie"

Nel video appello, Elio parla apertamente di leggi che esistono ma che faticano ad essere applicate a favore degli autistici, di istituzioni distanti e lontane, e di disabili il cui futuro (terapeutico, ma anche scolastico e di futuro inserimento attivo nella società civile) dipende totalmente dalle famiglie. Una fatica immane e un senso di solitudine non più sopportabili. Più volte l'artista ha parlato di come a tutt'oggi sia difficile avere una chiara diagnosi precoce di autismo con un figlio che ne mostra i probabili sintomi. Lo stesso tipo di riflessione era stata fatta tempo fa da Gianluca Nicoletti, giornalista, autore radio e a sua volta genitore di un figlio autistico. Ma è proprio la diagnosi precoce, e la somministrazione della giusta assistenza su più fronti, a permettere agli autistici di avere maggiori probabilità di interagire con gli altri. 

I numeri di un "mistero"

Disabilità complessa per la quale al momento non esiste cura, l'autismo in Italia riguarda circa 500mila persone e l'1 per cento della popolazione mondiale. I casi sono in aumento. I disturbi dello spettro autistico sono vari, comprendono la sindrome di Asperger ma anche altre difficoltà di interazione. Si stima che un bambino su 160 abbia un disturbo di tipo autistico. Nelle persone affette, il grado di abilità intellettiva è variabile e spazia da una compromissione grave a abilità cognitive non verbali superiori alla norma. È difficile individuare prima dei 12 mesi di età la presenza della malattia, mentre la diagnosi è in genere possibile entro i 2 anni di età. Ed è quella che incoraggiano e chiedono a gran voce i genitori di figli autistici, come Elio. La disabilità si manifesta con ritardo o regressione del linguaggio e delle abilità sociali e la presenza di comportamenti ripetitivi e stereotipati. Sono molte le cose da capire su questo disturbo, ma si ipotizzano cause genetiche e ambientali. Iss e Oms respingono la teoria (diventata molto popolare con gli studi del medico Wakefield, poi radiato) che l'autismo possa essere innescato dai vaccini. La legge sull'autismo è in vigore in Italia dal 2015, che prevede cure individualizzate in tutte le Regioni. Ma l'applicazione del testo è parziale e viene fatta a macchia di lepoardo, tra ritardi, buona volontà e inefficienze.