[Il ritratto] Da figlio di contadini non vedente a star mondiale: la parabola di Bocelli e il suo impero milionario

Il nuovo album del cantante pop che guarda allo stile lirico, "Sì", debutta direttamente in cima alle classifiche Usa e Uk. Le più importanti. Ma la musica non è il suo unico business, mentre comincia ad essere sterile la polemica di chi lo trova indegno di definirsi tenore

Andrea Bocelli
Andrea Bocelli
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

"Vuoi sapere perché Bocelli va così forte all'estero? Abbiamo venduto agli americani la loro percezione di come debba essere un tenore italiano. Siamo partiti da un buco di mercato, abbiamo costruito un repertorio che calzava perfettamente addosso a quel tipo di interprete". Questo stralcio di una intervista che chi scrive fece nel 2010 a Carlo Antonelli, forse un po' crudo e certamente molto diretto, spiega bene perché sia fuori dal mondo chi oggi si scandalizza e sorprende nel vedere il nuovo album di Andrea Bocelli, , debuttare direttamente al primo posto nella classifica più ambita, la top 200 di Billboard, e di quella inglese. Lasciandosi alle spalle Lady Gaga e tutti gli altri. Antonelli era il braccio destro di Caterina Caselli ai tempi della scoperta di Bocelli, Elisa e Negramaro. Furono il team della Caselli (casa discografica Sugar) e il manager Michele Torpedine a far debuttare Bocelli, prima come ospite Zucchero (con cui poi Torpedine litigherà in modo furioso e infinito per anni) poi come artista al debutto discografico. Nel 1995 Con te partirò, uno dei brani che ha fatto maggiormente incassare diritti alla Siae, arrivava quarto a Sanremo. Cominciava il viaggio che ha resto il tenore pop ipovedente a causa di un glaucoma e di una pallonata al viso, e figlio di contadini mezzadri, a diventare una star mondiale della musica. Una stella milionaria.

"Non vorrei mai che mio figlio facesse il mio lavoro"

Queste parole, Andrea Bocelli le disse in diverse interviste qualche anno fa. Forse temeva che le pressioni e gli aspetti meno piacevoli dello showbusiness (ce ne sono diversi, sgradevoli e feroci) potessero far del male ai suoi amati figli. Nel frattempo ci ha ripensato, dato che il nuovo album in cima alle classifiche ospita il suo duetto con il figlio Matteo, di professione modello ma innamorato del canto, nel brano Fall On Me. Capire perché Andrea Bocelli finisca regolarmente in vetta alle classifiche pop di mezzo mondo, vuol dire intanto uscire da una sterile polemica che lo vede invischiato da sempre. Quella secondo cui sarebbe un tenore lirico "finto". In effetti non lo è. Essere un tenore significa possedere tecniche di canto, volume vocale senza amplificazione e portamento che Bocelli non ha. Il suo è un canto pop che guarda alla tradizione tenorile, ma ha bisogno di microfono, amplificazione, arrangiamenti in chiave pop. Quindi le diatribe di ambito colto, che si scatenano fra i cultori della lirica che lo vedono qualche volta alle prese con repertorio classico, con domande se sia più tenore leggero o eroico, e perché spesso ascoltato in acustico tenda a sparire di fronte a soprani che lo sovrastano per portamento, presenza e interpretazione, sono sterili. Perché Bocelli è e resta un cantante pop. Che vendi milioni di dischi. Ha trovato esattamente il pubblico per cui era stato lanciato. E va benissimo così. A suon di bigliettoni che finiscono nel suo impero.

Radiografia di un patrimonio

Nelle ore del rinnovato successo discografico internazionale di Andrea Bocelli, sono rispuntate fuori le stime del suo patrimonio, riepilogate da Celebrity Net Worth: 40 milioni di dollari, risultato di 85 milioni di dischi venduti. Ma non solo. Come molti divi dello spettacolo, Bocelli ha diversificato le sue attività e gli investimenti, oggi divisi fra 10 società controllate e tre collegate. Al centro delle quali c'è la Anchise, dal nome del padre di Enea, eroe epico reso immortale dalla scrittura di Virgilio. Veronica Berti, seconda moglie del cantante pop che guarda allo stile lirico, e il fratello Alberto, partecipano in modo determinante alla gestione dei ricavi. Molti dei quali convergono nelle edizioni musicali Almud, con ricavi a tutto il 2016 pari a 2,3 milioni di euro. Almud è partner nelle edizioni proprio di Sugar, che a sua volta collabora con Decca-Vivendi (etichetta di peso internazionale, che fra gli altri ha in catalogo i lavori di Pavarotti). Il lancio dell'album arriva dopo tre anni di lavoro certosino, cesellato a livello internazionale, di cui sono partner il produttore Bob Ezrin (storico collaboratore dei Pink Floyd) e con la Disney (il brano Fall On Me in cui Bocelli duetta col figlio è nella colonna sonora del film Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni). Sul fronte management e concerti, Andrea Bocelli viene seguito dalla Maverick di Scott Rodger, che si occupa già di stelle del calibro di Madonna e McCartney. La Bocelli Foundation è molto attiva sul fronte sociale, nel 2017 ha raccolto contributi per 6 milioni e ne ha erogati finora 4 per progetti di beneficienza. E l'artista italiano, piaccia o no, è insieme a Laura Pausini la nostra vera superstar internazionale, in un mercato in cui i nostri "mostri sacri", da Vasco a Ligabue, sono misconosciuti appena si varcano le Alpi. 

Bocelli col figlio Matteo, con cui ha duettato