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"Che marachella abbiamo combinato": De Gregori e Checco Zalone, l'album e i concerti della strana coppia

Si intitola "Pastiche" il disco dei due, il 5 e 9 giugno live alle Terme di Caracalla. Storia di uno "stalking" diventato un'intesa formidabile

di Laura Rio   

Ma che “marachella”. Che splendida “marachella”. Così Francesco De Gregori chiama quello strano disco nato dall’incontro tra lui e Checco Zalone. Come mettere insieme il diavolo e l’acqua santa. Che poi vai a sapere chi è l’uno e chi l’altra. Comunque, oggi esce Pastiche, album della coppia più strampalata che ci si possa immaginare: il serissimo, colto, raffinato, battagliero De Gregori e il (finto) ignorantone, gigione, scemone Zalone campione di incassi cinematografici.

Quando Checco comincia a ridiventare Luca Medici al piano

Ancor più strabiliante per il grande pubblico è vedere, anzi sentire, Checco accompagnare al pianoforte a coda il cantautore. Niente battute spiritose, niente duetti surreali. E solo in due brani - inediti - cantano insieme: in Giusto o sbagliato di De Gregori e Alejandro, nuova “creazione” di Luca Medici, che poi è il vero nome del comico. Insomma è un “pastiche”, un divertissement, un gioco che si sono voluti regalare e hanno voluto regalare al pubblico. Nel disco i due interpretano canzoni del repertorio del cantautore (tra cui Buonanotte Fiorellino e Rimmel), di colleghi come Paolo Conte e Pino Daniele oltre ai due brani inediti composti per l’album. E a chi potrebbe sospettare che si tratti di un’operazione commerciale, la risposta è tagliente: "Pensino quel che vogliono". Del resto due così non hanno bisogno né di dimostrare nulla né di dover rendere conto a nessuno.

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Checco: "Francesco è uno dei miei pochi amici"

A raccontare da dove nasce l’idea di fare un disco insieme sono stati loro stessi dopo un mini show-case per presentarlo alla stampa ieri alla Santeria di Milano. “Lui (Francesco)  è uno dei pochi amici che ho nel mondo dello spettacolo - racconta Zalone - tra una carbonara e una cacio e pepe a casa sua, ogni tanto suonavo il suo Steinway, che non ha mai suonato così bene come quando ci ho messo le mani io… Poi lui ha cominciato a blandirmi, a dirmi di accompagnarlo”. E De Gregori aggiunge: “Ma siccome io faccio dischi da 50 anni ho trasformato la marachella in un progetto discografico”.

"L'ho molestato nella sua città"

Del resto Checco non si improvvisa pianista: “Io non so leggere la musica - spiega - non ho mai fatto gli studi accademici però suono da quando sono bambino, facevo il piano bar, suonavo ai matrimoni, mio papà suonava l'organo… Lo so che la gente magari si troverà delusa che non mi sentirà a fare lo stupido…”. Comunque era stato proprio De Gregori a cercarlo, per conoscerlo, ben prima che nascesse l’idea del disco, anzi l’amicizia si è sviluppata negli anni. “Sono stato io ad andare a molestare Checco nella sua città, a Bari. Non lo conoscevo. Sono stato un vero stalker, chiedevo a tutti il suo numero di telefono”. “Quando mi è arrivato il suo messaggino in cui mi chiedeva di incontrarci c’era la firma Francesco dg. Pensavo fosse dj Francesco … “ ride l’attore.

Un fantastico "pasticcio"

L’album è un divertissement, ma  soprattuto un’operazione seria, nelle scelte e nelle interpretazioni: “Pastiche - spiega il cantautore - è una parola antica per un disco che ha varie fonti, una contaminazione tra generi, stili e interpreti. Per questo abbiamo pensato di qualificare Checco come pianista e musicista”. “È un po’ come l’operazione che ha fatto Woody Allen, solo che io so suonare davvero”, gli fa eco il comico. Zalone comunque canta anche, seppure solo in un paio di canzoni: la nuova versione della sua “La prima repubblica” che diventa una ballata e l’inedito “Alejandro”, brano divertente in spagnolo italianizzato che parla di andropausa: “Mi è venuta sotto la doccia. Mi avvicino ai 50 anni, mi porto avanti con le problematiche dell’età che lui (Francesco) conosce benissimo…”.

Quando ci va di mezzo anche Sinatra

Anche l’altro inedito parla del tempo che passa, ma in maniera più seria. Giusto o sbagliato è un omaggio a My way: “Una canzone che è nella testa di tutti -  spiega De Gregori - io ho anche provato a tradurla ma poi mi sono arreso: quella melodia in italiano non era cantabile, soprattutto tenendo presente l'interpretazione di Frank Sinatra e anche quella di Elvis Presley. Quindi alla fine me la sono riscritta”.

Pastiche, insomma, è un omaggio alla musica Italiana: “All’inizio pensavamo che avremmo fatto solo canzoni mie, poi ci sembrava di impoverire il disco. Quindi ci sono venute in mente delle canzoni di altri autori”. Se volete vedere i due insieme a cantare questo “pastiche” non potete perdervi le uniche due date che faranno alle Terme di Caracalla il 5 e il 9 giugno. Lì si che Zalone, oltre a suonare, si potrà scatenare. Ma se De Gregori ha fatto un disco in cui suona Zalone, poi Zalone farà un film in cui recita De Gregori? “Perché no…” è la risposta all’unisono. Quale film? Quando? Chissà…

Grandi omaggi e novità: tutte le tracce del nuovo album

Qui l’elenco dei brani: Giusto o sbagliato di De Gregori-Zalone, Pezzi di vetro di De Gregori, Pittori della domenica di Paolo Conte, Rimmel di De Gregori, Putesse essere allero di Pino Daniele, Atlantide di De Gregori, Storia di Pinocchio di Nino Manfredi, La prima Repubblica di Zalone, Le cose della vita di Antonello Venditti, Falso Movimento di De Gregori, Alejandro di Zalone, Pittori della domenica di Paolo Conte, Buonanotte Fiorellino di De Gregori, Ciao ciao di De Gregori.

di Laura Rio   
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