Vincitori annunciati e strateghi a colpi di gaffe? Michielin e Fedez: "Ecco come stanno le cose"

Francesca: "Non mi sono arrabbiata. Ed è una cattiveria dire che è stato fatto per far parlare di noi”. Federico: "Per me è la prima volta, ho una certa ansietta"

FRANCESCA MICHIELIN E FEDEZ – FOTO A USO STAMPA PH FABRIZIO CESTARI
FRANCESCA MICHIELIN E FEDEZ – FOTO A USO STAMPA PH FABRIZIO CESTARI

Arrivare a Sanremo come vincitori annunciati non è mai facile per nessuno. Se poi si aggiunge che Francesca Michielin e Fedez sono anche stati i protagonisti di una clamorosa gaffe, quella cioè della pubblicazione sui social di 10 secondi del pezzo e si sono trovati rima a rischio di eliminazione e poi sotto accusa per aver “ordito lo stratagemma pur di fare notizia”, secondo la vox social che da tempo si è sostituita a quella populi. Fato sta che i due, in conferenza stampa via zoom, mettono le mani avanti: su "Noi vincitori annunciati? Ma no. Andiamo a Sanremo per godercelo appieno e per divertirci".

E anzi si mostrano molto carichi e in perfetta sintonia. E a chi la descriveva come arrabbiata con il compagno di avventura, Francesca chiarisce: "Non mi sono arrabbiata . Ed è una cattiveria dire che è stato fatto per far parlare di noi”. In quanto al “colpevole” Fedez, candidamente racconta: "Per assurdo è stata Francesca a darmi appoggio psicologico per il fattaccio. La mia comunque non è stata una mossa strategica, ma un errore tragicomico, che racconterò dopo il Festival per non peggiorare le cose. Mi sono già scusato con Francesca e anche con Amadeus e con la Rai per aver creato un ulteriore problema".

I due si presentano a Sanremo con “Chiamami per Nome", un brano di cui sono anche autori insieme con Davide Simonetta, Alessandro Mahmoud, Alessandro Raina. E che descrivono come più consapevole e maturo rispetto ai due brani precedenti e cioè “Cigno Nero” e “Magnifico”, entrambi grandi successi. Dice Fedez: “Questo brano è un upgrade stilistico, credo che sia molto trasversale. E con le dovute proporzioni in un certo punto mi sento un po’ Mamhood. La struttura è più complessa e dinamica e anche il nostro interscambio è meno scontato . E poi, anche se non dovrei essere io a dirlo, credo che le nostre voci insieme stiano bene”. I due, d’alra parte la stanno prendendo molto sul serio: entrambi continuano a prendere lezioni di canto (“Abbiamo pure lo stesso insegnante”) e si vedono molto spesso in studio per mettere a punto qualsiasi dettaglio della loro esibizione. Esibizione per la quale Francesca Michielin promette una sorpresa: “Non posso ovviamente anticiparla”, risponde a chi vorebbe sapere con quale dei tanti strumenti che sa suonare si presenterà sul palco dell’Ariston: “in realtà stavolta npon voglio coperte di Linus. Voglio offrirmi senza paure per come sono. Cantare e basta è già una grande evoluzione”.

Impossibile sapere qualcosa sulla cover che interpreteranno: “A livello di spoiler abbiamo già dato”, dicono tra le risate. Il brano “Chiamami col nome” sarà inserito in “Feat. Fuori dagli spazi”, riedizione del l’album della Michielin in uscita il prossimo 5 marzo. “Si ratta di una sorta di riedizione, un progetto collettivo, concepito a capitoli al quale, tra l’altro, partecipa mezzo cast del festival, come Max Gazzè a Coma_Cose, Colapesce e i Maneskin. Dal 25 febbraio, poi, giorno del mio compleanno, esce il mio primo podcast: parlerò delle donne e delle loro battaglie oggi”.

In quanto a Federico Lucia, nei suoi programmi, “c’è quello di diventare padre per la seconda volta. Ma per il resto sono uscito dalla mentalità disco-tour-disco. Credo che sia un grosso errore farsi ingabbiare in questo genere di schema”, spiega. E racconta: “Durante la pandemia ho fatto uscire diversi singoli come “Bimbi per strada” e “Bella Storia”. Non volevo alcun tipo di corollario rispetto al festival e non so cosa verrà dopo, mi godo il percorso”. E anche una certa “ansietta”. D’altra parte lui al Festival è un debuttante: “Ho scelto la terapia d'urto. E ho deciso di vivere l'esperienza come tale, prendendo tutto quello che c'è". In passato aveva dichiarato che al festival non sarebbe andato “perché serviva solo a chi ne ha bisogno e quando ci sono problemi". "È vero. L'ho detto, ma sono dichiarazioni di cinque anni fa e in cinque anni si cambia ed è cambiato anche il Festival. La svolta c'è stata con Ultimo e con Mahmood. E poi è innegabile che Sanremo in questo momento sia un palco prezioso".