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Depeche Mode dalle "chiacchiere blasfeme" a Sanremo: ciao boomer sei pronto a piangere?

La band che l'Italia degli anni Ottanta condannò per i testi provocatori e il look "funereo" è diventata un mito mondiale. E un bel colpo a segno di Amadeus

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   
Dave Gahan, voce dei Depeche Mode, 61 anni (Shutterstock)
Dave Gahan, voce dei Depeche Mode, 61 anni (Shutterstock)

"Una ragazzina di sedici anni con tutta la vita davanti si è tagliata le vene dei polsi. Non c'è riuscita, grazie a Dio per questa piccola pietà". Poi il ritornello: "Non voglio far partire chiacchiere blasfeme ma penso che Dio abbia un perverso senso dell'umorismo. E quando morirò mi aspetto di trovarlo che se la ride". Se vuoi una prova che il quarto Sanremo di Amadeus, nonostante i tanti rapper e trapper a far passerella sul palco dell'Ariston, sia una cosa per boomer, eccola. La notizia che "Ama" ha scelto i Depeche Mode come ospiti speciali della finale del Festival 2023. Il Paese dei preti e dei militari, del perbenismo che fa a gomitate col popolo arcobaleno, oggi è una terra di quasi sessantenni che venerano l'atteso arrivo di Dave Gahan e soci all'Ariston. Lamentandosi per i testi espliciti dei beniamini sonori dei loro figli e dimenticandosi di quante noie con la censura ebbe il brano che citiamo nelle prime righe di questo articolo. Il singolo Blasphemous Rumours. Anno del Signore 1984. Quasi 40 anni fa.

Martin Gore, l'altra anima dei Depeche Mode (Shutterstock)

Quando ballare nell'oscurità divenne il massimo

Non era il primo singolo dei Depeche Mode ed era compreso nel loro quarto album Some Great Reward. Ma fu, assieme a Master And Servant (canzone sui giochi di dominio e sottomissione nella coppia, altro tema per niente facile) quello che grazie a Cecchetto e Deejay Television fece scoprire il suono scuro, sofferto, affascinante della band di Basildon. Scuri come i mix di goth e new wave che stavano trasformando velocemente negli inizi dell'elettro pop europeo, poi diventato altra cosa nelle mani degli americani. Blasphemous Rumours ebbe noie di censura, in Italia fece gridare e scrivere ai corruttori di menti innocenti ed emozioni fragili, vedessi mai che quel pezzo canticchiato da ragazzine con il rossetto nero e gli occhi bistrati, le zeppe dark e ragazzotti dai capelli colorati, qualche residua cresta punk, più spesso cappotti neri a fiasciare tutto il resto, pallido e nero, fossero spinti ad ammazzarsi da una hit da radio. Ma l'onda era già partita prima, con il pezzo finto spensierato I Just Can't Get Enough che aveva già lanciato Gahan, Andrew Fletcher, Vince Clarke che poi se ne andò a progettare gli Yazoo con la meravigliosa Alison Moyet, e a seguire Martin Gore fra le nuove stelline della musica britannica. Le discoteche si riempivano di darkettoni che ballavano lasciandosi avviluppare dal buio, ballando prima di tutto con se stessi, con quello che avevano detto.

Video

"In fondo siamo sempre stati una blues band"

Piano perverso perfettamente riuscito, quello dei Depeche Mode. Parlare di disadattamento sociale e insofferenza interiore, del rapporto di desiderio e rifiuto del sacro (Personal Jesus), della necessità di stare prima di tutto con se stessi (Enjoy The Silence) e trasformare temi tutt'altro che da chewingum masticato a fianco alla radio estiva in hit da milioni di copie vendute. E' successo di tutto nel frattempo, fra un'overdose e l'altra di Gahan che con la sua voce baritonale ha più volte detto che per lui i Depeche sono sempre stati fondamentalmente una blues band. Ma vestita di elettronica, campionatori, luci minacciose industriali, spleen che porta Verlaine (Paul il poeta, non Tom dei Television morto da poco) fino agli stivali neri e borchiati di un pischello che attraversa a testa bassa i dolori della vita. Trovando fra una battaglia e l'altra improvvisi e brevi squarci di dolcezza. Per poi perderseli lungo strada. Ciao boomer, sono tornati i Depeche a farti ricordare tutto questo. Oggi che hai almeno 50 anni, che ti sei travestito da padre, da buon lavoratore che paga le tasse e  fa la differenziata, che cerchi il buono spesa da 10 euro e fatichi a capire i tuoi figli, lo sai cosa succederà quando ti troverai i Depeche di fronte, in tv a Sanremo. Riprenderai a ballare al buio, sorridendo con gli occhi umidi e ricordando che "tutto ciò che ho veramente voluto, tutto ciò di cui ho realmente bisogno è qui, nel mio cuore"

Amadeus, è al quarto Sanremo (Shutterstock)

 

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In passato ha scritto per L’Unione Sarda, Il Sole 24 Ore, Cineforum, Rockstar...