Risse sul palco, infortuni, rapper latitanti, annullamenti: il festival più maledetto della storia

Quello che avrebbe dovuto essere un orgoglio nazionale, presentato in pompa magna come il futuro della musica a Genova, è diventato il più grande flop di sempre.

di Massimiliano Lussana

Era stato presentato in pompa magna come il futuro della musica a Genova e, perché no?, anche in Italia. Addirittura, una scelta apripista della possibilità di decentrare la movida rispetto al centro storico. Persino la location ideale per concerti e festival in continuazione, per la prima volta in un parco urbano su una collina, con tanto di testimonianze che raccontavano il nuovo paradiso terrestre dei concerti e istituzioni che si vantavano di tutto questo a petto in fuori, con un forte odore di turiboli e d’incenso nel narrare tutto questo.

Invece, il Goa Boa - The Next Day e la scelta di quella location su quella collina è stata la firma sul Festival più sfortunato e maledetto della storia della musica italiana.

Il più grande flop di sempre

E quello che avrebbe dovuto essere un orgoglio nazionale è diventato il più grande flop di sempre. A far capire che qualcosa non andava avrebbe dovuto aiutare l’assenza fra i promotori di Liguria Digitale, che è l’eccellenza assoluta della Regione Liguria, guidata da un manager come Enrico Castanini che è l’azienda che ha dato un senso a tutta l’operazione Erzelli, una collina dimenticata che invece potrà diventare il futuro di Genova, grazie anche a un ospedale d’eccellenza anche nella ricerca che sarà uno dei progetti di punta del PNRR.

Complice la sfortuna e sottovalutazioni, è successo di tutto

Peccato, perché l’idea era ottima, un Festival dedicato alla generazione Z, con ospiti del calibro di Blanco, Rkomi, Ariete, Madame, Bresh e tanti altri. E poi, nei giorni successivi, Tananai, La Rappresentante di lista, Elisa, Gue… Ma poi – complice anche un’incredibile leggerezza istituzionale che ha dato per scontato che da una buona idea e da un ottimo cast potesse nascere un’ottima organizzazione – è successo di tutto.

Insomma, il peccato originale del Comune è stato non mettere insieme tutti gli organizzatori storici genovesi, a partire da Vincenzo Spera, presidente nazionale di Assomusica, l’associazione che raggruppa tutti i promoter e che è universalmente riconosciuto come un’eccellenza italiana, con collaboratori di livello come Paola Donati e Nicolò Sasso, che con la sua Duemilagrandieventi ha nel carnet dell’estate Marracash e il Jova Beach Party, che è come dire l’alto dei cieli musicali, e da Luca Pietronave che sta organizzando anche lui un appuntamento con grandi nomi al Porto Antico a Genova, il Balena Festival, che da Franco 126 ai Pinguini Tattici Nucleari, da Caparezza a Manuel Agnelli.

Invece, un organizzatore, peraltro solitamente capace e innovatore, anche persona brillante e cortese, come Totò Miggiano che ha il brand Goa Boa che è un pezzo di storia della musica italiana e non solo genovese, è stato lasciato solo con il suo sogno, troppo grande per la sua struttura e per poter avere un esito positivo, al di là degli applausi della claque. E, complice la sfortuna e sottovalutazioni in serie, è successo di tutto.

Centinaia di spettatori inferociti

Un giro sui profili Facebook e Instagram del BoaGoa Festival (non sul sito internet dove non c’è traccia di tutto questo) racconta di centinaia e centinaia di spettatori inferociti per i cambi di data, di programmazione e tutta la gestione del Festival. Che probabilmente si porterà dietro problemi legali per rimborsi e dintorni. Ma, dopo aver analizzato le responsabilità, a ritroso, vediamo cosa è successo al Festival più “maledetto” della storia.

Il forfait di Rkomi sostotuito da Ghali

Andiamo per ordine. In prima battuta, Rkomi, che avrebbe dovuto essere l’headliner, il nome grosso, della seconda serata, che ha dato forfait “per impegni televisivi” ed è stato sostituito con Ghali (quella sera c’era anche Ariete), facendo infuriare chi aveva comprato i biglietti per Rkomi a cui magari di Ghali non interessava nulla.

L'infortunio di Blanco e la rissa sul palco

Poi, a poche ore dal concerto, il piccolo infortunio che ha bloccato Blanco in ospedale e, stavolta, non la sostituzione, ma l’annuncio che il concerto sarà riprogrammato. Anche se non si sa dove e quando.  Andiamo avanti, con la rissa sul palco, prima delle splendide esibizioni di Madame e Bresh domenica sera, musica veramente di livello a dare un senso a tutto questo. Ma qui, più che la recensione, serve il mattinale delle Forze dell’Ordine: “Cinque feriti, due denunciati e un rapper ricercato dalla polizia”. Il video di “Welcome to favelas” è diventato virale in tutta Italia.

Ed ecco la ricostruzione di Primocanale, la principale tv genovese, una delle maggiori in Italia:  “Pugni e calci sul palco, poi sfocia la rissa. E' successo nel pomeriggio di ieri agli Erzelli di Genova: un membro della crew di uno dei rapper che partecipava all'evento, avrebbe reagito con violenza ad alcuni agenti della Polizia di Stato, provocando danni ad uno di loro. Fra i motivi della colluttazione, forse il danneggiamento di alcune apparecchiature da parte della crew del rapper. L'uomo si è poi rifiutato di fornire il proprio documento d'identità agli agenti: è stato deferito in stato di libertà per resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e rifiuto di indicazione delle proprie generalità. Il bilancio registra un totale di cinque feriti tra agenti di polizia e membri dello staff, uno dei quali ha riportato 30 giorni di prognosi. Sono due i denunciati, mentre il rapper Big Vibe, l'artista che si stava esibendo sul palco, risulta attualmente ricercato dalla polizia”.

Tutti i concerti spostati al Porto Antico e riprogrammati

Su su, fino al post finale, sulla pagina del Festival: “Alla luce di ragione tecniche, organizzative e sanitarie, nel massimo rispetto di necessità e aspettative di pubblico e artisti, si è reputato necessario riprogrammare tutti i concerti inizialmente previsti nei mesi di giugno e luglio, spostandoli all’Arena del Mare in Porto Antico di Genova. Ecco quindi le nuove date: 17 luglio Guè e Villabanks, inizialmente previsto il 30 giugno agli Erzelli; 8 settembre Brunori SAS inizialmente previsto il 6 luglio (ma stavolta era già previsto all’Arena del Mare, quindi è giallo anche qui sul cambio di data), 15 settembre Elisa, inizialmente previsto il 2 luglio agli Erzelli, con il “concept tour” nel verde; 16 settembre La Rappresentante di Lista e Tananai, inizialmente previsto il primo luglio agli Erzelli.

Il fallimento di un'idea tra proteste, sfortuna, errori. E ora pure i "motivi sanitari"

E Blanco? “Si continua a lavorare con lo staff dell'artista alla ricerca della migliore soluzione per il recupero del concerto di Genova. Manca oramai pochissimo, ci siamo quasi ma serve ancora un pochino di pazienza per sistemare gli ultimi dettagli”.

Il resto sono le centinaia di post di protesta sui social, che sono quasi un’immagine plastica del fallimento di un’idea che sarebbe stata ottima, ma che – fra sfortuna, sottovalutazioni ed errori, anche gravi, compresa una gestione delle informazioni approssimativa e il tocco finale dei “motivi sanitari” – rischia di essere ricordato come il Festival più maledetto della storia. E The Next Day diventerà, nel migliore dei casi, “Next Three Monts”.