Roby Facchinetti di nuovo in tour dopo il Covid: "Ho mantenuto l'ultima promessa fatta a Stefano D'Orazio"

TiscaliNews

Ha 77 anni, cinque figli, sei nipoti, 80 milioni di dischi venduti con i Pooh e l’entusiasmo di un ragazzino.  Roby Facchinetti appartiene alla vecchia guardia inossidabile della musica italiana, quella che, lungi da appendere le sette note al chiodo, continua a imperversare tra nuovi dischi e tour affollatissimi con energia da vendere e una dedizione alla musica totale. Così rieccolo in sella pronto a riprendere il “Simphony Tour”, inaugurato a marzo a Bergamo e interrotto bruscamente per la positività al Covid. Ora Roby è negativo e può esibirsi a Roma sabato 9 aprile e poi continuare a girare l’Italia con uno show completamente nuovo che rappresenta l’ennesima sfida di questo artista. La voce storica dei Pooh, nei quali ha militato per 50 anni, infatti si esibisce con un’orchestra sinfonica di 40 professionisti dai 18 ai 25 anni diretta dal maestro Diego Basso e con il Coro Pop Art Voice Academy composto da 10 elementi.

“Un modo per rivisitare i grandi successi dei Pooh che mi sono divertito a rivestire di arrangiamenti nuovi”, racconta nella videointervista concessa a Tiscali dalla sua casa di Bergamo. Un’intervista nella quale Roby Facchinetti ha accettato di fare un bilancio di questi suoi primi 56 anni di musica, parlando dei sacrifici fatti soprattutto agli inizi, sacrifici che sono stati come un antidoto alla sbornia dell’incredibile successo piovuto sulle spalle di una band che ormai appartiene alla storia della musica ma che ha sempre continuato a lavorare senza mai montarsi la testa o prendere il successo come un qualcosa di dovuto e scontato. Facchinetti parla della vita privata, del difficile equilibrio tra affetti familiari e carriera e del rapporto con Stefano D’Orazio, scomparso a novembre del 2020: “Sono stato co lui fino a poche ore dalla fine. E grazie al disco “Symphony” ho mantenuto la promessa che gli ho fatto, quella cioè di inserire la nostra ultima canzone scritta insieme, “Grande Madre” nel mio album”. Facchinetti parla anche del figlio Francesco e della nuova strada che ha intrapreso lasciando la musica come cantante e continuando a frequentarla da produttore musicale: “Credo che sia davvero un grande talent scout e che abbia fatto bene a sposare questa nuova direzione”.