Tricarico: "Vi svelo come NON avere successo. Il decalogo di un cantautore che si è scoperto scrittore e pittore

“Ammetto di aver fatto di tutto per non avere successo”. Tricarico, nonostante frequenti da sempre iperboli e ironia, stavolta è serissimo. E rivendica: “In questo modo posso vivere un’esistenza più libera e meno condizionata, sotto traccia direi. Non ricordo chi dicesse che il successo è una sventura, ma credo che avesse ragione perché sei sempre sotto osservazione e non puoi andare in giro come una persona normale. Un giorno scriverò un libro su tutto ciò che bisogna fare per non avere successo”. Con l’inconfondibile testa di ricci e quell’aria svagata che ha accompagnato i suoi successi, da “Io sono Francesco” ormai 21 anni fa a “Vita tranquilla”, una sorta di risposta a quella “spericolata” di Vasco Rossi, Francesco Tricarico si riaffaccia in giro. E lo fa a 360 gradi, proponendosi come cantautore con una serie di concerti in giro per l’Italia (il 13 maggio è a Roma, poi a Napoli e a Firenze) ma anche come scrittore e pittore.

E se gli chiedi quali sarebbero le cose da fare per non diventare famoso, lui non batte ciglio e snocciola: “Dire quello che pensi. Essere coerente. Dare peso alle parole. Non accettare compromessi”. Un sorriso timido e poi ammette: “Questo è un mio punto di vista. Ma mi rendo conto che è un momento in cui il mio essere defilato rischia di non permettermi più di fare quello che voglio. Per cui dovrò rimboccarmi le maniche”.

A cominciare proprio dalla musica. In questa serie di concerti presenta anche il suo nuovo singolo “La mancanza” incastonato in uno spettacolo dal titolo “Bigger Than Life” che prende ispirazione da un dialogo con Elisabetta Sgarbi, sua cara amica. “A lei spesso invio ciò che scrivo ma anche immagini dei quadri che dipingo”. Uno di questi campeggia alle sue spalle a ricordargli la sua prossima personale che si terrà a Bormio il prossimo luglio, proprio nell’ambito della Milanesiana. Ma la bella chiacchierata con questo artista così originale, che negli anni tra l’altro ha collaborato con Celentano, De Gregori, Malika Ayane, si insinua in territori insoliti a inseguire proprio la sua libertà di pensiero. Così Tricarico parla di quanto la paternità lo abbia cambiato, di come abbia deciso di riconquistare la ribalta e della “situazione (che) non è buona”, parafrasando una sua canzone di successo. “I piani tra reale e virtuale spesso si confondono e ovunque regna l’effeimero per cui si cessa di essere persona per diventare personaggio. Stiamo vivendo dentro una sceneggiatura, che anche senza voler essere complottisti, è davvero orribile. L’analisi delle cose ha soltanto una dimensione e questo mi spaventa un po’”. L’antidoto? Quella leggerezza sposata all’ironia che hanno fatto di Tricarico una voce inconfondibile in Italia e che ora lui ha deciso di far risentire in giro.