Luigi Strangis, vincitore di "Amici": "Perché non collaborerò con Alex. E cosa ho scoperto di me"

“Se sto bene è grazie a te”: Luigi, con queste parole così significative, hai ringraziato Maria De Filippi, appena hai vinto “Amici”. Che cosa ti ha consigliato Maria da un punto di vista umano? E Zerbi da un punto di vista discografico?

“La scelta discografica nasce da una mia esigenza, quella di continuare il mio percorso in totale libertà. Con loro mi sento a mio agio e sono sicuro starò bene. In quanto a Maria, abbiamo parlato migliaia di volte. “Fai quello che senti” è il suo insegnamento più grande, lo stesso che ho messo in pratica scegliendo di lavorare con persone che già mi conoscono”.

Luigi Strangis ha 20 anni e poche ore di sonno sulle spalle dopo l’euforia della vittoria. La sua Lamezia Terme è in festa ma lui sembra poco propenso a lasciarsi andare alla gioia: i suoi discorsi sono pieni di parole come “percorso”, “impegno”, “lavoro”. Colpisce che con i 150 mila euro del premio, non abbia intenzione di concedersi nemmeno una vacanza: “La vacanza la voglio regalare ai miei genitori che per me hanno fatto tanto. Io invece spero di lavorare per tutta l’estate”. Insomma, sembra quasi programmato per vincere. Per abbattere un paletto dietro l’altro e per costruirsi una carriera solida.

Qual è il tuo percorso nella musica?

“Il mio percorso mi ha formato e reso consapevole soprattutto di chi lavora dietro le quinte. Io rispetto tutti. Poi cerco sempre di dare la mia impronta, di avere una consapevolezza. Sono appena entrato in un mondo di professionisti: ho imparato molto, mi sento più sicuro ma ho ancora molto da imparare”.

Cosa succede ora?

“Il 3 giugno esce il mio Ep intitolato con il mio cognome. Parla di me e della mia personalità, un po’ pazza.Dentro c’è anche il nuovo singolo “Tienimi stanotte” che al momento è la canzone che meglio mi rappresenta. Quando la canto sento una magia vera”.

Come la vedi una futura collaborazione con Alex, il tuo grande rivale ad “Amici”, ora che vi siete chiariti?

“Per ora devo fare un percorso, devo capire bene cosa fare. Per ora mi concentro sul mio. Ma non mi chiudo dietro nessuna porta”.

Quanti e quali strumenti suoni?

“Chitarra, batteria, contrabasso, pianoforte e qualche percussione. Poi un po’ per gioco anche l’ukulele e il mandolino. Mi piace sperimentare e spaziare in diversi generi musicali, ma anche cambiare argomenti. La musica è bella perché è varia e gli artisti devono spaziare”.

Qual è la musica che ti ha nutrito e ti ha formato?

“da adolescente soprattutto il punk: Nirvana, Sex Pistols, Ramones. Poi il rock: ho amato  soprattutto i Guns and Roses. Adoravo gli Acdc, gli Skorpions. E poi John Meyer il mio mentore che mi ha traghettato nel blues”.

Che cosa ti ha insegnato “Amici”?

“A non nascondermi dietro all’emozione. A non nascondermi dietro a un falso sorriso. La sincerità paga. Lasciarsi andare è più facile perché aiuta a farsi capire sia da un punto di vista musicale sia da un punto di vista umano. Un altro traguardo di vita è capire che qualcuno a volte può darti una mano. Non è scontato”.