Il canto di Lucio Battisti ora è davvero libero: via libera anche su Spotify

Dopo oltre vent'anni dalla scomparsa del genio della musica italiana sembra si sia aperto uno spiraglio nella lunga battaglia sui diritti del "tesoretto" musicale

Sono trascorsi oltre vent’anni da che Lucio Battisti non c’è più. Del grande genio della musica italiana, scomparso il 9 settembre del 1998, resta la memoria dei sui brani perlopiù firmati insieme a Mogol (12 album) ma per i quali per anni si è consumata una lunga battaglia. La musica però sembra cambiata e le canzoni di Lucio Battisti, canticchiate da intere generazioni, dopo esser state per lungo tempo le meno accessibili a causa di una lunga querelle giudiziaria, sono pronte a sbarcare sulle grandi piattaforme di streaming musicale da Youtube a Spotify. Un tesoretto inestimabile che comprende i 12 album storici firmati da Battisti- Mogol e che, per mandato di Gaetano Presti, liquidatore della Società "Edizioni Musicali Acqua Azzurra", è stato restituito alla Siae per iol via libera all'utilizzo online. Una notizia che ha entusiasmato i tanti fan del cantante che avevano seguito con apprensione la lunga battaglia che aveva raggiunto il suo culmine quando lo stesso Giulio Rapetti, in arte Mogol, aveva chiesto alla vedova Battisti, Grazia Letizia Veronese, un risarcimento di 8 milioni di euro per aver ostacolato lo sfruttamento commerciale del repertorio musicale dell’artista. La vedova di Battisti aveva revocato quel mandato alla Società degli autori e degli editori oggi presieduta proprio da Mogol, per affidarlo al figlio Luca, 48 anni, che da tempo vive a Londra. 

La svolta con la nomina del commissario Presti

Uno spiraglio sulla lunga querelle per lo sfruttamento dei diritti del tesoro musicale di Lucio Battisti, si era aperto già l'estate scorsa. Il Tribunale, dopo che la messa in liquidazione nel 2017 si era chiusa con un nulla di fatto, aveva affidato a Presti, avvocato e docente all’Università Cattolica, la guida della società Acqua Azzurra con “tutti i poteri di legge — per favorire la miglior liquidazione della società”  avendo piena discrezionalità e responsabilità e senza dover chiedere alcuna autorizzazione ai soci. Già da allora si parò della possibilità della vendita in blocco del catalogo editoriale e della possibilità di concedere licenze di sfruttamento economico delle opere “anche online”.

L'assenza ha favorito le etichette pirata

Fino ad oggi, a meno di accontentarsi di qualche “brutta” riproduzione cantata da altri o di una semplici base musicale, altro non si poteva trovare nemmeno su Youtube. Non solo. L'assenza del repertorio originale, come ha fatto notare di recente Claudio Buja, Presidente di Universal Music Publishing Ricordi, ha in passato favorito tante etichette “pirata” che "hanno cercato di introdurre sui portali digitali, senza autorizzazione, le canzoni di Lucio nella loro vera, autentica interpretazione, ma senza riconoscere alcun compenso ai titolari dei diritti". Con la decisione di restituire alla Siae la gestione dei diritti on line sarà invece possibile trovare a breve su Spotify, Apple Music o Deezer, canzoni cult come Acqua Azzurra Acqua Chiara, Il mio canto libero, I Giardini di Marzo. Anche se è probabile che gli eredi stiano studiando in queste ore una contromossa legale come hanno fatto tante volte nell'infinita battaglia che accompagna l'eredita' 'musicale' del grande Lucio. 

La musica in streaming non può "rinunciare" a Battisti

Comunque vada a finire la querelle, è impensabile che le canzoni di uno dei più grandi cantautori italiani possa restare esclusa dal circuito della musica online. Superata la logica del vinile prima e con il progressivo abbandono del compact disc, attualmente la modalità di ascolto della musica più diffusa, soprattutto tra i giovani in mobilità e che quindi utilizzano lo smartphone, è lo streaming. A fronte del pagamento di un contributo mensile, è possibile accedere a cataloghi con milioni di brani, da ascoltare direttamente online, sfruttando la connessione dati, oppure scaricandoli per accedervi anche offline (opzione solitamente disponibile con i profili premium).

Riguardo il traffico Internet necessario per utilizzare i servizi di streaming che piattaforme come Spotify, Apple Music o Amazon offrono, c'è da dire che gli operatori di telefonia mobile si sono gradualmente adeguati offrendo pacchetti 'all inclusive' con tanti Giga a disposizione. In movimento ma anche comodamente seduti nel divano di casa. Anche qui la musica, e non solo in senso metaforico, è cambiata. A chi ha la fortuna di possedere in casa una Smart Tv con un buon collegamento in fibra ottica, lo streaming online di contenuti musicali e non solo promette il massimo delle performance.