Tredici Pietro, il figlio di Gianni Morandi, si mette a nudo: "Mio padre non mi ha dato nessun consiglio"

"La notizia era che il figlio di Gianni Morandi faceva rap: con il mio cognome, anche se io me ne voglio scostare, è facile emergere, più difficile invece è rimanere. C'è già un paragone di partenza che altri non hanno"

TiscaliNews

"Mettermi a nudo credo faccia parte del mio fare musica: voglio raccontare la verità, non dover fingere per vendere un prodotto": è l'esigenza di mostrarsi per come è realmente ad animare il giovane rapper Tredici Pietro, che torna dal suo pubblico con "Solito posto, Soliti guai", nuovo album in uscita il 22 aprile su tutte le piattaforme digitali e in versione fisica in formato CD, e dal 6 maggio disponibile anche in vinile.

"Per me è il primo progetto fisico, tangibile, con un cd e anche un vinile. Abbiamo raccolto le tracce del precedente lavoro uscito esattamente 365 giorni fa e lo abbiamo completato con 3 inediti", spiega in un'intervista all'Ansa. In questo terzo progetto discografico, che include "Come fossi andato via", il nuovo singolo prodotto da DJ 2P, insieme a due inediti, la title track "Solito posto, Soliti guai" e "Fumo pensando a te", ci sono infatti anche i brani di "X Questa Notte", il suo secondo Ep per la prima volta in formato fisico dopo l'uscita in digitale ad aprile 2021.

"Nei tre inediti c'è molta più energia, una sorta di riapertura", prosegue, "gli altri brani infatti sono stati scritti in pieno covid e sono lo specchio di come stavo, di come la quarantena mi aveva influenzato". Una sorta di fil rouge che lega i testi dell'album è l'aderenza alla realtà accanto all'esigenza di spiegarsi, come se ci fosse la paura di non essere compreso: "probabilmente è dovuto alla mia giovane età: è difficile ascoltare gli altri, la poca esperienza rende poco empatici", afferma il rapper bolognese, classe 1997, figlio di Gianni Morandi, "ma, anche se nessuno si mette nei panni degli altri, ogni storia merita di essere raccontata. Compresa la mia".

Sempre pronto a lasciarsi ispirare da persone, cose e luoghi ("appunto i concetti e le melodie sul telefono: mi ispirano film, video su Youtube, incontri, magari anche dalla nostra conversazione posso trovare un'idea, non bisogna mai tirarsi indietro", dice), ama comporre i testi "in movimento: quando guido il free style mi viene fuori bene oppure mentre cammino".

E' facile immaginare che con un padre come il suo ("ma non mi ha dato nessun consiglio", afferma categoricamente) la musica sia stata una compagna fin da bambino: "Sono cresciuto con la musica italiana, con le canzoni che parlano d'amore. Poi è arrivata forte la botta del rap: la prima volta che vidi un video di un rapper americano, non ricordo se Fifty Cent o Eminem, ho capito che in quella musica c'era qualcosa che mi bucava, che mi rappresentava nel suo voler raccontare altro rispetto ai soliti temi", rivela.

Poi la consapevolezza che dalla passione potesse nascere un lavoro: "Quando nel 2018 la canzone Pizza e fichi è diventata virale ho capito che dovevo approfittare del momento. Certo, la notizia era che il figlio di Gianni Morandi faceva rap: con il mio cognome, anche se io me ne voglio scostare, è facile emergere, più difficile invece è rimanere. C'è già un paragone di partenza che altri non hanno", dice, "io ho una fanbase solida di ragazzi che mi vogliono bene. Ho fatto un gran lavoro, ma sono fortunato perché loro non si sono fatti condizionare da qualcosa che sarebbe potuto essere un pregiudizio. A parti inverse ammetto che io mi sarei lasciato condizionare". Con l'album ci sarà anche un tour live? "Sì, andremo in giro per festival per tutta l'estate", racconta, "per la prima volta avrò una band con me, fino a ora mi sono esibito sempre come impone il rap, solo console e voce". Già disponibili le prime date dei live: il 29 aprile al Link Festival a Piacenza, 28 maggio Mi Ami Festival a Milano, 22 giugno all'Oltrefestival di Bologna, il 25 giugno a Goa Boa The Next Day a Genova.