Caparezza: "Con l'acufene è difficile ma non smetto". La sua ode al cambiamento

Il rapper in tour a Bologna. "Exuvia è un'ode al dio-cicala del cambiamento, che lascia la sua vecchia pelle per diventare qualcos'altro".

TiscaliNews

"Exuvia è un'ode al cambiamento, al dio-cicala del cambiamento, che lascia la sua vecchia pelle per diventare qualcos'altro. Questo sono io. Ogni album che ho fatto è la fotografia del Michele di quel preciso momento, che non è lo stesso di oggi". Così Michele Salvemini, in arte Caparezza, al parco delle Caserme Rosse, a Bologna, a poche ore dall'inizio del suo concerto, che segna la seconda tappa di un tour estivo che si concluderà a Majano (Udine) il 13 agosto.

"Non sto per abbandonare le scene musicali"

Neanche a farlo apposta, mentre parla ai cronisti, nell'aria estiva impazza proprio il suono delle cicale, un fatto che lo diverte e su cui scherza. Per poi andare dritto al punto: "Togliamoci il dubbio una volta per tutte: no, non sto per abbandonare la scena musicale a causa dell'acufene". Parole con cui Caparezza smentisce la notizia che lo vorrebbe sul punto di dire addio alla musica a causa del disturbo uditivo di cui soffre da diversi anni e che lo porterà, questo sì, a ridimensionare per un periodo il suo impegno nei tour. "È stata male interpretata la mia frase sul fatto che non ci sarà un tour invernale di Exuvia - spiega il rapper - ma non ho mai detto di voler abbandonare la musica. Per ora, non c'è pericolo".

Il ritorno

Un ritorno sui palchi, quello di Caparezza con la sua ode al cambiamento, che ha riscontrato un largo apprezzamento del pubblico: "A Treviso è stato bellissimo - confida il rapper - vedere tanta gente cantare dall'inizio alla fine quasi tutte le canzoni di Exuvia mi ha riempito di gioia e anche sorpreso. Exuvia è un album complesso, eppure è stato apprezzato e posso cantarlo dal vivo". "Quando segui le mode, finisci come loro", continua Caparezza ripensando alla sua carriera e al lungo percorso che, dagli anni 2000 e dai tempi di 'Fuori dal tunnel' lo ha portato fino a qui. "Io le mode non le ho mai seguite, sono sempre stato fedele a me stesso e sulla mia strada, ho sempre fatto musica a modo mio. A oltre vent'anni di distanza, penso di poter dire che questo mi ha premiato".

"Un album sbilanciato verso Michele"

"Exuvia è un album più sbilanciato degli altri verso di me, verso Michele - continua - nel mio essermi scrollato di dosso il passato, nell'aver simbolicamente abbandonato la mia exuvia". Perché, continua "mettersi in discussione aiuta ad apprezzare sempre la vita. Se ti cuci addosso un ruolo, poi è difficile andare avanti, credo che sia importante sapersi adattare, abbracciare il cambiamento". E sui prossimi cambiamenti? A questa domanda, alza le spalle sorridendo, con un'aria tra il serio e lo scherzoso: "Oggi un'amica mi ha detto che la vita delle persone cambia ogni sette anni. Io quest'anno, dopo il tour, compirò 49 anni, che è 7 volte 7... immagino un cambiamento epocale". "E sì - ammette - in testa ho delle idee. Quando ho scoperto di avere l'acufene ho passato un momento davvero difficile. In quel contesto, a un certo punto, dal passato, è arrivata come una specie di ancora: i fumetti, che sono stati il mio primo amore". "Ecco, credo che in futuro farò qualcosa che possa conciliare le mie diverse passioni. Per il resto, il domani non si può prevedere". "Una sola cosa è certa - conclude - non abbandonerò mai il mondo creativo".