Lo sfogo di Drupi: "Su Mia Martini quante ipocrisie". E racconta cosa succedeva. Il nuovo disco

"All'epoca nell'ambiente la schifavano: entrava in sala di registrazione e si toccavano gli attributi per fare gli scongiuri o la chiamavano 'L'Innominabile'", racconta sdegnato il cantante. Non si spegne l'onda di amore per Mimì: una raccolta di 4 cd e alcune perle rare da non perdere

Lo sfogo di Drupi: 'Su Mia Martini quante ipocrisie'. E racconta cosa succedeva. Il nuovo disco
Sopra, Drupi (71 anni) e Mia Martini (1947-1995)

Niente di nuovo sotto il sole. Prima l’orribile balletto del pregiudizio, delle malelingue, delle calunnie e poi quello altrettanto ributtante dell’ipocrisia, della mestizia esibita insieme a chissà quale rapporto di amicizia. Tanto la diretta interessata non può smentire. Tutto questo sulla pelle di Mia Martini, ora che è diventata un “caso televisivo” che ha sfiorato gli otto milioni, ora che grazie alla emozionante fiction “Io sono Mia” (interpretata magistralmente da Serena Rossi, qui la nostra video intervista )in tanti si sono ricordati di lei, hanno ricominciato ad ascoltare le sue canzoni e soprattutto sono venuti a conoscenza dell’ingiustizia di cui fu vittima, tacciata di essere una che portava jella e per questo scansata e isolata da tantissimi colleghi e addetti ai lavori. E così, in questo clima finto-celebrativo, fa notizia chi ha il coraggio di parlare chiaro e di andare contro a tanta ambiguità.

Mia Martini, Fabrizio Frizzi, Elisabetta Gardini e Raffaele Paganini per "Europa, Europa", 1990: il programma fu un successo e Frizzi e la Gardini sottolinearono che Mimì portò grande fortuna a tutti loro.

È il caso di Drupi, pseudonimo di Giampiero Anelli, che intervistato dal settimanale Oggi si è lasciato andare a un duro sfogo: "C'è un limite all'ipocrisia dei brutti stronzi che vantano amicizie immaginarie. Ormai è pieno. Ora tutti la conoscevano, tutti le erano amici. E cavalcano l'onda. Quando a frotte all'epoca, nell'ambiente, la schifavano: entrava in sala di registrazione e si toccavano gli attributi per fare gli scongiuri, oppure la chiamavano 'L'Innominabile'. Forse dovrei tacere per non fare anche io la figura di quello che... Ma è uno sfogo d'istinto che le devo".

Drupi nell’intervista ha raccontato anche di quando ha conosciuto la grande Mimì. "Era il 1973. Io, agli inizi, sconosciuto, bazzicavo la Ricordi a Milano, ma stavo quasi per mollare il colpo. Mia all'epoca era la regina dell'etichetta. Un giorno mi chiesero di incidere il provino del pezzo che lei avrebbe dovuto portare a Sanremo: 'Vado via' di Riccardi-Albertelli. Alla fine però non se la sentì di andare e i discografici mi dissero: 'Perché non ci mandiamo quel ragazzino che ha fatto il provino?'".

Mia Martini e Loredana Bertè al Festival di Sanremo del 1993: cantarono "Stiamo come stiamo" (Foto Ansa).

Intanto non si spegne l'eco di commozione e di amore che ha travolto Mimì. Da qualche giorno è uscito il cofanetto "Io sono la Mia musica", una raccolta che in quasi  60 brani e in  4 cd sripercorre l’intera carriera di questa straordinaria artista, dal 1971 al 1994.  

Si tratta di una sorta di diario emozionante di una vita vissuta all’insegna della musica. Una passione quella per la musica che Ivano Fossati, l'uomo al quale Mimì fu legata da un grande amore che le regalò anche grande infelicità, definì "monomaniacale": per Mimì  era una specie di missione. Nella raccolta, ci sono tutti i suoi più grandi successi, da "Piccolo uomo" a "Minuetto" e a  "Gli uomini non cambiano" ma anche alcune perle poco conosciute. 

Roberto Murolo e Mia Martini in un'immagine del giugno 1993 (Foto Ansa).

Mia Martini è stata tra le prime a cantare Elton John in italiano, la prima a credere nella poesia di Vinicius De Moraes  Nella raccolta c'è anche "Stelle di stelle", l’unico duetto ufficiale di lei con Claudio Baglioni, che nel 1971 scrisse il suo album d’esordio. L'ultimo brano del quarto cd è "Mimì sarà", il bellissimo e per certi tratti sconvolgente brano che scrisse per lei Francesco De Gregori. A rileggere oggi quelle parole, lo struggimento per il dolore di Mimì causato dalle calunnie e "dai cani dalla bocca fumante" è inevitabile. Ecco, tra l'altro, cosa scrive De Gregori: " Sarà che tutta la vita è una strada e la vedi tornare, come la lacrime tornano agli occhi e ti fanno più male, e nessuno ti vede, e nessuno ti vuole per quello che sei. Sarà che i cani stanotte alla porta li sento abbaiare, sarà che sopra al tuo cuore c'è scritto "Vietato passare", il tuo amore è un segreto, il tuo cuore è un divieto, personale al completo, e va bene così. Chiamatemi Mimì, chiamatemi Mimì".

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