Ciao Jaco, genio rivoluzionario finito in una pozza di sangue quella sera orribile

Il 1 dicembre corre il 70mo anniversario della nascita del musicista fra i più grandi di tutti i tempi. Come una cometa luminosa, finita in modo stupido

Jaco Pastorius (da Pinterest)
Jaco Pastorius (da Pinterest)

Era il più grande di tutti. Lo puoi chiedere a chiunque se ne intenda, non sono frasi fatte, parole dette così, perché sono di pronto uso. E' stato il più grande di tutti perché nessuno prima di lui aveva fatto qualcosa del genere, in maniera così eccellente e unica. Capace di influenzare generazioni di musicisti. Di più: Jaco Pastorius ha definitivamente trasformato uno strumento fondamentale ma sempre un po' sottovalutato e in ombra, il basso elettrico, in qualcosa di spettacolare per uso, portamento, suono, tecnica. Il 1 dicembre 2021 scoccano i 70 anni della sua nascita. La sua fine, precoce e tremenda, è datata 1987. E per capire chi, che cosa ci è stato portato via, prima di arrivare a quella orribile serata del 21 settembre di 34 anni fa bisogna come minimo riepilogare perché Jaco divenne leggendario già in vita.

Jaco Pastorius: le immagini

Mai visto nulla di simile

Padre tedesco e madre scandinava, nato e cresciuto in Florida, John Francis Anthony Pastorius III, prese il nomignolo di Jaco come omaggio a un grande arbitro baseball, Jocko Conlan, considerato un'autorità nel suo campo e ammirato dal padre Jack. Questi era un musicista, un buon batterista, col vizio dell'alcol. Ma innamorato di famiglia e figli, e fra questi Jaco era dotatissimo nello sport e già amava la musica e la batteria che cominciò a suonare con buoni risultati. Chi conosce il mestiere di musicista sa che per il batterista i polsi sono come le ginocchia per un calciatore. Andati quelli, fine della possibilità di suonare lo strumento. Jaco si fratturò durante un allenamento di football. Fu la fine di un apprendistato e l'inizio della sua legenda. Perché dai tamburi passò al basso elettrico, e quando trovò il modo di acquistare un Fender Jazz Bass a cui poi levò i tasti per renderne il suono ancora più pieno e fluido, dipingendolo con vernice navale per dargli quel tono da melodia vocale che è diventato un marchio di fabbrica inconfondibile, nulla fu come prima. Perchè non si era mai visto nulla di simile.

A razzo verso la gloria

In breve tempo, Jaco diventò il bassista che tutti volevano sul palco. Non solo per la tecnica abbagliante e innovativa, per il suono inconfondibile, ma anche per l'attitudine in concerto. Era un bel ragazzo snello, atletico, con lunghi capelli e un aspetto al contempo nordico ed esotico, e mentre suonava ballava, trasformava i suoi assoli in numeri coreografati, imitava il modo di ballare di James Brown, senza perdere una nota e andare mai fuori tempo. Da Pat Metheny a Paul Bley a Joni Mitchell, gli ingaggi di livello arrivarono velocemente, fino all'incontro della vita. Quello con Joe Zawinul, fondatore dei Weather Report, capaci di portare una musica sofisticata come il jazz rock (poi fusion) al grande pubblico. Questo ragazzotto allampanato della Florida abbe il coraggio di dire a Zawinul che lui era il più grande bassista del mondo e che aveva idea di come migliorare un gruppo di tutte stelle. Fu mandato al diavolo, ma si rifece durante il provino. E divenne una superstar. Un'icona, come Che Guevara sulle magliette o come la Marilyn reinventata in stile pop art da Warhol. Gli anni Settanta e buona parte degli Ottanta furono quelli dello splendore di Pastorius, fra i Weather Report, i tour solistici, le collaborazioni di alto livello e la fondazione della grande orchestra Word Of Mouth. Poi tutto cominciò a precipitare.

Quando una supernova implode

Fu nella seconda metà degli anni Settanta che cominciarono a manifestarsi i segni di quella che poi sarebbe stata la tragica fine di Jaco Pastorius, il "Jimi Hendrix del basso elettrico". La vita sregolata, l'abuso di alcol e cocaina, finirono per innescare e potenziare in modo incontrollabile ciò che si nascondeva nella sua psiche: la sindrome bipolare. Gli costò il matrimonio con Tracy Sexton (i figli furono affidati a lei), la fama di incontrollabile (aveva bruschi cambi d'umore, sul palco non rispettava gli altri ed arrivava ad essere molesto). Segnò il suo secondo matrimonio con Ingrid, che degenerò spesso anche in momenti di reciproca violenza fisica. Pastorius non volle mai ascoltare chi gli consigliava di disintossicarsi. E fu nella sera del l'21 settembre del 1987, dopo essere salito sul palco del suo amico Carlos Santana ed essere stato accompagnato all'uscita dalla security del teatro di Fort Lauderdale, che fuori controllo Jaco raggiunse il Midnight Bottle Club dove pretese che lo si facesse entrare. I modi molesti e violenti scatenarono la reazione del buttafuori Luc Havan, un rifugiato vietnamita esperto di arti marziali. Jaco Pastorius morì con la testa fracassata riversa in una pozza del suo sangue, come risultato della rissa con Havan. Condannato per percosse e rilasciato per buona condotta. La supernova era implosa, la luce di Jaco resta altissima, fra le icone del nostro tempo. Celebrato da film e documentari che vanno moltiplicandosi anno dopo anno.