"Misogino", "disgustoso": tutti contro Junior Cally che ora rischia. Sanremo senza pace

Da Salvini al Pd, i politici schierati contro il rapper mascherato per la canzone "Strega", giudicata "sessista" e violenta. Lui si difende invocando "l'arte" e spiegando che "il rap ha elementi narrativi di finzione"

'Misogino', 'disgustoso': tutti contro Junior Cally che ora rischia. Sanremo senza pace
Il rapper Junior Cally (pseudonimo Antonio Signore, 29 anni), in gara a Sanremo con "No grazie", e il conduttore tv Amadeus (57).

“Misogino”, “Incita allo stupro”, “Disgustoso”, “Disadattato”, “Violento”. Se il rap da sempre ama il linguaggio crudo ed esplicito, non si può dire che stavolta anche la reazione alla presenza a Sanremo di Junior Cally, sulla graticola non tanto per la canzone scelta per il Festival quanto per un repertorio provocatorio ma in linea con quello di migliaia di altri rapper nel mondo, da Eminem in giù, non sia chiara e inequivocabile. Almeno da parte di tutto l’arco costituzionale della politica, per una volta d’accordo su qualcosa, nel condannare la partecipazione del rapper mascherato al Festival.

Junior Cally, ecco chi c'è dietro la maschera

Sarà il rapper mascherato a fare il famoso passo indietro?

Stavolta quindi il famoso passo indietro, chiesto dietro le quinte a Rula Jebreal, protagonista suo malgrado della prima polemica, lodato da Amadeus alla presentazione alla stampa come grande virtù espressa da Francesca Sofia Novello, e poi attaccato da più parti come espressione di sessismo, ritorna in auge. E a compierlo potrebbe essere il rapper mascherato Junior Cally, ovvero Antonio Signore, 28 anni, romano, rapper di periferia cresciuto a Focene, vicino a Fiumicino, che dopo anni di frustrazioni ha agguantato il successo con l’album “Ricercato”, pubblicato lo scorso settembre e che a Sanremo cercava la consacrazione. Il suo brano “No, grazie”, già faceva discutere per il richiamo esplicito alla politica del sovranismo e del populismo, nel quale se la prende con Matteo Salvini ma anche con Matteo Renzi: “Spero si capisca che odio il razzista che pensa al Paese ma è meglio il mojito e pure il liberista di centro sinistra che perde partite e rifonda il partito”.

"Strega", ecco cosa dice la canzone dello scandalo

A farlo diventare un caso politico però è stata un’altra canzone, ripescata da un professore universitario di Firenze e finita sotto l’attenzione generale. Si tratta di “Strega”, pezzo pubblicato nel 2017 nel quale descriveva in questi termini un femminicidio: “Lei si chiama Gioia, ma beve poi ingoia/ Balla mezza nuda, dopo te la da/ Si chiama Gioia perchè fa la troia / Sì, per la gioia di mamma e papà/ Questa frate non sa cosa dice /Porca tr…, quanto c…o chiacchera?/ L'ho ammazzata, le ho strappato la borsa/ C'ho rivestito la maschera”. Non solo, il pezzo corredato da videoclip lo mostrava intento a “punire” la ragazza, legata a una sedia con un sacchetto in testa. Lui respinge l'accusa di scrivere testi sessisti e populisti. ''È evidente che su questa polemica non solo Junior Cally e le sue rime, ma anche le donne e il sessismo non c'entrano nulla. Due sono le cose: o si accetta l'arte del rap, e probabilmente l'arte in generale, che deve essere libera di esprimersi, e si ride delle polemiche. Oppure si faccia del Festival di Sanremo un'ipocrita vetrina del buonismo, lontana dalla realtà e succursale del Parlamento italiano''.

La Rai, sempre più spaccata tra chi è espressione del vecchio governo gialloverde e chi si riconosce di più nel governo attuale, però non ci sta e nella persona del più alto in grado, ovvero il presidente Marcello Foa tuona così: “Esprimo forte irritazione per scelte che vanno nella direzione opposta rispetto a quella auspicata". E firma quella che sembra una condanna definitiva per la direzione artistica di Amadeus, nel mirino da giorno la polemica sul sessismo (vedi qui). "Il Festival, tanto più in occasione del suo 70esimo anniversario, deve rappresentare un momento di condivisione di valori, di sano svago e di unione nazionale, nel rispetto del mandato di servizio pubblico. Scelte come quella di Junior Cally sono eticamente inaccettabili per la stragrande maggioranza degli italiani". E così Foa chiede che Amadeus sappia ''riportare il festival nella sua giusta dimensione''.

Salvini: "Mi auguro che questo tizio non metta piede a Sanremo" 

Ad attaccare Junior Cally è anche il leader della Lega, Matteo Salvini. "Uno che incita all'odio e alla violenza contro le donne. Per un anno ho lavorato con Giulia Bongiorno per far approvare il “Codice rosso”. Oggi leggo che la Rai e il più importante festival della canzone italiana, usando denaro pubblico, sdoganano femminicidio e stupro. Non ho parole: mi auguro che questo tizio non metta mai piede sul palco di Sanremo".

M5Stelle: "Vergognoso che un rapper istighi alla violenza di genere"

La partecipazione del rapper viene criticata duramente anche dal Movimento 5Stelle: "Considero vergognoso che un rapper per ragazzini e che ha nel suo repertorio canzoni contenenti frasi violente e che istigano alla violenza di genere vada a Sanremo”, afferma la senatrice Cinzia Leone, vicepresidente della commissione di inchiesta sul fenomeno del femminicidio. “Ritengo che la RAI dovrebbe svolgere un ruolo importantissimo nel contrastare la violenza contro le donne. Ma quanto meno esigo possa evitare di fomentarla dando spazio a questi "cantanti". Ho ovviamente segnalato tutto con una comunicazione diretta alla Rai". E mentre le prese di posizione, quasi tutte di condanna, si moltiplicano e rimbalzano dal Parlamento ai social, è inevitabile "leggere" questa vicenda come l'ennesima polemica politica all'ombra dell'Ariston.