Una magia antica che diventa suono. Dobet Gnahoré: "Il mio concerto come una preghiera alla Luna"

Il travolgente concerto della cantante ivoriana a Nora Jazz, la risposta più vitale alle limitazioni imposte dal Covid. Si chiude con Rebekka Bakken

Dobet Gnahoré
Dobet Gnahoré

Se c'è qualcosa che sta diventando un lusso, è sedersi spensierati a godersi un concerto musicale in questa seconda estate ancora segnata dalla permanenza del Covid-19 e dei suoi strascichi. Sulla tua sedia ci arrivi, ma solo dopo aver fatto la coda per esibire il Green Pass, poi quella per mostrare i biglietti, quindi quella già divisa in mille rivoli di persone che vanno ad accomodarsi, due o tre per volta, con i posti vuoti attorno per ragioni sanitarie. Ed ecco perché assistere al concerto di Dobet Gnahoré è un bel calcio a questa realtà autolimitata in cui siamo costretti. Per riprendere a pulsare, a debita distanza certo, ma insieme.

Mama Africa, torniamo nel tuo grembo

La notte di Nora, a due passi da Pula a sua volta a due passi da Cagliari,  fra le rovine puniche e romane, il palco alle cui spalle oscillavano come piccoli satelliti luminosi le luci in cima agli alberi delle navi ancorate sul mare d'inchiostro, erano il perfetto teatro per il ritorno alla magia della musica africana. Il live di Dobet Gnahoré spinge a tutto afro beat e afro funk, si ferma in preghiera "per la mia luna", come lei stessa spiega, e mescola energia fisica e sudore con un misticismo che è allo stesso tempo antico (con il canto sulla necessità di darsi una seconda possibilità e prendere in mano la propria vita) e moderno (per i richiami alla ribellione positiva delle donne e alla battaglia per i loro diritti). Non poteva essere diversamente per chi, ancora ragazzina cresciuta da autodidatta fra le tradizioni della sua gente e il mestiere di un padre musicista, nel 1999 ha dovuto abbandonare la Costa d'Avorio per riparare in Francia a causa della guerra.

Passaggio di testimone fra voci

Attorno alla cantante, ballerina e percussionista ivoriana, una splendida band meticcia con grande sezione ritmica e chitarrista totalmente immerso nel compendio delle frasi nervose tipiche della musica afro. Una vocalità, la sua, che non ama i virtuosismi ma punta a trasmettere emotivamente quel che dicono i testi dei brani. Con una intensità che ha permesso a Dobet Gnahoré di vincere il Grammy Award insieme a India.Arie. Penultimo concerto di Nora Jazz 2021, quello della Gnahoré lascia spazio a Rebekka Bakken, che chiude il festival il 12 agosto