Grazia di Michele: "Nella mia tribù a quattro zampe è arrivata pure la tigre Antares"

di Cinzia Marongiu

A Sanremo ha sorpreso in tanti quando lei, cantautrice raffinata e tosta, si è schierata tra i concorrenti con Mauro Coruzzi, volto fino ad allora seminascosto dalla maschera Platinette. Ma Grazia Di Michele non è tipa da provocazioni fini a se stesse. Lì, su quel palco così popolare, ha messo in scena ben più di una bellissima canzone come pure resta "Io sono una finestra". Su quel palco, tra il sudore e l'emozione tangibili quasi quanto le loro mani che si cercavano e afferravano a ogni esibizione, è stata celebrata una straordinaria amicizia e più ancora una coraggiosa presa di posizione contro i pregiudizi che le maschere, quelle che indossiamo tutti, si badi bene, e non soltanto i trans o le drag queen, ci obbligano a subire. Alla fine ha avuto ragione lei, ancora una volta, dolcissima e decisa come la sua voce. A casa da quel Sanremo ha portato un successo e la soddisfazione di essere stata "capita e apprezzata dal pubblico, più che da tanti addetti ai lavori". E adesso è pronta a rilanciare con un nuovo progetto che ci annuncia in questa videointervista: "Con Mauro ne stiamo parlando. Ci piacerebbe costruire uno show teatrale fatto di parole e musica. Vedremo".

Un album che racchiude anche la passione per l'arte e per i colori - Nel frattempo Grazia Di Michele, indaffarata nelle sue mille attività come solo le donne sanno essere, porta a spasso la sua nuova creatura, "Il mio blu", album imbevuto di sonorità jazz e di testi importanti. Un album che racchiude due sue passioni, quella per la musica e quella per l'arte, visto che nel libretto che accompagna i testi sono riprodotti i quadri di un giovane artista sicialiano, Fabio Salafia e soprattutto visto che tra i brani ce n'è uno, "Colori", che racconta quanto per la musicoterapeuta Grazia Di Michele i colori siano uno specchioattivo e passivo dei nostri stati d'animo, capaci di tradurli, inseguirli e influenzarli come poco altro. "Tutti quanti abbiamo un colore di fondo. Dipende dallo stato emozionale e dal periodo esistenziale. Io ho avuto il mio periodo rosso, poi il mio periodo giallo. Adesso è un momento blu. Blu è un colore che dà quiete,è il colore dell'acqua, il colore del cielo e del mare. Il colore della malinconia, delle note blu del blues. Ma non è il nero, non l'assenza di emozioni, ma un colore positivo".

L'anafalbetismo emotivo è una malattia che dobbiamo cercare di curare - Nell'album, imbevuto di sonorità jazz e accompagnato dal Paolo Di Sabatino Trio, oltre al duetto sanremese, c'è un altra canzone a due voci, "L'amore è uno sbaglio", swing ironico cantato insieme con Mario Venuti e alcuni brani dai temi forti, a cominciare da "Se questo è amore", cruda e toccante descrizione del femminicidio. "parlo molto dell'analfabetismo emotivo in cui molte persone, soprattutto i più giovani, sono precipitati. È una malattia, una patologia, non un modo simpatico di descrivere ciò che accade: nel momento in cui non si provano emozioni si è capaci di compiere qualsiasi gesto. Io, nel mio lavoro con i ragazzi, cerco di soffermarmi moltissimo sull'interpretazione. Non c'è solo il bianco o il nero, non ci sono soltanto gioia o dolore ma tantiussimi sentimenti e sfumature a cui ormai sembriamo disabituati".

Intanto Grazia Di Michele continua anche il suo lavoro di professoressa di canto nella scuola di spettacolo più famosa d'Italia, "Amici di Maria de Filippi": è un'esperienza che mi ha dato e mi dà tantissimo. Stare a contatto con questi giovani talenti e con quel motore propulsore che è Maria mette in moto tantissima adrenalina ed energia". Che poi Grazia Di Michele investe anche nella sua tribù casalinga e nelle sue altre mille attività: "Beh, innanzitutto sono finalmente riuscita a laureearmi in giurisprudenza. E intanto continua a marciare e a non fermarmi mai e a mandare avanti la mia tribù: vivo in campagna con miasorella e con mio figlio. E con 31 cani, 15 gatti e, da oggi, una tigre. L'ho appena adottata dalla Lav; l'abbiamo strappata via da un circo dove la trattavano in condizioni disumane e ora stiamo cercando di curarla. Si chiama Antares".