Battisti boom di ascolti in Rete, la guerra sui suoi album è finita e i giovani lo riscoprono

Il 29 settembre i 12 album storici firmati con Mogol sono approdati su Spotify dopo l'estenuante braccio di ferro tra il paroliere e la vedova del cantautore scomparso. E' un grande successo

di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

La guerra è finita. Resta Il mio canto libero, e si può dire finalmente. Lo dicono senz'altro i molti fan di Lucio Battisti che lo stanno ritrovando sulle maggiori piattaforme di fruizione musicale dopo un lungo periodo di blindatura dell'intero repertorio, difesa in particolare da Grazia Letizia Veronese, vedova del mito della musica italiana. Lo confermano i numeri degli ascolti di Battisti su Spotify, il più popolare e diffuso dei servizi di streaming musicale online: i 29 settembre (dice qualcosa?) Lucio Battisti ha debuttato in questo formato e nelle sole prime 24 ore del lancio ben 16 delle sue tracce sono arrivate ai vertici della top 200, facendo segnare oltre 20 milioni di ascolti in digitale per un totale di 1.339.014 ore di ascolto. Ed è Il mio canto libero a far la parte del leone, con 1 milione di streaming

L'incontro con un pubblico giovane

Non sono i nostalgici a mandare in orbita gli ascolti di Lucio Battisti in digitale. Le statistiche di Spotify dicono che oltre il 62% degli ascoltatori del cantautore di Poggio Bustone ha meno di 34 anni. E se Il mio canto libero è il pezzo più cercato e ascoltato, a seguire in una ideale hit parade su piattaforma streaming c'è Mi ritorni in mente (900 mila ascolti) seguita al terzo da La canzone del sole (800 mila). La diffusione "liquida" della musica di Battisti porta il suo catalogo ad un pubblico internazionale che va dalla Svizzera agli Usa fino all'Australia. Questa la top 10 mondiale: 1. Il mio canto libero 2. Mi ritorni in mente 3. La canzone del sole 4. Un'avventura 5. I giardini di marzo 6. 29 settembre 7. Acqua azzurra, acqua chiara 8. Con il nastro rosa 9. E penso a te 10. La collina dei ciliegi

Alla fine di una dura battaglia legale

Non è stato facile "liberare" (termine usato da Giulio Mogol, autore dei testi di Battisti) la musica di Battisti dalla protezione assoluta che la rendeva inutilizzabile. I dodici album storici firmati dal duo più famoso della canzone di casa nostra sono tornati a disposizione di chi ascolta online con la liquidazione della società di edizioni musicali Acqua Azzurra, al centro del braccio di ferro tra Mogol e la Veronese (qui è ricostruita tutta la vicenda). Era stato il paroliere a chiedere alla vedova di Battisti, che dalla sua ha sempre dichiarato di agire in conformità con la volontà del marito scomparso, un risarcimento di 8 milioni di euro per aver ostacolato lo sfruttamento commerciale di brani musicali di cui è coautore. La resistenza di Grazia Letizia Veronese l'aveva portata a revocare il mandato alla Siae presieduta da Mogol, affidando il patrimonio musicale di Battisti al figlio Luca che vive a Londra. Ma l'arrivo del liquidatore Guido Presti ha visto prevalere la linea di pensiero del paroliere, con l'apertura allo sfruttamento online dei brani. Ed ecco il boom su Spotify, perché se una canzone è bella non ha età e non passa mai di moda.