Zucchero, star ruspante: "I social stanno a me, come la cravatta al maiale. Le bandiere rosse? Sul comò"

Zucchero, star ruspante: 'I social stanno a me, come la cravatta al maiale. Le bandiere rosse? Sul comò'

Ruspante, schietto, lontano dal politicamente corretto ma anche ispirato e super attivo. Zucchero si ripresenta con “D.O.C. Deluxe Edition, la versione del suo ultimo album, D.O.C: appunto, ripresentata con ben sei inediti, tra cui “September”, il singolo cantato con Sting.

 "Con sei inediti, potevo fare un nuovo disco. Ma a me piace fare dischi sempre diversi. E quindi questo è un prolungamento di D.O.C., il prossimo sarà completamente differente, figlio di un'altra ricerca e di un altro viaggio". Un viaggio che comunque Zucchero continua a compiere attraverso la musica e i suoi tantissimi amici internazionali, con i quali in questi mesi ha intrecciato nuove collaborazioni: “Dire grazie a questa pandemia è oltraggioso. Ma è grazie a questa situazione che sono stato più in contatto con artisti amici, come Sting, e sono nati progetti e collaborazioni. Come quando ad aprile ha cantato davanti al Colosseo a Roma “Canta la vita” da "Let Your Love Be Know" di Bono Vox, o in piazza San Marco a Venezia a maggio “Amore adesso!”, adattamento in italiano di “No Time For Love Like Now” di Michael Stipe. Mi ha chiamato anche Lady Gaga per il mega-concerto in streaming a favore dell'Oms. Questo momento sospeso ha favorito questi scambi e queste vecchie conoscenze che si sono rinnovate. Altre cose usciranno a breve".

Tra i sei inediti, c’è “Succede”, un brano nel quale racconta di una storia d’amore finita decisamente male. “Più che arrabbiato, sono stato ferito: ecco spiegate frasi come “ti sei sposata contro chi”, racconta Zucchero. In “Succede” si descrive con una bandiera rossa sul comodino e questo è lo sunto per raccontare il disamore pure nei confronti della politica: “Non mi sento così rappresentato rispetto a quelle che sono le mie origini, rispetto all’ideologia con la quale sono cresciuto. È tutto un po’ annacquato, ma le bandiere rosse non le ho messe via. Per ora restano poggiate sul comò”.

E a proposito di politica, Zucchero si mostra anche molto deluso da come la cultura e la musica siano state trattate finora, in questi tempi di pandemia: “"Non si parla di musica, né di teatro o cinema. Eppure le manifestazioni per farci sentire ci sono state. Ma finché si considera il nostro lavoro solo un divertimento non andremo lontano. Serve più attenzione e soprattutto vorrei che arrivassero alle maestranze i soldi promessi. Intanto alla mia gente penso io in prima persona fino a quando non ripartiremo: è l'unico modo per essere certi che i soldi finiscano a loro.

Così il tanto invocato streaming non può essere una soluzione: “Non fa per me, anche se mi rendo conto che potrebbe essere il futuro, ma forse data l'età potrei farne a meno: io ho bisogno del contatto con il pubblico, ho bisogno di vedere il mio pubblico in faccia”.

A questo proposito ha fissato quattordici date all'Arena di Verona, tra il 23 aprile e l'8 maggio 2021, e un tour mondiale di oltre 150 date, quello che avrebbe dovuto fare quest’anno: "A metà gennaio sapremo se si potranno fare. Io voglio suonare, dobbiamo suonare, anche se fosse necessario farlo a capacità ridotta. Bisogna dare un segnale di rinascita".

 A non fare per lui neppure i social di cui parla in “Non illudermi così”, rivisitazione di “Don't Make Promises”: "I social stanno a me come la cravatta al maiale. Ai bacini di Facebook preferisco la stretta di mano". Gli altri nuovi brani brani del cofanetto sono “ Wichita Lineman”, cover del brano di Jimmy Webb, "una della canzoni che ho sempre amato fin da quando ho iniziato a suonare, avrei voluto scriverla io", “Facile” e Don't Cry Angelina: un pezzo che avevo nel cassetto dall'89. Era stata scritta per “Oro, Incenso e Birra” ma non riuscivo a finirla”.