Franco Battiato, il mistero della malattia e l'inedito-testamento. E intanto i dischi si moltiplicano

In "torneremo ancora" lo si vede parlare con i suoi collaboratori anche se l’audio è silenziato. Un video che anziché chiarire il mistero sulle sue condizioni di salute, lo infittisce ancora di più. E spunta un nuovo misterioso inedito

Codice da incorporare:
di Cinzia Marongiu   -   Facebook: Cinzia Marongiu su Fb

Lo si vede, camicia bianca e foulard al collo, parlare con i suoi collaboratori anche se l’audio è silenziato. Lo si osserva mentre tiene in mano l’immagine scelta per la copertina del disco e mentre, seduto davanti al computer, segue i lavori dell’album. Un video di poco più di due minuti nei quali scorrono le note di “Torneremo ancora”, l’unico inedito dell’omonimo disco composto dai brani più rappresentativi della sua opera, registrati durante le prove di alcuni concerti nel 2017 con la Royal Philharmonic Concert Orchestra. E non c’è dubbio che quello in video sia proprio Franco Battiato, il maestro dell’eclettismo, cantautore, compositore, pittore, regista, l’artista delle avanguardie prestato al pop e ai successi immortali de “La voce del padrone” e de “L’Era del cinghiale bianco” , esploratore instancabile e per questo refrattario a qualsiasi incasellamento, visto che di volta in volta ha abbracciato l’elettronica, il rock progressive, la canzone d’autore e perfino l’opera lirica. Insomma, quello è davvero Battiato e il video è stato girato ad agosto nel buen retiro di Milo, la località alle pendici dell’Etna dove da decenni vive appartato, quasi in un ritiro ascetico, perseguendo e studiando dottrine filosofiche e spirituali, a cominciare dalla mistica sufi.

Un video che infittisce il mistero sulle sue reali condizioni di salute

Eppure quelle immagini che accompagnano un’operazione squisitamente discografica anziché chiarire il mistero sulle reali condizioni di salute di Battiato, in merito alle quali da tempo si rincorrono le voci più disparate, così come i no comment più imbarazzati, finiscono per infittirlo ancora di più. Il manager Franz Cattini alla presentazione milanese  del disco in uscita il 18 ottobre ha ribadito ciò che è scritto sul comunicato stampa e cioè che “Battiato non sta bene. Battiato si è ritirato dalle scene. Battiato non sta sufficientemente bene da stare qui oggi”. Eppure in quelle immagini lo si vede, per quanto stanco e affaticato, ancora in azione. Perché allora silenziare l’audio? Perché non far arrivare un video messaggio di introduzione al disco o di semplice saluto?

"Battiato non sta bene e si è ritirato dalle scene"

Anche stavolta, così come accaduto un anno fa, Roberto Ferri, amico e collaboratore di Battiato, ha fatto sentire il suo profondo dissenso rispetto a quella che ha etichettato come un’operazione spudoratamente commerciale con questa dichiarazione di qualche giorno fa a Fanpage: “Hanno voluto tirare fuori qualcosa per tenere vivo quello che purtroppo è già morto”. Era stato lui, nell’agosto del 2018, a squarciare il muro del silenzio sulle condizioni di salute dell’artista siciliano pubblicando su Facebook “un’ode all’amico che non mi riconosce più”. Poi mille voci, polemiche, smentite sulle quali è meglio glissare per rispetto alla privacy dell’artista. Anche se, a questo punto, per rispettarne davvero la privacy sarebbe stato forse meglio lasciarlo fuori del tutto. Perché pubblicare questo disco mentre l'artista sta male? È davvero Battiato a volerlo? E perché dover testimoniare la sua presenza "in corpore" in un video senza poterne sentire la voce? Si tratta di domande che in questo caso possono avere soltanto una risposta per interposta persona, come ha cercato di fare un altro collaboratore, Pino Pischetola durante la presentazione: "Franco si è molto commosso quando ha ascoltato l'intero cd". Parole che non bastano a mettere a tacere i rumors e che lasciano l’amaro in bocca ai tanti fan affezionati dell’artista. 

Franco Battiato nella sua casa di Milo, in provincia di Catania. L'immagine risale ad agosto 2019

Ferri: "Caro Franco te ne sei andato troppo presto"

Intanto in un altro post su Facebook Roberto Ferri ancora una volta alza il tiro e si rivolge direttamente a Battiato scrivendo sulla vecchiaia e i suoi mali queste parole amare e per certi versi inquietanti: “Più invecchio e più amo l‘acqua ...un vecchio e lontano ritorno...la vita è stata per me un grande dolore ...ci ho messo la musica per addolcirla e le risate con Marinella me l’hanno fatta apprezzare ...ora però è ora di fare i conti che devono tornare ...non posso vivere senza amare...senza la gente è la fine... e se le gambe non vanno più ci sarà la mente che vola, la fantasia ...caro Franco te ne sei andato troppo presto, certi discorsi mica posso farli con tutti”.

Arriva anche il triplo "Fleurs" e un inedito misterioso

Intanto, Universal ha appena annunciato l'uscita per l'8 novembre in edizione deluxe di “Fleurs - La trilogia completa”, ovvero i dischi delle cover rifatte da Battiato, pubblicati tra il 1999 e il 2008. Insomma, alla sua assenza sulla scena, le case discografiche rispondono con un iper-presenzialismo sugli scaffali dei negozi. E questo, conoscendo la leggendaria ritrosia di Battiato, non può che lasciare perplessi. Non solo. Accanto al giallo sulle sue condizioni di salute s ce n'è un altro che riguarda gli inediti. Come affermnmato in conferenza stampa dal manager Cattini "Torneremo ancora" è l'ultimo inedito di Battiato. "Non ce ne sono altri, i cassetti sono vuoti". Nel corso dell'ncontro con i giornalisti però il manager ha confermato l'esistenza di un altro brano inedito scritto proprio da Roberto Ferri e pensato per Tiziano Ferro che dovrebbe intitolarsi "Io non sono più io". A breve, ne siamo certi, se ne sentirà parlare.

Un testamento spirituale e dolente

Ma torniamo al video che illustra l’unico inedito del disco pubblicato da Sony dal titolo evocativo: “Torneremo ancora”. Nel brano la voce inconfondibile di Battiato, registrata però due anni fa, scolpisce queste parole che ancora una volta affrontano il tema così caro al maestro della vita ultraterrena e che suonano quasi come un testamento dolente: “Un suono discende da molto lontano /assenza di tempo e di spazio / nulla si crea, tutto si trasforma / la luce sta nell’essere luminoso / irraggia il cosmo intero / cittadini del mondo cercano una terra senza confine / la vita non finisce e come sonno il sonno/ la nascita è come il risveglio / finché non saremo liberi/ torneremo ancora ancora e ancora”.

Un brano dal sapore etereo e spirituale basato sulla teoria della trasmigrazione delle anime che al termine della vita terrena migrano “verso Cieli nuovi e Terre Nuove, piani spirituali che sono dimore di molteplici stati di coscienza che ogni essere raggiunge in base al proprio grado di evoluzione interiore”, come spiega il coautore Juri Camisasca.

In questo cammino verso la liberazione è bello pensare Battiato inseguire una delle poesie di Rumi, il più grande poeta mistico sufi della Persia, che certo ha letto tantissime volte e che ha scritto: “Là fuori, oltre a ciò che è giusto e sbagliato, esiste un campo immenso. Ci incontreremo lì”.