La grinta di Rita Pavone, lo strip di Achille Lauro, che ritmo Elodie. In testa le Vibrazioni

La grinta di Rita Pavone, lo strip di Achille Lauro, che ritmo Elodie. In testa le Vibrazioni

Nella prima serata del Festival si sono esibiti 12 dei 24 big. A votarli la giuria demoscopica.

Irene Grandi: che grinta! Forte di un pezzo firmato da Vasco Rossi e Gaetano Curreri, la sua “Finalmente io” è il grido di una donna che rivendica le sue libertà e la sua forza di fronte al maschio inetto. Musicalmente un crescendo continuo, con un brano a metà tra la Bertè e Patty Pravo. Voto: 8

Marco Masini: sincero fino all’osso si guarda allo specchio con la sua “Il confronto” e non si fa sconti. Molto d’effetto l’esibizione iniziata al pianoforte e finita da seduto tra gli scalini dell’Ariston. La voce sale sempre con potenza. Voto 6,5

Rita Pavone: la standing ovation è per l’emozione di rivederla su quel palco, forte dei 50 milioni di dischi venduti e degli oltre trenta Paesi nel mondo nei quali si è esibita. La grinta è se possibile ancora più forte del solito. “Niente” è un elettro pop pieno di energia che celebra la resilienza, il saper incassare senza cadere mai. L’ha scritta il figlio Giorgio Merk. Voto 7

Diodato: ballata romantica con un bel giro armonico che sfrutta l’orchestra alla grande . “Fai rumore” ha già vinto il premio Lunezia per il miglior testo, un invito a superare le barriere dell’incomunicabilità. “Per quanto io fugga torno sempre a te, che fai rumore qui. E non lo so se mi fa bene, se il tuo rumore mi conviene, ma fai rumore sì, che non posso sopportare questo silenzio innaturale tra me e te”. Voto 7

Achille Lauro: lo striptease è da 10, se non altro per la faccia tosta. L’anno scorso aveva scandalizzato tutti con la sua “Rolls Royce”, quest’anno, oscurato dalle polemiche per Junior cally, si è ripreso la scena con una performance d’effetto degna del migliore glam rock. Ma la canzone “Me ne frego” non è da meno. Dividerà, se ne parlerà, si canterà. La sua  libera interpretazione della spoliazione di San Francesco prevede piedi scalzi, una tutina lamé aderentissima che lascia scoperti le decine di tatuaggi.  . Voto 6,5

 Le Vibrazioni: il pezzo è trascinante, la voce di Sarcina graffia ancora. I quattro ragazzi del rock alternativo stavolta si chiedono “Dov’è” finita la gioia di vivere. A loro il merito di aver portato per la prima volta a Sanremo il linguaggio dei segni e soprattutto di aver riportato l'amaissimo Peppe Vessicchio. Voto 6.5

Anastasio: uno dei brani più d’impatto è il suo “Rosso di rabbia”. Anastasio canta un testo rap incazzoso ma su base rock e una spruzzata di elettronica.  Lui c'è, la canzone anche. Voto: 7.5

Elodie: melodia non banale per un pezzo firmato da Mahmood e Faini. Impossibile non ballarlo, molto radiofonico. Lei è cresciuta. Voto: 7

Bugo e Morgan: Ironia e leggerezza con "Sincero". Forse troppa leggerezza. Da riascoltare. Voto 6

Alberto Urso: la sua "Il sole a est" Il classico che più classico non si può. Pop lirico nella via segnata già da Andrea Bocelli e da Il Volo. Il tenore che l'anno scorso ha sbancato "Amici" si sta facndo largo. Voto: 6

Riki: È tornato alla ribalta dopo un lungo silenzio. Dopo il grande successo ad Amici, ora è prodotto da Francesco Facchinetti. Racconta un amore in crisi. Ma non riesce ancora a essere incisivo . Voto: 5,5

Raphael Gualazzi: Pesca a piene mani in certe sonoritàdella musica afrocubana con tocchi magistrali al piano. Gualazzi lascia il suo amato jazz per questa "Carioca" super ritmata che balleremo tutti. Voto: 7

 

E questa è la classifica finale dopo l'esibizione dei 12 big in gara: 1 Le Vibrazioni (Dov'è), 2 Elodie (Andromeda), 3 Diodato (Fai rumore), 4 Irene Grandi (Finalmente io), 5 Marco Masini (Il confronto), 6 Alberto Urso (Il sole ad est), 7 Raphael Gualazzi (Carioca), 8 Anastasio (Rosso di Rabbia), 9 Achille Lauro (Me ne frego), 10 Rita Pavone (Niente - Resilienza 74), 11 Riki (Lo sappiamo entrambi), 12 Bugo e Morgan (Sincero).