Eurovision, record di ascolti. Tutti in piedi per la Kalush Orchestra dell'Ucraina. Malgioglio scatenato

La prima semifinale dell’Eurovision made in Italy fa subito record di ascolti, porta a casa un grande show (a parte l'omaggio troppo breve a Raffaella Carrà, di cui scriviamo qui) e si chiude con Cristiano Malgioglio super-glitterato che urla pazzo di gioia e non sta più nella pelle: “Aaaah adoro, tutte le canzoni che io avevo detto che erano pazzesche hanno vinto. Ma te ne rendi conto? Gabriele, tesoro, ne capisco di musica, vero?”. E in effetti ad accedere alla finale sono 10 artisti in rappresentanza di altrettanti paesi che Malgioglio chiamato a commentare con Gabriele Corsi e Carolina di Domenico aveva “adorato”.  A passare il turno volando direttamente verso la finale di sabato della 66° edizione dell’evento sono: Marius Bear con “Boys do cry” (Svizzera), Rosa Linn con “Snap” (Armenia), Systur con “Meo haekkandi sol” (Islanda), Monika Liu con “Sentimentai” (Lituania), Maro con “Saudade, Saudade” (Portogallo), Subwoolfer con “Give that wolf a banana” (Norvegia), Amanda Georgiadi Tenfjord con “Die together” (Grecia), Zbod si Zdub & Fratii Advahov con 'Trenuletul' (Moldavia) e S10 con 'De diepte' (Paesi Bassi), Kalush Orchestra con 'Stefania' (Ucraina). Ed è proprio il gruppo folk e rap della nazione invasa dai russi a portare a casa anche la più sentita e commovente standing ovation. Segno che i bookmaker che li danno favoriti per la vittoria finale ci hanno visto bene.

Insomma lo show spettacolare andato in scena nel Pala Ompico di Torino, iniziato con il volo di un drone che inquadrava dall’alto il palcoscenico e le note del “Nessun Dorma” della “Turandot” di Giacomo Puccini ha conquistato sia il pubblico presente sia i telespettatori: 5 milioni 507 mila, pari al 27% di share, sono un record assoluto per gli ascolti dell’Eurovision nel nostro paese. Record tanto più importante se si considera il capovolgimento generazionale col 43% di share sui giovanissimi spettatori dai 15 ai 24 anni.

Coreografie avveniristiche e spettacolari, tra fiamme e cascate d’acqua per uno spettacolo vario nei generi musicali e serrato nei ritmi. Laura Pausini, Alessandro Cattelan e Mika come padroni di casa di un Pala Olimpico in clima da stadi, tra cori e bandiere della pace. Già perché anche la guerra scatenata da Putin invadendo l’Ucraina è stata una delle protagoniste dello show. La kalush Orchestra, in rappresentanza del Paese martoriato dalle bombe, è stata salutata con una standing ovation per il brano “Stefania” dedicato dal leader del gruppo alla madre ma diventato una sorta di inno alla madre patria. Ospiti della serata Dardust con Benny Benassi e Sophie and The Giants per un omaggio alla dance italiana ma anche Diodato che si prende la rivincita sulla pandemia quando due anni fa l’Eurovision saltò e lui fu costretto a esibirsi da solo nell’Arena di Verona.